03 OTTOBRE - Televisione

‘Click & chic’ su La5: Marta Perego fotografa la moda da una prospettiva speciale

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La conduttrice ci ha spiegato com’è arrivata l’idea di un format nuovo, fresco e vivace, che racconta il fashion system agli appassionati e non solo…

 

Ho incontrato Marta Perego a Milano, la città che lei ha raccontato su La5 durante uno dei suoi periodi più effervescenti: la settimana della moda. Abbiamo parlato di com’è nato Click & chic, il programma andato in onda durante la rassegna La5 Fashion week, dal 25 al 30 settembre, da lei ideato e condotto. Anche se nel corso dell’intervista ha più volte ribadito di non essere un’esperta di moda, come si evince dalla chiacchierata ha una forte consapevolezza di come sia cambiata la moda oggi e di come siano volubili i trend effimeri. In questo format innovativo e immediato la giornalista si affaccia sul panorama della moda da una prospettiva privilegiata, essendo un’amante della cultura a 360°. E una cosa è certa, la moda, così come i ricordi hanno bisogno di essere catturati in Polaroid indelebili, vi spiega Marta perché!

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Click and chic: un’idea fresca, innovativa e veloce. Com’è nato il format?

“È nato da una riflessione che ho fatto. La moda mi ha sempre affascinato, ma moda significa tante cose. Significa esprimere se stessi, trovare il modo in cui ci raccontiamo alle persone. Non mi sono mai occupata direttamente di moda. Mi sono sempre interessata ma non l’ho mai fatto da giornalista. Mi sono occupata di libri per tanti anni e mi sono occupata e occupo attualmente di cinema, che ha tantissime tangenze col cinema. Ad un certo punto mi sono detta ‘se dovessi occuparmi di moda, come lo farei?!’. Così abbiamo deciso anche insieme ai produttori di rete di raccontare la moda da un punto di vista diverso. Molte volte i programmi di moda danno per scontato diverse cose, sono molto settoriali. Io, invece, ho provato a raccontarlo come semplice appassionata di moda. La fotografia, anche grazie ad Instagram, è una protagonista importante della moda. Da qui è arrivata l’idea di scattare delle Polaroid che consentissero di creare un album ideale di Click & chic. Il quadro che viene fuori, quindi, è un po’ diverso da quello a cui siamo abituati. Non ci sono soltanto le sfilate, i grandi designer, le collezioni, ma anche il racconto dello streetstyle, quella sullo streetstyle è stata una puntata seguitissima…”

La moda ha a che fare con tutto ciò che ci circonda, diceva Chanel. A tuo avviso, oggi, da cosa è influenzata?

“Da tutto, dal tempo, dalle persone, da tutte le forme d’arte, dal cinema. Alessandro Michele, ad esempio, ha fatto una sfilata pazzesca per Gucci, piena di rimandi culturali, storici, con la musica dei Florence and the Machine, rimandi cinquecenteschi, una riflessione sull’Italia. Una delle cose più interessanti della moda è legata proprio alle persone. Una volta era dalle sfilate che si capivano le tendenze, adesso la moda ha i ricettori ben attenti a vedere come si vestono le persone, che cosa fanno. Poi ovviamente i grandi stilisti creano, sta a loro intuire il futuro. Oggi anche il web ha una forte influenza sui trend, per questo sta cambiando anche l’approccio che hanno le case di moda. Dolce & Gabbana, ad esempio, ha fatto una sfilata con i Millennials, idoli dei ragazzini. Questo vuol dire che la moda è influenzata davvero da tutto ed è un fatto culturale. In molti pensano che sia solo questione di come mi vesto, che cosa faccio, lo è anche…ma si tratta semplicemente di trasportare un fatto culturale nel quotidiano e per questo è bellissima”.

Che ne pensi della polemica delle giornaliste di moda di Vogue America contro le blogger? C’è davvero da temere un loro parere?

“Certamente fa impressione il ruolo mediatico che hanno queste ragazze. Alcune poi sono famosissime, vedi la Ferragni…Ormai vengono da ogni parte del mondo, entrano alle sfilate e sono delle protagoniste del mondo della moda. Tante si lanciano e quindi cercano di stupire nella maniera più eccentrica possibile per farsi fotografare. Come in tutte le cose non c’è il bene e non c’è il male. Viviamo nel mondo dei social media, le ragazze più giovani seguono i social media. Certamente ci sono giornali che hanno un ruolo importante nel raccontare le tendenze, definirle in relazione al tempo, anche perché hanno sulle spalle tanti anni di esperienza. Dall’altra parte però se le ragazze seguono i blog e soprattutto Instagram, è naturale che sia così. Oggi la deriva opposta è l’eccedere e il distinguere che cos’è l’eleganza e che cosa non è, tante volte c’è confusione da parte dei fruitori. Secondo me, però, come tutti i fenomeni troverà una sua strada naturale, ci sarà una forma di regolarizzazione. La transmedialità è ancora un grosso punto di domanda per tanti settori, come anche il cinema, quindi bisogna aspettare e vedere. Certo è che la moda se n’è accorta e abbiamo visto che le fashion blogger sono assolutamente delle protagoniste”.

