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19 MAGGIO - Musica

Tommy Vee: “Vi racconto il coach che sarò a Top Dj. Ecco da dove ho iniziato”

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Abbiamo intervistato il prossimo coach di Top Dj che vedrete su Italia Uno dal 30 maggio. Ecco cosa ci ha raccontato a proposito dei ragazzi, della sua gavetta e del mondo dei club

 

Dal 30 maggio tornerà su Italia Uno Top Dj. Per questa terza edizione la giuria di respiro internazionale è composta da David Morales, Guè Pequeno e Syria. La voce che racconterà le vicende dall’interno è quella di Fabiola di Radio 105 e il coach che seguirà i ragazzi è Tommy Vee. Abbiamo incontrato proprio Tommy (alias Tommaso Vianello) e leggete cosa ci ha raccontato a proposito di questa nuova e divertente avventura.

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Com’è stato trasferire il tuo sapere ai ragazzi? Che coach sei?

“È stato bello perché intanto mi ha permesso di avere un rapporto più confidenziale ed empatico con i ragazzi, che avevo già di mio, nel senso che già nella mia vita privata ho dei ragazzi che seguo, che sono cresciuti con me negli anni e mi danno grandi soddisfazioni. Ed è un po’ portare in video quello che già faccio di mio. Io, però, non sono uno che mette pressione o stressa, sono abbastanza tranquillo. Ho cercato di dare delle dritte, il rapporto di fiducia con i ragazzi è cresciuto nel tempo e ho cercato di dare loro dei consigli. Poi anche loro si sono accorti che col passare del tempo i miei consigli si dimostravano utili, perché i giudici massacravano i ragazzi proprio su quello che io avevo detto essere il punto debole allora poi venivano da me e dicevano ‘sai ho pensato di fare così…'”. 

 

Quali errori hai riscontrato maggiormente nei ragazzi? Avevano delle convinzioni sbagliate su questo mondo?

“I ragazzi hanno due problemi e uno non è grave- sorride Tommy– Hanno poca cultura, ma perché sono giovani, l’importante è che abbiano voglia di sapere e di imparare. L’altro è quello di avere una visione un po’ limitata di quella che è la nostra professionalità e Morales su questo ha battuto molto. Perché sì, la prova è da due minuti e mezzo però, in realtà, quando vai in un locale devi suonare due ore e in quei pochi minuti devi farmi capire che saresti in grado di suonare per due ore. Allora vuol dire che per fare un riassunto devi saper bene la storia, altrimenti non sei in grado di fare il riassunto. I ragazzi hanno la visione di un set un po’ limitata”.

 

Quali sono stati i consigli che avevano dato a te quando hai intrapreso questa carriera?

“Io ho avuto svariati maestri. Sono stato fortunato perché da ragazzino avevo un approccio da autodidatta. I primi due anni ho iniziato a lavorare nei primi localini e poi quando sono arrivati i locali importanti avevo già 20 anni. Una volta funzionava così: prima gestivi le luci, cioè sistemavi le luci a fianco ai dj e rubavi il mestiere con gli occhi, poi il dj vero ti faceva iniziare e ti correggeva strada facendo. Ecco, io sono stato fortunato perché i miei maestri sono nomi illustri, soprattutto nel Veneto, che è il mio territorio. Sono stati i due dj più famosi della storia del Veneto e sono stato veramente fortunato”.

 

E questo pizzico di fortuna unito al talento hanno portato a Tommy Vee una carriera che continua a brillare.

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