02 APRILE - Televisione

Isola dei Famosi: che débacle!

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Un commento alla finalissima del reality

Momenti di pietismo forzato alternato a trash debordante: l’Isola dei Famosi 2019 (la quinta edizione targata Mediaset, a conduzione Alessia Marcuzzi) è condensata in questo binomio, soprattutto in questo binomio, quasi esclusivamente in questo binomio; e il pubblico, più pensante e reattivo di quel che si creda, se n’è accorto e ha severamente punito lo spettacolo di bassa qualità con un’emorragia imprevista di ascolti.

Non un calo fisiologico, un’autentica fuga dai naufraghi e dal loro mondo più che mai, quest’anno, fatto di litigi e aiscrologie, le cui dimensioni hanno sorpreso tutti. L’aria che si respirava a fine produzione era quella di una debacle devastante, si coglieva lo stesso umore che ha un pugile colpito ripetutamente e poi abbattuto: un’aria da fine corsa per molti.

Sembra addirittura che la consueta festa di fine produzione, atto dovuto, ma gradito a naufraghi e comprimari (che solitamente si consumava in coda all’ultima puntata in qualche locale trendy della movida milanese), ieri sera non si sia fatta: in effetti, chi voleva festeggiare? E cosa? Il misero 18,1% di share dell’ultima puntata, forse…?

Uno share inferiore di dieci punti rispetto al peggiore share della puntata finale registrato in tutte le precedenti edizioni; uno share poi che, durante la sovrapposizione con la replica di Montalbano, rasentava percentuali da prefisso telefonico.

Ieri sera, e in generale, forse l’unico momento da salvare è stato l’abbraccio spontaneo, quasi liberatorio tra Riccardo Fogli, come è noto bersaglio innocente del peggior pattume televisivo, e i suoi cari. Quasi un atto dovuto verso chi è stato vittima di cattiveria gratuita e che in qualche modo andava ricompensata con un copione strappalacrime (bella, toccante – questa sì, finalmente – anche l’intervista successiva al riabbraccio, che Alessia ha fatto al cantante).

A parte Fogli, tutti sconfitti, tutti in grado di utilizzare un’unica cifra comunicativa: quella della superficialità (sottolineata da un lessico di quattro vocaboli, reiterati all’infinito) mista a esplosioni di isterica volgarità. Tutti sconfitti, compreso il vincitore: a proposito chi ha vinto? Non ce ne siamo proprio accorti, inebetiti com’eravamo da oltre tre ore di soporifera diretta, consumata in quella fumeria d’oppio che è diventata l’Isola dei Famosi…

 

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