Si è conclusa la fashion week milanese, ora è la volta di Parigi. Abbiamo visto molti cambi di direzione nelle Maison. Oggi non esiste più il couturier, ma ci sono direttori creativi al servizio del brand. Perché?

“C’è stata un’epoca, in cui la casa di moda era espressione della persona che l’aveva fondata. Negli anni ’50, ma se pensiamo a Chanel e Yves Saint Laurent ancora prima, poi gli anni ’80 Trussardi, Dolce & Gabbana ecc., questo perché con l’evoluzione dei tempi le cose cambiano. Oggi non ci sono più case indipendenti, ma grandi gruppi. Ci sono sempre situazioni di indipendenza, anche se si tratta di realtà medio-piccole. Se parliamo di grandi brand e grandi marchi, il ruolo fondamentale è quello dei direttori creativi. Uno come Alessandro Michele, attuale direttore creativo di Gucci, prima di diventarlo è stato per tantissimi anni all’interno dell’azienda. Lui può essere l’esempio di quello di cui stiamo parlando, di come relazionarsi al contemporaneo senza però dimenticare tutto quello che il marchio era stato prima. C’è stato un periodo di confusione in cui tutti facevano tutto uguale, invece quest’anno, molto più degli altri anni, ho visto un ritorno al dna dei brand. Le ispirazioni erano diverse e definite. Quindi definire come sarà la donna della prossima Primavera/Estate è difficilissimo, ci saranno tanti tipi di donna e ognuna è legata ad un brand che la racconta”.

La sfilata che ti ha colpito di più a Milano?

“Tante. Prada è stata stupenda, anche Gucci e Dolce & Gabbana che fa sempre divertire. Gaia Trussardi ha fatto una bella sfilata, fresca e divertente con il suo nuovo diktat diverso, che si rifà un po’ agli anni ’80, li colora, racconta una donna dinamica che non ha età, può averne 20, 30, 40! Poi lei stessa ha scritto la musica, è stata molto carina!”

In molti accusano la moda degli ultimi tempi di mixare stili e fantasie diversi, di fare un revival degli anni ’70, ’80, ’90 e di essere poco creativa. È davvero così?

“Dal mio punto di vista, che è quello di appassionata di diverse forme d’arte, ti posso dire che spesso, anche al cinema si fanno remake. C’è sempre stata una rilettura del passato, ma con un racconto nuovo del presente. Prada ha provato a fare una cosa diversa, sempre nel dna del brand con questo ugelli chic, creando dei pastiche. C’è anche da dire che siamo in un momento storico difficile, dove il futuro è ancora incerto, il presente lo è ancora di più e il passato rappresenta una certezza. In tutte le forme d’arte il passato rappresenta un rifugio che va ripreso con tatto, vince chi lo reinterpreta nella maniera più adatta ai giorni nostri. Anche nel cinema, un film che influenzerà molto la moda del 2017 è La La Land di Damien Chazelle, che ha ripreso il musical degli anni ’50 Cenerentola a Parigi e ha raccontato i drammi di una coppia contemporanea a Los Angeles!”

Paradossalmente oggi la moda è stata democratizzata dai social, ma se ne vede sempre meno in tv. Come mai?

“Per questo c’è Click & chic! La rete e io personalmente siamo stati molto felici dei risultati che ha avuto questo programma e tutta la rassegna ‘La5 Fashion Week’. Ha avuto dei numeri che confermano l’interesse del pubblico verso questi argomenti, bisognerebbe osare di più”.

 E tu cosa sognavi di fare da piccola?

“La giornalista di cultura e quindi devo dire che sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo. La prima intervista l’ho fatta a 7 anni all’autrice di Pippi Calzelunghe, Astrid Lindgren. Ho scritto le domande in italiano, poi le ha tradotte la mia maestra di inglese e le abbiamo inviate. Ricordo come uno dei momenti più belli della mia vita l’arrivo della risposta. Fa molta tenerezza ripensarci ma sono andata avanti con questa idea e si è concretizzata quando non ci credevo più nemmeno io. La determinazione e la bravura ripagano sempre e con queste due qualità si riesce a fare quello che si vuole”.

Prossimi progetti?

“Sto continuando a condurre su Iris ‘Adesso cinema‘ che va in onda tutti i giovedì alle 23. Prossimamente seguiremo tutto il Festival del cinema di Roma, ci saranno tantissime star. Poi ho un altro programma su Laeffe, il canale di Feltrinelli che si chiama Effe come Festival in cui io e lo scrittore Mari giriamo per i festival più interessanti d’Italia. I prossimi appuntamenti saranno il Lucca Comics e Milano book city”.

La sorpresa più bella che ti è capitato di scoprire durante le riprese di Click & chic?

“Forse aver scoperto che ci sono tante ragazze consapevoli, c’è tanta gente che va alle sfilate solo per mettersi in mostra, ma ci sono anche tante ragazze brave che sono appassionate di moda e raccontano cose intelligenti. Poi ho avuto modo di intervistare grandi nomi della moda come Franca Sozzani. È un mondo in cui c’è molta più sostanza di quello che si crede!”.
E chissà Click & chic non continui a raccontarci la moda in un album da 365 fotografie!

 

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