31 OTTOBRE - Televisione

La tv: una scatola acciaccata, ma ancora affascinante

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Care lettrici, cari lettori,

la tv sarà pure acciaccata e un po’ fané, ma continua a esercitare il suo fascino. Sarà pur vero che non la si vede più come una volta, che trasmette solo robaccia, ma io ne ho le tasche piene di tutti quelli che mi chiedono di finirci dentro.

Ogni giorno centinaia di ragazzi e ragazze, ma anche giovani madri, lavoratori, perfino pensionati, mi chiedono di prendere parte al Grande fratello o all’Isola dei famosi. A parte che non ho questo potere (sì, insomma, faccio un altro lavoro), ma ogni volta faccio di tutto per farli desistere da un obiettivo del genere. Fatica sprecata.

Non serve a niente spiegare che in tv non c’è futuro per chi si improvvisa, che bisogna avere talento, cultura ed esperienza per esprimere un’opinione (lo so, non è sempre così, anzi non lo è quasi mai, ma io resto e resterò sempre di questo avviso): ciò che conta è apparire per avere cinque minuti di notorietà e vivere per qualche mese di rendita tra serate, giornalini vari, nella speranza che prima o poi la fortuna bussi alla porta.

Non ho tregua neppure al ristorante: c’è sempre qualche cuoco che aspira a diventare famoso come Carlo Cracco e come Davide Oldani, qualche aspirante chef che darebbe qualsiasi cosa per partecipare a una puntata di Masterchef. Finalmente arrivo a casa, lontano da tutto e da tutti. E chi trovo? La mia tata Bina, che mi implora di chiamare Maria De Filippi perché vuole andare a Uomini e Donne a trovare un fidanzato che la domenica la porti a ballare la mazurca. Ricordo che quando ero un ragazzino in tv impazzava Rischiatutto, condotto da Mike Buongiorno.

Un giorno presi coraggio e domandai alla mia professoressa di greco perché non ci andasse, visto che non c’era una domanda che potesse coglierla impreparata. Lei, rossa paonazza in viso, mi guardò sotto i suoi piccoli occhiali e mi incenerì: “Perché non sono un fenomeno da baraccone”. Nel corso di tutti questi anni deve essere successo qualcosa. Una volta la tv la facevano i grandi personaggi, oggi la fa la gente comune e i personaggi si trovano a fare i giurati. Devo essermi perso qualcosa. Nel frattempo su Instagram ognuno può fare la sua tv, postando video e programmi di cui è assoluto protagonista. Trionfo della democrazia? Dell’egocentrismo? O del vuoto pneumatico in cui stiamo vivendo?

Alla prossima!

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