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Viaggi

13 luoghi magici e inusuali da visitare a Roma

21 Aprile 17 / Scritto da:

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Esiste la Roma nota e dei grandi monumenti, ma anche quella più nascosta e curiosa. Abbiamo selezionato per voi tredici posti da scoprire (o riscoprire) nella Capitale

 

La “piccola Londra”

Roma magica e curiosa

Viene da pensare di essere capitati a Notting Hill, e invece si è in pieno quartiere Flaminio. Via Bernardo Celentano è una strada privata anche denominata la “piccola Londra”. Il motivo è semplice: lo stile delle case ricorda molto quello dei villini a schiera con scalette inglesi. Si tratta di una via non molto lunga, chiusa al traffico, che venne eretta negli anni ’10 del ‘900 per ospitare burocrati e impiegati di alto livello. Realizzata dall’architetto Quadrio Pirani, la via rientra nel piano regolatore dell’allora sindaco Ernesto Nathan che desiderava modernizzare Roma anche dal punto di vista dell’urbanizzazione.

 

Quartiere Coppedè

Roma magica e curiosa

Un pezzo di Roma onirico, fuori dal tempo e dagli stili architettonici. Chi capita al quartiere Coppedè non può fare a meno di innamorarsene. Si trova tra piazza Buenos Aires e via Tagliamento e vi si viene introdotti passando sotto l’arco tra i Palazzi degli Ambasciatori. Il quartiere (che non è in realtà tale) prende il nome dal suo ideatore, Gino Coppedè, che vi fuse stile diversi, tanto da crearne uno nuovo e personale. Dal Liberty all’arte romana, dall’arte rinascimentale a quella gotica. Simbolico e magico, conta 18 palazzi e 27 tra palazzine ed edifici. Tra le costruzioni che più lo contraddistinguono sono da annoverare il Villino delle Fate, la Palazzina del Ragno e la Fontana delle Rane. Progettato nel 1915, il quartiere rimase incompiuto a causa della morte di Coppedè avvenuta nel 1927, per poi essere portato a compimento da Paolo Emilio André.

 

Galleria Sciarra

Roma magica e curiosa

Tra Via Marco Minghetti, Vicolo Sciarra e Piazza dell’Oratorio, si trova una galleria pedonale in stile Liberty poco conosciuta, la Galleria Sciarra. Una delle opere della riurbanizzazione di Roma di fine ‘800, è un cortile privato che il pubblico può attraversare solo durante gli orari di ufficio. Dipinta da Giuseppe Cellini, la sua decorazione racconta il tema iconografico della “Glorificazione della donna”. Durante l’estate, offre un fresco riparo dalla calura.

 

La via dell’illusione

Roma magica e curiosa

Oltre ad essere una bella via residenziale, Via Piccolomini ha una particolarità che la rende speciale. E non si tratta semplicemente della vista di San Pietro che vi si può ammirare. Osservando la cupola infatti, più ci si allontana dalla sua vista, più questa sembra avvicinarsi. E viceversa. Più ci si avvicina, più la cupola sembra distante. Si tratta ovviamente di un effetto ottico, causato dalla disposizione degli edifici.

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La Casina Delle Civette

Roma magica e curiosa

Nel quartiere Nomentano, all’interno della verde Villa Torlonia, sorge una curiosa costruzione che ha del fiabesco. La Casina delle Civette non ha nulla a che vedere con gli stili architettonici tipici di Roma. Questo perché nel 1840 il principe Giovanni Torlonia affidò all’architetto paesaggista Giuseppe Jappelli l’ideazione di un luogo di evasione rispetto all’ufficialità della residenza principale. Inizialmente, il risultato fu quello di una ottocentesca “Capanna Svizzera”, un romantico rifugio di sapore alpestre di impronta volutamente rustica.

Tuttavia, già dal 1908 Giovanni Torlonia jr cominciò a ordinare di trasformare radicalmente l’edificio, con tanto di denominazione di “Villaggio Medioevale”. Quello che era un rifugio divenne una residenza con grandi finestre, loggette, porticati, torrette, decorazioni a maioliche e vetrate colorate. A causa del ricorrere del tema della civetta nel mobilio e nelle decorazioni (simbolo esoterico amato da Giovanni Torlonia jr), dal 1916 la costruzione cambiò di nuovo nome divenendo il “Villino delle Civette”.

Purtroppo fatti storici non ne hanno aiutato la conservazione. Prima l’occupazione delle truppe anglo-americane, poi l’incendio del 1991 insieme a furti e vandalismi, ne resero disastrose le condizioni. Tuttavia, un meticoloso e documentato lavoro di restauro durato dal 1992 al 1997, ha fortunatamente dato nuova vita a quella che è oggi nota come la Casina delle Civette.

 

L’orologio ad acqua del Pincio

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Di nuovo funzionante, al Pincio in Viale dell’Orologio si trova un orologio ad acqua, esempio di architettura meccanica di fine ‘800. Venne costruito in base al progetto di Giovan Battista Embriaco nel 1873 con ambientazione curata da Gioacchino Ersoch. Attraverso la struttura in vetro si può osservare come l’orologio venga azionato dall’acqua della fontana, che mette in moto il pendolo caricando il suo movimento e la suoneria. Non troverete altri orologi delle stesso genere posti in giardini pubblici.

