11 APRILE - Interviste / Musica / News / Spettacoli

Achille Lauro racconta ‘1969’: “Il mio successo lo devo ai sacrifici!”

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Esce il 12 aprile su etichetta Sony Music. Parla di Marilyn Monroe, James Dean e…

Smoking panna, cappello ton sur ton con un maxi gioiello e camicia super luccicante. Achille Lauro sogna gli anni ’70 e con il suo nuovo album li fa rivivere. Si chiama “1969” ed esce il 12 aprile su etichetta Sony Music. Lo abbiamo incontrato il giorno prima dell’uscita e ci tiene a precisare: “Il mio successo l’ho costruito io ora per ora per 7 anni, non mi sento fortunato, è arte”. Torna sulla vicenda che l’ha coinvolto a Sanremo e specifica: “La cosa che mi è dispiaciuta di più è che le critiche erano tutte positive. Quando volevo essere esplicito nella mia carriera lo sono stato, ma Rolls Royce non parla assolutamente di droga. Vedere questa gogna mediatica a caso che oltre a rovinare la mia immagine pubblicamente, distoglieva l’attenzione dalla musica nuova. E poi si è discusso della droga con molta superficialità, quando invece è un problema serio. Chi ne ha parlato in quel modo non conosce il problema, che andrebbe gestito anche nelle scuole”.

“Mi sento delle responsabilità da qualche anno, ma non siamo educatori. Chi ascolta Sfera Ebbasta non fuma canne, come chi ascoltava i The Doors non si drogava o chi ascoltava i Beatles non si faceva di lsd!”. Achille Lauro è cresciuto, ma si mette in discussione senza dare per scontato nulla, anzi, non smette di ringraziare la vita per quello che gli sta offrendo. C’è una dedica alla sua città in “Roma”, una al periodo che da il titolo all’album in “1969”, c’è “Je t’aime” che è dedicata a chi lavora con lui. A proposito di quest’ultimo brano precisa “La collaborazione con Coez è nata nella villa che affitto ogni anno, sul mare, vicino Roma, ed è qui che nasce la musica nuova, completamente fuori dal mondo e dalle mode”.

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Achille Lauro torna sulla questione del testo di Rolls Royce solo per chiarire: “Quando volevo essere esplicito lo sono stato. Parlare di droga con questa superficialità però….”

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Non si definisce trapper, né rapper, né cantautore, ma con questo nuovo album si è collocato sul filone di Rino Gaetano. Una cosa è certa la sua musica, intesa come forma d’arte che tocca le corde della poesia: “Nessun pittore dipingerà lo stesso quadro allo stesso modo, così la mia musica non sarà mai uguale!”.

Questa la tracklist del disco, prodotto da Fabrizio Ferraguzzo e Boss Doms: “Rolls Royce”; “C’est la vie”; “Cadillac”; “Je t’aime” (feat. Coez); “Zucchero”; “1969”; “Roma” (feat. Simon P); “Sexy Ugly”; “Delinquente”; “Scusa”.

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