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Musica

Marco Mengoni in(canta) durante il suo #MengoniLive2016

08 Maggio 16 / Scritto da:

Abbiamo assistito alla tappa di Milano del Mengoni Live 2016, ecco cosa vi regala il nuovo tour di Marco Mengoni        

 

 

Ci sono poche certezze nella vita, una di queste è che quando Marco Mengoni sale su un palco fa dimenticare tutto il resto. Alla sua voce, poi, aggiungete le emozionanti scenografie, i voli in aria, le poltrone sospese e una pioggia di stelle.

Insomma, il Mengoni Live 2016 non delude le aspettative, proprio come non lo aveva fatto l’anticipazione dell’anno scorso. Si tratta di un concept show pensato proprio da Marco che lascerà a bocca aperta.

Abbandonate l’idea del palco statico, perché Marco Mengoni rivoluziona il concetto di palco. Lo spettacolo, infatti, si svolge su due stage dalle forme contrapposte. La forma cubica di quello principale lascia, poi, spazio ad un secondo palco più piccolo di forma circolare, collocato proprio al centro del parterre. Come ha sottolineato più volte il cantautore, era tanta la voglia di stare in mezzo al suo pubblico, di incrociare gli sguardi e di sentirne le voci.

Gli effetti speciali sono tanti, dai disegni con grafiche tridimensionali realizzati proprio da Marco, ai momenti visual del finale, ma quello più bello resta lui: Marco Mengoni.

Non c’è un solo momento in cui Marco sul palco non brilli di energia, emozioni, passione. Nemmeno durante la corsa in cui è attorniato da uno stuolo di bodyguard quando scende dal palco rotondo. Marco dispensa sorrisi e sprigiona energia positiva.

“Ballate, divertitevi” è questa la premessa del cantautore, ma è impossibile rimanere fermi durante un concerto così coinvolgente (e quando chiama lui il suo esercito è sempre sull’attenti!). Assorbe i sensi e fa dimenticare tutto il resto. Anche se la prondità di Marco, durante i dialoghi, tocca problematiche attuali come i diritti, la libertà, rimarcando il leit motif del suo manifesto, l’importanza della parola: Credo in chi ha perso la vita pur di non perdere le parole”.

Credo nei silenzi, nelle cicatrici, nei lividi, nei drammi, nelle rotture, nel bene. Credo negli altri. Alle storie che non conosco, nascoste nelle auto ferme ad un semaforo. Nelle finestre con le luci accese di notte. Credo in chi ancora cerca una strada. Non credo in chi le strade le distrugge. Credo nei doveri di ciascuno e credo nei diritti uguali per tutti. Non credo agli eroi, alla perfezione, agli sconti, ma credo al sudore, alla fatica, alle conquiste. Credo in chi lotta per i diritti degli altri. Credo nel potere delle parole, nel loro peso, nella loro bellezza. Credo in chi ha perso la vita pur di non perdere le parole. Credo nella storia che dovrebbe insegnare a tutti a non ripetere gli stessi errori. Credo nella famiglia, quella da cui tornare ferito per cercare conforto, quella che non ti giudica, che ti abbraccia quando sei triste, che ti nutre quando hai fame, che ti copre quando hai freddo. Credo che questa sia l’unica definizione di famiglia possibile”

Ti ho voluto bene veramente apre il concerto. Il Mengoni Live 2016 ripercorre la storia del cantautore con i brani che hanno segnato il suo esordio come Dove si vola o In un giorno qualunque, passando per l’Essenziale, brano che ha illuminato il percorso di Mengoni e Non passerai. È la volta di pezzi dell’album Pronto a correre. 

Poi arriva il toccante monologo che anticipa Esseri umani e che fotografa il pensiero di Marco sul mondo attuale, sul significato e l’importanza delle parole (anticipato sopra). Dalla poltrona che lo erge in aria Marco canta e incanta.

Una cornice laser racchiude La valle dei re, da quel momento in poi il forum si trasforma in una discoteca. Si balla con il ritmo travolgente di Una parola, Io ti aspetto e La nostra estate, (brano che senza dubbio accompagnerà l’estate 2016). Per il cantautore che si prepara al primo tour al di fuori dei confini nazionali, non mancano brani in inglese: Tonight, I got the fear e Freedom, quest’ultima è un’accorata dedica alle donne che, sottolinea Marco, “hanno dovuto lottare e aspettare troppo per averla”.

 

E poi non dimenticate di scaricare l’App Marco Mengoni (disponibile gratuitamente negli store iTunes e Google Play) perché rende il pubblico parte integrante dello show. I riarrangiamenti dei brani sono stati curati da Marco Mengoni con la direzione musicale di Gianluca Ballarin che lo accompagna dal vivo al piano e alle tastiere. La band è quella con cui Marco è cresciuto: Giovanni Pallotti al basso, Peter Cornacchia e Alessandro De Crescenzo alle chitarre, Davide Sollazzi alla batteria. A questo storico gruppo si aggiungono anche per questa seconda parte del tour i fiati di Marco Tamburini: Francesco Minutello alla tromba, Mattia Dalla Pozza al sax, Federico Pierantoni al trombone. Per la prima volta sul palco con Marco anche due voci femminili, Yvonne Park e Barbara Comi.

E alla fine Marco Mengoni ci lascia con una piccola, grande, certezza: tutto questo successo lo merita, l’ha meritato e lo meriterà.

 

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(Photo credits: Francesco Prandoni)