14 GENNAIO - Interviste / Musica / Spettacoli

Brunori Sas: “Cip! è un inno alla ricerca del fanciullino, alla visione poetica della vita”

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Il nuovo album del cantautore calabrese è uscito il 10 gennaio 

Dalle mie parti è molto difficile non essere attaccati alla materia, tutto ti tira giù“. Potremmo restare incanti per ore e ore a sentire parlare Brunori Sas. Ci presenta a Milano “Cip!”, il suo nuovo disco di inediti (Island Record). E continua: “Anche in un senso positivo, vivo e abito una terra che è fatta di grandi slanci, abbiamo un’eredità grande da un punto di vista filosofico, ed è il motivo per cui ci piace molto parlare- e ve ne sarete accorti, aggiunge- e disquisire, e di prenderci del tempo per contemplare. La Calabria è un posto molto contemplativo. Non a caso ci sono stati molti conventi nella storia. Ma è anche una terra molto pragmatica e che ti dice sempre, in qualche modo: ‘Ma chi te lo fa fare!'”.

Lui quella vocina, per fortuna, ha fatto finta di non sentirla e ha continuato a seguire le sue passioni. La scrittura e la musica hanno incontrato la storia, la filosofia, la letteratura.

Ho fortemente sentito l’esigenza di ritrovare il fanciullino. Recuperare un certo tipo di sguardo, di spiritualità, di religiosità. Penso che un problema oggi si riduca solo a un problema sociale e politico, ma c’è un problema anche poetico“.

E a proposito del verso di Al di là dell’amore in cui canta

Parlano come mangiano e infatti mangiano male

“Quando scrivo determinate cose non mi scaglio contro un determinato modo di vedere le cose da un punto di vista politico, ma contro un modo di vedere le cose. Cerco di bilanciare, gli artisti cercano di bilanciare gli estremi. Io sentivo in questo momento che il mio peso doveva andare nella direzione di una visione poetica“.

La prima cosa che colpisce di Cip! è la copertina, scelta da Dario e realizzata da uno degli artisti italiani che ama di più, Robert Figlia. Non il solito bel ritratto, non un’immagine a effetto, ma il dipinto di un pettirosso: “Un uccelletto realistico, quasi da vecchia enciclopedia, privo di connotazioni sentimentali stucchevoli, intimamente combattivo e fiero. Una creatura semplice che ama intonare i suoi canti solitari sulla neve, rendendo forse un po’ meno gelidi questi nostri lunghi inverni”.

L’album parla della “paura del cambiamento, delle cose a cui ognuno si lega, A casa tutto bene (l’album precedente, ndr) aveva a che fare con un clima di paura che oggi, fortunatamente non stiamo vivendo più in Italia, sono felice di aver fatto una previsione sbagliata (ironizza, ndr). Forse perché in quell’album citavo spesso una frase attribuita a John Lennon che paura e amore sono i due motori che guidano il mondo, e lui ne tracciava le conseguenze l’apertura e la chiusura. Quando si ha paura ci si sente separati dagli altri. Con quest’altro disco ho voluto parlare dell’altro motore, l’amore. Nelle varie declinazioni. Di un amore che mi ha fatto anche imbarazzare rileggendolo, parlo di un amore come slancio universale”.

Volevo parlare di tutto ciò che invece di separare le persone le tiene insieme e anche della difficoltà di tenere insieme le cose nel tempo, di sfuggire alla velocità che questo tempo ci sta dando.

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BRUNORI SAS presenta “Cip!”: “Sono sostanzialmente canzoni per il mio fanciullino” – confessa Dario – “Forse, oso dirmi, per i figli che non ho. Qualcosa che mi desse un respiro dal mondo adulto, dalle sue complicazioni, i suoi nervosismi, le sue ansie, le sue preoccupazioni, spesso e volentieri inutili”. #cip! #brunorisas #brunorisasCip!

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“Sono cresciuto in un piccolo paese in Calabria e continuo a vivere lì e non sento come mio il tempo, facendo musica vivo un tempo che mi costringe ad andare più veloce e che molto spesso mi impone il tempo della macchina. Ho sempre pensato che da piccoli con Ritorno al futuro abbiamo sognato la macchina del tempi e invece forse abbiamo inventato il tempo della macchina. Andiamo ad un ritmo più veloce, come il tempo delle macchine ci impone di buttare le cose prima del tempo e rende obsoleto quello che ancora funziona, lo stiamo trasferendo nei rapporti con gli altri e anche con i nostri valori. Il disco si interroga sull’etica e si chiede: ‘è necessario oggi avere questo tipo di valori?’ è quello che avvertivo, mettere in discussione un’architettura etica che per me era un caposaldo. Quindi, è un tentativo di resistere all’obsolescenza programmata anche dei sentimenti e di raccontare la difficoltà e la bellezza di tenere in piedi le cose e di farsi vanto anche delle cose che mostrano anche le rughe, che ci rendono interessanti”.

“Manuel Agnelli in un brano dice ‘Non si può giocare con il cuore della gente se non sei un professionista‘. Ed è una cosa che ha detto anche Leonard Cohen in un libro bellissimo che si chiama “Il modo di dire addio’, una raccolta di interviste in cui sottolinea che l’autore trattando determinati argomenti non deve bluffare e nemmeno mettere se stesso davanti”.

Brunori sottolinea l’importanza delle parole e dei modi gentili di affacciarsi sulla finestra del mondo:

Ci si dovrebbe interrogare sul come si dicono le cose, non solo sul cosa. Perché alla fine il come è più importante, anche per un cantante il come è più importante. A volte mi rendo conto che le cose che mi emozionano ei cantanti non sono le parole, ma come quelle parole sono pronunciate. E oggi i toni sono tali per cui, forse, non conta nemmeno ciò che viene detto, ma come viene detto. Ci può essere una violenza nel tono che fa rimanere male. C’era quel tipo di amarezza, di reazione, nella canzone il percorso è fatto per richiamare il ritornello. Sono uscito con quel brano per primo perché era una vera e propria dichiarazione d’intenti per tutto il disco”.

 

 

Cip! è un soffio di primavera nel bel mezzo di un inverno gelido. E infondo ci aiuta ad accettare quello che non possiamo cambiare. “Riconciliarci col mondo” è l’obiettivo di Brunori, “Non soffrire, non perdere tempo rispetto a quello che è così, le cose del mondo non sempre vanno come vorremmo e…la vita è vita soltanto se muore“.

 

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