fbpx
Musica

‘Oasis Supersonic’: il documentario egoriferito degli Oasis che ti porterà ad amarli alla follia

08 Novembre 16 / Scritto da:

Per soli tre giorni, il 7, 8 e 9 novembre al cinema potrete godervi una pellicola sulla band che ha cambiato la storia della musica…

 

Era il 1995 quando usciva “Nobody Else” dei Take That e Robbie Williams dichiarava al mondo la sua volontà di mollare il gruppo. Per la prima volta mi sentivo tradita da un uomo e ho passato giorni interi a versare le mie lacrime per quell’individuo.

In quegli anni in cui i social non esistevano, la musica si comprava negli store e le notizie le sapevi solo dai Tg o dai giornali cartacei c’era una band che sembrava dovesse rivoluzionare il panorama musicale: si chiamavano Oasis. Prima delle loro canzoni arrivavano le loro malefatte, erano praticamente quotidianamente sulla bocca di tutti. Andiamo con ordine. 

Nel 1992 in una delle gelide serate inglesi sul palcoscenico di Boardwalk si esibivano gli Oasis. Quella sera a sentire il fratello Liam, voce di quel gruppo, c’era anche Noel ancora estraneo alla band. Proprio in quelle ore si propone di scrivere i pezzi e di far parte della band. Sarà l’inizio della storia.

I fratelli Gallagher non hanno intenzione di stare in scantinati o in piccoli pub, hanno una semplice e modesta volontà che si rivelerà una profetica intuizione: diventare storia della musica mondiale. È nel 1993 che firmano il loro primo contratto con Alan McGee. La passione per le droghe, il carattere indomabile e la loro presunzione li ribattezzò subito come i bad boys della musica inglese. Esce “Supersonic” e come singolo va alla grande ma solo con “Definitely Maybe” il mondo si accorge di loro, è l’agosto del 1994. 

Oasis Supersonic nelle sale dal 7 al 9 novembre racconta i passaggi cruciali della band senza escludere gli affetti più importanti, in particolare viene sottolineato il rapporto con la madre, il vero motore della famiglia. Un padre assente, o meglio, da evitare. Violento verso la moglie e verso i figli, sarà proprio Noel a parlare di tutte le botte prese cercando di non passare minimamente per vittima perché in quegli anni c’è solo una cosa che conta: la musica. 

manifesto-oasis-supersonic

Se il primo album è un successo, il secondo (What’s The Story) “Morning Glory” entra nell’olimpo: ad oggi pare che abbia venduto 16 milioni di copie in tutto il mondo. Siamo in piena Oasis mania. In quegli anni nasce la faida con i Blur che nel documentario non viene accennata.

Egoriferito e dissacrante il film mostra la parte più geniale, talentuosa e provocante dei fratelli Gallagher. Un biennio da ricordare quello dal ’94 al ’96, un biennio che molti ricorderanno in quanto dove passavano gli Oasis lasciavano traccia con camere d’hotel sfasciate, piscio nei corridori e quel delirio di onnipotenza di chi sa di essere il migliore. In fondo in quegli anni lo erano, erano la band migliore che esistesse. Il loro Britpop aveva conquistato il mondo. Non c’era tempo per essere persone per bene, bisognava vivere fino in fondo tra genio e sregolatezza. Nel 1995 licenziano il batterista Tony McCarroll, il quale non si rassegnerà facilmente a questo affronto. 

È il 1996 quando sul palco dei Brit Awards Liam ritira la statuetta e finge di infilarsela nel culo con evidente imbarazzo dei conduttori e con l’oscuramento delle immagini da parte della BBC. Nessun accenno ai rapporti sentimentali nel film, solo una grande passione: la droga. Non negano di usarla e sarà proprio la loro sfrontatezza nell’ammetterlo a creare più di qualche danno specie a livello mediatico. 

Mat Whitecross gira un documentario dove non c’è spazio per nulla se non per i pensieri, il talento, il genio e quel senso di onnipotenza dei fratelli Gallagher e della loro band. Una band che si sgretola per poi ricomporsi perché gli Oasis creano dipendenza non solo ai fan. 

Nel 1997 Tony McCarroll fa causa alla band chiedendo come risarcimento pari a un quinto dei guadagni della band. Fu storica come sentenza perché pare che ottenne 555 mila sterline. Al suo posto subentrò Alan White, londinese, e il suo esordio fu a Top of the Pops con Some Might Say.

Nel 1995 la band arriva anche in Italia, è il 3 agosto quando gli Oasis suonano al Rolling Stone di Milano. La vera storia la firmano il 10 e l’11 agosto del 1996Knebworth portando 300 mila fans in due sere ad ascoltarli in quello che si rivelerà uno dei più grandi concerti all’aperto della storia della musica inglese. This is history, right here, right now, this is history” .

oasis-supersonic-il-film

Oasis Supersonic è il documentario che ogni fan si merita. Un viaggio tra gli eccessi, nella parte più intima e irriverente del proprio beniamino ma anche la scoperta di quel lato geniale che ha segnato un’epoca. Dedicato ai nostalgici ma anche a chi di musica vive e che non vuole perdere un pezzo di storia. Una storia che viene narrata fino al loro momento di massima popolarità evitando di raccontarne il declino, il ritorno, la disfatta. Perché i miti durano per sempre e poco importa se ciò ha avuto una fine. Le leggende non hanno fine.