06 FEBBRAIO - Interviste / Musica / Spettacoli

Enrico Nigiotti: “Ho scritto la canzone la sera in cui è venuto a mancare mio nonno”

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Partecipa a Sanremo 2019 con Nonno Hollywood 

Enrico Nigiotti porta sul palco dell’Ariston la sua vita. E non lo nasconde: “È la canzone più bella della mia vita“. Dal 3 aprile sarà in tour nei teatri, ma intanto lo abbiamo incontrato a Sanremo e l’unica cosa che possiamo rimproverargli è averci fatto scendere un po’ di lacrime con la sua “Nonno Hollywood”.

Com’è nato il brano?

“Il brano è nato l’11 agosto. Dico la data precisa perché è proprio il giorno in cui è morto nonno durante la notte. La mattina sono dovuto partire perchè avevo le prove di un festival in Veneto. La sera invece di andare a bere, come avrei fatto normalmente, sono rimasto in camera da solo con la mia chitarra. Volevo staccare e chi suona uno strumento sa di che potere parlo. Non avevo intenzione di creare una canzone, ma è arrivata per caso. Sarei dovuto venire a Sanremo con Bomba dopo Bomba, ma poi, è nata questa e dovevo provarci col pezzo più importante della mia vita”.

Cosa ti ha insegnato tuo nonno?

“Questa canzone sarà il suo ricordo indelebile. La canzone più attuale è quella eterna, quella che rispecchia un sentimento che non finirà mai. Il ricordo che conservo di mio nonno è racchiuso qui. I nonni non ti insegnano mai, ti trasmettono e basta. Ti insegnano con dolcezza e il mio ha fatto così!”.

Come ti definiresti?

“Quello che si vede non è mai quello che è. Non mi sento né rock, né pop. Io sono soltanto un ragazzo di Livorno che scrive canzoni. Non saprei nemmeno definire che genere sono. So solo che quando non sto bene scrivo le canzoni”.

 

Nella nuova edizione del tuo album c’è anche una canzone per Alda Merini…

“Mi affascinano gli artisti che hanno delle tempeste nelle loro vite. Ho iniziato a vedere le interviste di Alda Merini, lo smalto sbeccato, la sigaretta e quella vestaglia mi intrigavano. Quando la ascoltavo mi veniva l’angoscia, il mal di vivere e questo succede solo con chi ha vite intense. Vedere quelle interviste mi dava un senso di libertà enorme, quasi paradossale visto proprio lei era stata privata della libertà. Così ho provato a dedicarle una canzone… per quanto potesse essere difficile dedicare una canzone ad un genio”.

Come definiresti il tuo album Cenerentola?

“Dentro ci sono i miei racconti. È come se fosse un film che può vivere un ragazzo di 25-30 anni. È la mia vita in musica”.

Oggi puoi dire di aver trovato la tua strada?

“Sono l’opposto di quello che ero 4 anni fa. E spero che possa dire lo stesso tra 4 anni. Il periodo in cui ho scritto L’amore è ho capito che era quello il mio mondo. Mi ci sono voluti 29 anni di vita per capire come scrivere le canzoni”.

Hai scritto brani per Laura Pausini, Eros Ramazzotti e Gianna Nannini. Li hai sentiti?

“La strada di autore non l’avevo mai percorsa e non avrei pensato di scrivere per altri, è successo tutto per caso! Laura mi ha scritto oggi, anche Eros, ieri mi ha scritto Gianna. Sono artisti enormi che ti insegnano sempre qualcosa, la musica è un lavoro e quindi necessita professionalità. Questi tre artisti sono l’emblema della professionalità. E loro me l’hanno insegnato, sono persone squisite!”.

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Buongiorno con il videoclip di #NonnoHollywood! ☀ 🎬👉 link nelle story. #Sanremo2019

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E la collaborazione con i baci Perugina?

“Mi hanno detto che la Perugina ci aveva scelto. Con Mara avrei fatto tutto, anche la passerella nudo. La ricchezza sta nel semplice, sorridere in un giorno che non vale niente!”.

Il giudizio che daresti alla tua performance di ieri sera?

“Sto facendo quello che ho sempre voluto fare e lo sto facendo bene. Mi sono trovato benissimo, sono contento della mia performance. Non sto attento al vestitino, a chi è prima di me a chi c’è dopo, io sono qui per cantare!”

 

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