 

La porta magica di Piazza Vittorio

Roma magica e curiosa

Nei giardini di Piazza Vittorio è presente una misteriosa porta che dà su un muro, con annesse due statue del dio egizio Bes e simboli esoterici. Si tratta della cosiddetta Porta Magica, databile 1680, denominata anche Porta Alchemica, Porta Ermetica o Porta dei Cieli. È l’unica sopravvissuta delle cinque porte di Villa Palombara. Venne qui ricostruita nel 1888 dopo essere stata smontata dalla posizione originaria lì vicino, con aggiunta delle statue. Appassionato di esoterismo e occultismo, il marchese Palombara pensò infatti il giardino della villa in chiave simbolica. L’accesso al parco era in tal senso l’accesso a una conoscenza metafisica.

Secondo la leggenda, sulle cinque porte della villa e sui muri, il marchese avrebbe fatto scrivere la ricetta per trasformare il piombo in oro. La speranza era che un giorno qualcuno potesse decifrarla. Una curiosità: nel videogame Tomb Raider: Chronicles – La leggenda di Lara Croft, Lara Croft va a Roma per cercare la Pietra Filosofale e per trovarla deve aprire proprio la Porta Magica.

 

Roseto comunale

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Situato presso il Circo Massimo, questo romantico giardino fu istituito nel 1931 per poi andare distrutto durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1950 tuttavia il Comune decise di ricrearlo nella sua attuale posizione, un tempo cimitero ebraico. Una destinazione originale del territorio di cui rimane traccia nei vialetti che dividono le aiuole che vanno a formare il disegno del candelabro a sette braccia. In questo roseto, trionfo di colori e profumi e che apre solo per un breve periodo in primavera, si trovano circa 1.100 diverse specie di rose. Nel settore più grande si può tracciare l’evoluzione della rosa dall’antichità ad oggi. In quello più piccolo sono ospitate le nuove varietà del fiore qui inviate da tutto il mondo.

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Ospedale delle bambole

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In Via di Ripetta 29 sorge una bottega che pare uscita da un’altra epoca. Si tratta di Restauri Artistici Squatriti, anche detto Ospedale delle bambole e, da gente del posto, Negozio del terrore. Qui, vecchie bambole e altri antichi giocattoli vengono presi in cura e aggiustati, per aver nuova vita. Colla, solventi, teste di porcellana e corpi di bambole colpiscono immediatamente chi varca la soglia di questo luogo sospeso nel tempo, di appena 15 mq.

 

La falsa prospettiva del Borromini

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Ripresa anche da Sorrentino ne La grande bellezza, la falsa prospettiva del Borromini è ospitata nel cortile di Palazzo Spada. Si tratta di una galleria che pare lunga 37 metri, quando invece lo è solo 8. La statua che si trova in fondo pare a grandezza naturale, ma è alta 60 cm. Siamo dunque di fronte a un’illusione dovuta al fatto che i piani convergono in un unico punto di fuga. Mentre il soffitto scende poco a poco verso il basso, il pavimento va a salire. Venne costruita da Borromini con l’aiuto di Padre Giovanni Maria da Bitonto tra il 1652 e il 1653, probabilmente a significare l’inganno morale e l’illusione delle grandezze terrene.

 

Il buco della serratura del portone della Villa del Priorato di Malta

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Camminando per l’Aventino capita di imbattersi in una curiosa fila di persone di fronte al portone chiuso della Villa del Priorato di Malta. E i romani ben sanno perché. Poggiando l’occhio sul buco della serratura del grande portone, si può ammirare una splendida prospettiva della cupola di San Pietro. “Er Cuppolone” è infatti perfettamente inquadrato nella cornice degli alberi dei Giardini dell’Ordine. Un emozionante gioco prospettico, di cui godere sia di giorno che di notte.

 

Spezieria di Santa Maria della Scala

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La più antica farmacia di Roma e di Trastevere, la Spezieria di S. Maria della Scala, si trova in Piazza della scala 23. Inaugurata nel ‘500 per le necessità dei frati che coltivavano le piante medicinali nell’orto, nel ‘600 aprì al pubblico. Qui cominciarono dunque a servirsi anche principi e cardinali, da cui il soprannome di “Farmacia dei Papi”. Ancora oggi, conserva il laboratorio galenico e il frantoio originari. Ma anche le maioliche colorate, i vasi, le bilance, gli alambicchi di distillazione, i mortai. Del ‘700 sono invece arredamento, scaffalature, vetrine e bancone. Può essere visitata tramite tour guidati.

 

La casa dei mostri

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Il portone di Palazzetto Zuccari, su via Gregoriana, presenta un’enorme bocca spalancata. Decorazione ripetuta anche nelle finestre che lo affiancano. Una caratteristica che è valsa al palazzo il soprannome di Casa dei Mostri. Si tratta di uno stravagante capriccio artistico, costruito da Federico Zuccari all’inizio del XVII sec. L’artista volle infatti costruirsi una sontuosa dimora che ne testimoniasse l’importanza. Per le mostruose bocche si ispirò al Giardino di Bomarzo. Il loro scopo era sbalordire il visitatore che, una volta varcata la soglia, sarebbe poi stato colpito dal contrasto col paradisiaco giardino.