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05 LUGLIO - Video

I “Viaggi dell’anima” raccontati da Roberto di Diodato

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Nel libro l’autore parla di una diversa concezione di vacanza

Vacanza come momento necessario per dare (o illudersi di dare) un colpo di spugna, ovviamente simbolico, alla stratificazione di tossine accumulatesi dopo un lungo periodo di gesti ripetitivi. Vacanza come riposo, dunque, ma, se la premessa è ripartire, si tratta in primis di riposo dell’anima, da ottenersi grazie a emozioni uniche, esterne a ogni cliché. E allora ecco che un viaggio, qualsiasi viaggio (anche a soli 10 km da casa), diventa viaggio dello spirito e insuperabile opportunità di conoscenza, tra arte e fede.

È questa l’idea di fondo che lega i diversi e per certi versi “distanti” itinerari proposti da don Roberto Di Diodato nel suo ”Viaggi dell’anima, Alla scoperta della bellezza del mondo” (Alberto Peruzzo editore, pagg. 143,Euro 14,90). Itinerari che hanno, tutti, alla base un obiettivo preciso: la ricerca della “bellezza” del mondo. Non solo e non tanto delle singole bellezze, regalateci dalla natura con le sue meraviglie o da millenni di civiltà umana. Quello semmai è il punto di partenza; una premessa attraverso cui il viaggiatore (come l’autore del libro) e non il turista ricerca un’universale idea di Bellezza, che per l’autore, sacerdote paolino di rara sensibilità e fede profonda, coincide con la Bellezza del Creato, opera di Dio.

E questo emerge nell’atmosfera incantata di chiesette e monasteri su vette infinite: dal santuario di Ziteil, sulle Alpi retiche della Svizzera, a Khor Virap, cenobio armeno di fronte alla maestà dell’Ararat e ovviamente alla piccola chiesa alla sommità del Sinai egiziano. Sono tutti quadretti di pace e serenità, in armonico equilibrio tra opere umane e imponenti paesaggi naturali: sono testimonianza concreta della grandezza immensa del Creatore.

Grandezza, che don Di Diodato ha saputo cogliere con tutti i sensi aperti e che ha saputo in questo bel volume trasmettere con sorriso gioioso: un percorso, che trasuda di fede e che irrora fede anche nel lettore. Viaggi che don Roberto ha condiviso emotivamente ogni volta con un ristretto gruppo di amici e colleghi (quasi sempre queste visite in terre vicine e lontane erano finalizzate alla realizzazione di reportage per “Benessere”, mensile della San Paolo edizioni, e di documentari per TV 2000); e con loro l’autore ha condiviso momenti di fede, ma anche episodi molto più profani di rara comicità.

Un esempio? In un’occasione il gruppo era arrivato sulla cima del Monte Sinai per vedere albeggiare e, oltre a decine di turisti orientali sudati e provati dalle centinaia di gradini, sono comparsi come dal nulla tre agilissimi diplomatici etiopi, che si muovevano come gazzelle con vestiti pulitissimi e valigette 24 ore, dicendo che non volevano essere ripresi per mantenere l’incognita: quando diplomazia e politica “invadono” scenari di fede. Nel libro di Don Roberto la profondità della fede cristiana lega Paesi diversissimi tra loro, dall’asettica Confederazione elvetica, agli emergenti Paesi dell’Est, dove i regimi totalitari hanno lasciato un vuoto, che molti oggi colmano con una fede ritrovata, a stati, come l’Armenia e la Georgia, dove la tradizione di un sapere arcano è ancora fortemente radicata; per finire a Israele e Territori palestinesi, politicamente così inconciliabili, ma nella quotidianità portati spesso a dialogare.

Un messaggio, quello dei monumenti e dei siti della prima cristianità, che grazie al libro di don Di Diodato, diventa un gradevole inno alla vita e alla gioia. Il libro ha poi una forte utilità pratica: è una guida preziosa e ricca di aneddoti per il pellegrino, per l’uomo di cultura, per il semplice curioso e appassionato fai-da.te e, in una parola, per chiunque abbia sete di spiritualità.

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