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03 DICEMBRE - Musica

La musica ci insegna che solo con lo studio e la fatica si può scoprire il bello

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Care lettrici, cari lettori,

ogni volta che studio una nuova pagina di musica è sempre la solita storia. Mi prende lo sconforto.

Adesso, per esempio, sono alle prese con gli Ètudes di Chopin. Apro lo spartito e incomincio la lettura. Proprio come un bambino, quando inizia a leggere una fiaba che non conosce. Sì, magari l’ha sentita, ma poi capisce, leggendola, che si era perso i passaggi più belli.

Lo studio dura giorni, settimane, a volte mesi interi. Fai e rifai le stesse battute per centinaia, migliaia di volte. E ogni volta emergono errori, difficoltà, che ti mandano in tilt e ti fanno chiudere il pianoforte con rabbia, lasciando che passi. Questa è la fase più sanguigna, quella in cui litighi con l’autore e ti chiedi perché goda nel renderti la vita così impossibile.

Poi, dopo che avrai superato questa fase, incomincia l’interpretazione. E tu smani dalla voglia, un po’ per egocentrismo, un po’ per sensibilità artistica, di metterci del tuo in quello che suoni. Di lasciare entrare e uscire la musica dal tuo cuore, dalla tua anima e di modularla attraverso il tocco delle tue mani sul tasto, attraverso le pause, attraverso gli abbellimenti che stanno scritti, è vero, ma che devono uscire dal tuo io più profondo. È un gesto di intimità, in cui ti metti a nudo davanti a chi ti ascolta, è un po’ come farci l’amore.

Ma ti rendi anche conto che a quella fase, così intima, così delicata, così profondamente tua non potresti mai arrivare senza uno studio, senza quella tecnica che hai affinato in mesi e mesi di prove sudate, ripetute, sfiancanti nella loro inesorabile ripetitività.

Ecco, la lezione della musica. Che è anche una grande lezione di vita. Non riusciremo mai a lasciare un segno, a imprimere una parte di noi nella nostra vita senza aver studiato il passato, il pensiero e l’arte di chi ci ha preceduto in questo cammino. Lo studio come strumento di conoscenza e di affermazione. È bello che anche uno spartito insegni questo. Non c’è distonia tra arte e vita, perché il bello si manifesta ovunque. Ma per coglierlo nella sua pienezza occorre il sudore.

Alla prossima!

 

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