14 APRILE - Televisione

Reality: il lento inesorabile declino di un genere tv

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Una crisi ormai inevitabile

Il lento, ma inesorabile declino di un genere televisivo, che, alla sua nascita, si affermò immediatamente e creò una sostanziale rivoluzione nel mondo della comunicazione e dell’intrattenimento, sembra ormai a un punto di non ritorno.

I Reality, in particolare corazzate come l’Isola e il GF, che di questo genere rappresentano gli esempi più canonici, mai come ora segnano il passo e, in più di una puntata delle ultime edizioni, sono in caduta libera di ascolti. In caduta libera, ma soprattutto in crisi di gradimento anche da parte di quel pubblico alla prima fase di alfabetizzazione, che ancora oggi rappresenta il maggior bacino di utenza di tale prodotto mediatico.

E proprio per accattivarsi i gusti (presunti) di simile utenza, che esigerebbe – si afferma con ostentata sicumera – la reiterata messa in onda di “emozioni forti” (sangue e sesso, per intenderci), gli autori, riconosciuti premi Nobel del tubo catodico, gonfiano le creature del loro acume televisivo di violenza verbale (ma non solo) e di ripetute esibizioni ginecologiche di parti anatomiche intime, nella speranza di alimentare ascolti spesso in calo verticale.

Un andazzo stigmatizzato dall’ultima edizione dell’Isola dei Famosi, dove il cicaleccio e il pettegolezzo da bassifondi hanno regolarmente fatto capolino, fino al penoso (e vergognoso) epilogo della crocifissione di Riccardo Fogli (che, tra l’altro, risulterebbe ancora prostrato dalla fatica fisica e dagli oltraggi subiti ad opera di…, di quello là). Un meccanismo tanto brutale, quanto sterile: l’audience non ne ha beneficiato, anzi.

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L'opinione di @aldadeusanioofficial su @riccardofogliofficial: "Ancora una volta ti manifesti come un gran signore" #Isola

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Il verdetto del pubblico-sovrano, ormai nauseato dal peggioramento di livelli comunicativi, che si pensava avessero ormai toccato il fondo, è stato chiaro: di fronte a tanto non resta che cambiar canale. Finalmente; se la rivolta viene dal basso e non è pilotata da interessi di pochi, c’è speranza che duri e migliori o quanto meno cambi la qualità della TV (e dell’intrattenimento sul web: le due forme di espressione sono sorelle e spesso mutuano le varie cifre comunicative).

Chissà che i recenti, anche pesanti flop dei mostri sacri di un genere a suo tempo rivoluzionario, ma oggi senza più ossigeno, non riescano a rivitalizzarlo. O a defungerlo per sempre. E a ridimensionare (e magari a riportare alla realtà) i suoi protagonisti, spesso spocchiosi e irritanti, che hanno marciato nell’humus, nelle ultime edizioni torbido liquame, di simili prodotti, sperando di trarne chissà quale vantaggio personale.

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Il #GF16 parte col turbo!!!! 💥💥💥🔥🔥🔥 Oltre il 19% di share e 3 milioni 400 mila spettatori!!! Picco alle 21,55 di 5 milioni di spettatori e picco finale del 31% di share!!! Contro il colosso dei colossi Montalbano!!! Un risultato meraviglioso per il debutto!!! ❤❤❤❤❤✈️✈️✈️✈️✈️ GRAZIEEEEEEEEE!!!! #gf16 #edèsololinizio #auditel #evviva #baronessadursestein #colcuore

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Abbiamo visto la partenza del Gf Nip e in qualche modo siamo confortati in questa speranza: la presenza di un’armata brancaleone di personaggiuncoli da operetta, per non dire da lupanare (viste le prime roboanti esternazioni), sapientemente guidati e armati di trash dai capocomici di turno, rischiano davvero di portare a totale consunzione il lumicino ormai fioco che alimenta il carrozzone dei Reality Show.

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