13 GIUGNO - Musica

Intervista: il lusso e Bobby Sager

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Intervista al multimilionario: lusso da esibire o nascondere?

Questa settimana a Matrix si parlava di lusso. Presente Sonia Bruganelli, la moglie di Bonolis, la domanda rivolta dal conduttore Piero Chiambretti era: meglio viverlo o esibirlo? Come se ci fosse molta differenza, rispondeva la signora che è stata più volte accusata di ostentare sui social la sua vita a cinque stelle. “Se indosso un Rolex e finisce nella foto che colpa ne ho io? Mica scrivo Rolex o taggo la foto in questo modo!”
“Sono d’accordo con lei”, spiega Chiambretti calmando i toni, “non appartengo al genere dei bigotti che si scagliano contro la ricchezza.” E quindi sui social chi attacca con velenosi commenti il fortunato che viaggia in aereo privato o in ferrari, sarebbe principalmente mosso dall’invidia. Il che funziona, visto che negli altri noi non vediamo che la nostra immagine riflessa e se accusiamo quel presidente mostruosamente ricco di pensare solo ai soldi in realtà a pensarci saremmo anzitutto noi. Perché, e questo è stato il mio intervento: “Non è questione di lusso o non lusso, il problema è l’attaccamento. Ci possono essere ricchi non attaccati a quello che hanno, o poveri non attaccati, e questo è il vero lusso: la libertà dalle cose materiali.” Cosa che così sintetizzata sembra elocubrosa e non mi ha risparmiato la battuta divertente di Chiambretti: “Scusi, ma lei pubblicizza il bostick?, ma che in realtà è semplicissima: per essere davvero nobile e ricco devi vivere passando attraverso mondi lussuosi come se non ti interessasse di quel vestito, macchina o hotel a mille stelle, esattamente come James Bond, che viveva in mondi ricchissimi ed era libero. Libero di sfasciare ferrari aerei o palazzi in onore di una missione superiore che era il bene del pianeta. Salvare il pianeta, come ogni eroe in fondo fa, da Gesù Cristo a Batman, (sì, anche Gesù Cristo viveva circondato di persone ricche che lo riempivano di servigi e ospitalità)  e Bruce Wayne che dalla sua reggia semisotterranea parte con macchine superbilionarie come un paladino al servizio dell’umanità.

Bobby Sager e Dalai Lama

BOBBY SAGER, IL MULTIMILIARDARIO IN CIABATTE

Il lusso, in questa maniera, non è un fatto materiale. E’ un simbolo e un mezzo che ti permette di raggiungere e compiere cose grandiose. Lo sa bene Bobby Sager, che qui ho intervistato, che è stato il manager di Madonna Lady Gaga e il padrone della polaroid ed altre industrie in una strada densa di successi. Un miliardario noto per le sue attitudini eccentriche di girare in ciabatte in ambienti di gala, segno che la sua vena hippy e contestataria vuole dare la precedenza all’essenza più che all’apparenza. Un uomo che lasciato il mondo del business, ha deciso di dedicarsi alla beneficenza, dormendo in tenda con la famiglia dall’Africa alla Siria e dedicandosi agli altri attraverso un programma rieducativo che fa capo alla sua fondazione. E ogni tanto, come dice in questa intervista, si rinchiude nella sua reggia silenziosa, o meglio, nei suoi rifugi eremitici, le torri dei fari che ha comprato in un’ennesima azione considerata eccentrica e che stando in mezzo al mare ed essendo raggiungibili solo in elicottero, lo isolano dal resto del mondo per qualche settimana all’anno.

Bobby Sager e Lady Gaga

COME BATMAN O I SUPEREROI

Bobby Sager un Batman a suo modo anche lui, teso alla salvezza dell’equilibrio mondiale tra povertà e ricchezza e che quindi ci raccomanda: la ricchezza non sta nelle cose ma nelle esperienze. La vita è fatta per fare esperienze e per non accumulare materia, macchine, case… le esperienze sono la nostra unica ragione di vita.
Parola di multimilionario.

Vai all’intervista video:

A tu per tu con il manager delle star Bobby Sager

 

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