05 FEBBRAIO - Musica

Le Vibrazioni: “Separarci ci ha fatti ritrovare più forti!”

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A Sanremo con ‘Così sbagliato’, una canzone introspettiva che parla dell’accettazione dell’errore

Ci siamo scongelati!Le Vibrazioni ironizzano sul loro ritorno a distanza di qualche anno. Li abbiamo incontrati prima del debutto ufficiale a Sanremo 2018. Com’è venuta l’idea di rimettersi in gioco? “Quando quest’estate al Radio Italia Live a Palermo la gente ha cantato a squarciagola Vieni da me abbiamo capito che qualcosa era rimasto nel cuore delle persone! Così abbiamo deciso di rimetterci in gioco e di tornare con un nuovo album”.

L’album che uscirà il 9 febbraio si chiama V” come vita, come vittoria, come 5 in numero romano… e sono proprio 5 gli anni in cui i membri de Le Vibrazioni si sono divisi.

Il brano che porterete a Sanremo è “Così sbagliato”. Di cosa parla?

Così sbagliato è una canzone introspettiva che parla dell’accettazione dell’errore e dell’essere amati nonostante si è sbagliati! Chi ti ama veramente ti fa capire il valore dell’affetto e del rispetto che ci deve essere tra le persone”.

Com’è nata l’idea?

“Abbiamo sempre fatto dischi per poi tornare a suonare dal vivo e questo condiziona il modo in cui facciamo musica. Di solito ci mettiamo in cerchio e decidiamo. Questo disco non ha trucchi di produzione. Siamo noi al 100%. Dal 16 marzo inizieremo a suonare nei club. Il primo giro è quello degli abbracci, dopo anni è bello trovarsi in faccia e cercare il contatto fisico!”.

Perché vi siete fermati?

“Come accade nelle relazioni d’amore profonde, che nascono quando si è molto giovani (dal ’92) arriva un punto in cui si cresce e l’evoluzione porta ognuno a crescere e percorrere strade diverse. Eravamo un po’ distanti. Puoi amare ma deve esserci l’innamoramento. Penso che questi anni di lontananza ci siano serviti perché ognuno ha fatto le proprie esperienze e oggi ci ritroviamo tutti due passi indietro e abbiamo messo al centro la voglia di divertirci e di fare musica”.

Cosa hanno portato le singole esperienze nel gruppo?

“Abbiamo preso strade molto diverse. Stefano ha investito su se stesso, mettendosi in gioco con i Santa Margaret,  con cui faceva il chitarrista. Io (parla Marco, ndr) ho viaggiato tra America e Giappone. Alessandro ha vissuto tutta la Milano rock e Francesco ha fatto tv. Ci siamo tolti dal nostro ruolo abituale e ci siamo ritrovati. Il bilancio è positivo, separarci ci ha fatto ritrovare più forti. Siamo più entusiasti”.

Cosa vuol dire far parte di una band?

“Supportarsi, sopportarsi e voler condividere un obiettivo comune pur avendo opinioni diversi”.

Dal punto di vista stilistico e sonoro cosa è cambiato?

“Siamo arrivati più consapevoli, ognuno nel proprio strumento. Stando in una band sai come si lavora, quando ti separi, invece, lavori con gente diversa che non ti conosce. Ora abbiamo un bagaglio musicale diverso, un suono molto più ricercato”.

Skin salirà con voi sul palco dell’Ariston per un duetto…

“Ha accolto molto bene il nostro pezzo. L’ha fatto molto suo, quindi vuol dire che il nostro rock è ascoltato molto anche all’estero. Tutto è nato da una delle tantissime riunioni fatte negli ultimi due mesi. è stato Stefano a tirare fuori il nome di Skin e io (Francesco Sarcina, ndr) avevo amici in comune, abbiamo subito provato e ha detto si sì. Lei è una persona estremamente sincera e diretta quindi le è piaciuta la canzone e ha deciso di cantarla. Poi mi ha chiesto se poteva riarrangiarla a modo suo ed è stata una cosa magica sentirla su WhatsApp al telefono!”.

Perché avete deciso di partecipare a Sanremo?

“Come si suol dire, ‘cadeva a fagiolo’. Abbiamo registrato l’album in due settimane. Sanremo è un Festival che rappresenta la realtà musicale italiana a 360°, si suona dal vivo. La questione gara non la prendiamo in considerazione, non c’è cosa più lontana dalla musica di una gara. Chi fa musica condivide, la gara la fanno gli sportivi, ma noi musicisti siamo più sportivi degli sportivi!”.

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