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Musica

Ermal Meta: “Vietato morire è una freccia che lancia un messaggio”

13 Febbraio 17 / Scritto da:

Il terzo classificato a Sanremo si racconta

Prima di parlare ci pensa e le sue argomentazioni non sono mai banali. Passa dal problema dell’immigrazione ai suoi “lupi”, senza però perdere mai credibilità. Ermal Meta è così, profondo ma leggero. Come la sua canzone che a Sanremo gli ha fatto vincere il terzo posto e il premio della critica Mia Martini: musica pop e testo impegnato. Il cantautore di origini albanesi ha conquistato tutti in questa 67esima edizione del Festival. Persino Fiorello, che lo ha presentato con un video-messaggio ed è stato il primo a chiamarlo dopo la vittoria.

#vietatomorire #senondifelicità #sanremo2017 #codice13 grazie a tutti ❤️

A photo posted by Ermal Meta (@ermalmetamusic) on

 

Ermal, partiamo da una curiosità, cosa sono questi “lupi”?

Tutto è nato dal mio fan club, l’anno scorso durante una intervista mi hanno fatto un “in bocca al lupo” e io ho risposto “Che il lupo corra con me!” e chi stava seguendo ha pensato che fosse una cosa carina e ha messo in piedi i ‘lupi di Ermal’. I miei fan sono molto “cazzuti”. Una grande famiglia.

Ci parli del testo della canzone ‘Vietato Morire?

La canzone parte da una storia, e ha una base personale, perché non sono in grado di scrivere delle vite degli altri, posso parlare solo della mia. La storia è solo una freccia che lancia un messaggio, quello della disobbedienza, tutto quello che ci rende felice può passare attraverso la disobbedienza. Non voglio essere retorico, ma racconto storie solo quando le ho già digerite. E quindi le condivido.

Anche la cover di Modugno ‘Amara terra mia’ ha vinto, come l’hai scelta?

È una canzone meravigliosa, che ben rappresenta questo periodo di forti migrazioni. In realtà tutti i periodi lo sono stato, la terra è viva e le persone che la abitano si spostano, il concetto di immigrazione arriva dopo quello di confine, gli uomini costruiscono dei confini e varcarli significa immigrare, altrimenti significa seguire il vento…

In questi anni hai scritto dei brani per tanti artisti, continuerai a farlo o le terrai per te?

Se le canzoni che scrivo possono andare bene per qualcun altro di sicuro non sono di manica stretta.

Vincono i giovani come te e Gabbani, c’è una rottamazione in atto?

No, è semplicemente una questione di canzoni. L’anagrafe non c’entra.

Sul podio con la Mannoia, cosa vuol dire per te?

Fiorella è un pezzo importante della canzone italiana e sono stato molto orgoglioso di condividere con lei questa emozione.