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10 APRILE - Spettacoli

Kevin Costner a Roma per Criminal: “Vi racconto perché i ricordi sono importanti”

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Passando dal senso della recitazione all’amicizia con un truccatore italiano, l’attore e regista premio Oscar ha presentato la sua ultima fatica cinematografica, in cui lo vediamo in un ruolo per lui anomalo

Roma – «Chi fa cinema spera di lasciare una traccia, di non venire dimenticato, ed è proprio quello che ho cercato di fare con questo film: creare un personaggio che rimarrà impresso nella vostra memoria. Penso che ci siano delle scene che vi accompagneranno per il resto della vita». Kevin Costner introduce così, con orgoglio e un gran sorriso, la sua ultima fatica cinematografica Criminal, presentata alla stampa romana in attesa dell’uscita ufficiale del 13 aprile. Il tempo è stato clemente con questo splendido 61enne vincitore di due premi Oscar per Balla coi lupi (1990) e amatissimo nel nostro Paese, tanto che l’incontro è stato occasione per consegnare all’attore e regista americano il Nastro d’Argento Internazionale 2016, assegnatogli dalSNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) per la sua riconosciuta qualità professionale e in omaggio ai 30 anni dal suo debutto in Italia alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Criminal, distribuito da Notorious Pictures e diretto dall’israeliano Ariel Vromen(The Iceman) racconta dell’agente della CIA Bill Pope (Ryan Reynolds) che viene ucciso portando con sé nella tomba dei segreti fondamentali per salvare il mondo da un potenziale attacco terroristico. Per risvegliare i suoi ricordi, la CIA chiede l’aiuto del Dottor Franks (Tommy Lee Jones), il quale ha sviluppato una nuovissima tecnica scientifica per trasferire il pattern cerebrale di una persona nella mente di un’altra. La memoria di Bill viene impiantata nel cervello di un pericoloso detenuto nel braccio della morte, Jerico Stewart (Kevin Costner), nella speranza che il criminale porti a termine la missione di salvataggio. Del cast fanno parte anche Gary Oldman e la nuova Wonder Woman Gal Gadot.

Siamo dunque di fronte a un thriller con venature fantascientifiche, che narra al tempo stesso della scoperta dei sentimenti e delle emozioni in un uomo che fino a quel momento non ne aveva mai davvero provati. «Credo che quando si ama qualcuno si corre un grosso rischio, perché sappiamo che un giorno lo perderemo – afferma l’attore – Chi non ama invece questo rischio non lo corre, non sperimenta il dolore della perdita, pensa di avere una vita più facile. Nonostante tutto, per me rimane meglio amare». Ma se Kevin Costner potesse farsi trapiantare la memoria di qualcuno, chi sceglierebbe? «A volte vorrei sapere cosa pensa mia moglie. Spesso non mi capacito di quello che ha appena fatto, detto, o pensa che io abbia detto. Forse la vostra vita è perfetta, la mia no [scherza]».

Ha ricordi invece che vorrebbe farsi cancellare? «Sì, ci sono cose che vorrei dimenticare, ma queste fanno pur sempre parte del mio essere. I miei errori sono importanti tanto quanto i miei successi. Ho dei rimorsi, ma non vivo la mia vita basandomi su questi. Ricordo i miei errori e cerco di non ripeterli».

In Criminal Costner interpreta un ruolo per lui anomalo in cui non siamo abituati a vederlo, quello del criminale, tanto che inizialmente l’attore stesso personaggio che i miei figli non avrebbero riconosciuto, modulando in più la voce».

Criminal mette in campo temi e suggestioni diversi, dalla questione attualissima del terrorismoSono molto arrabbiato per la situazione in cui ci troviamo nel mondo, possiamo essere tutti minacciati, mi chiedo che sta succedendo, siamo tutti confusi e non ho la saggezza per capire cosa dobbiamo fare») al potere lecito o meno della scienza. Ma Costner non ha dubbi: se è vero che devono esistere limiti per tutto, è anche vero che la scienza è la nostra migliore chance. «Ci sono persone che argomentano contro l’idea di andare a toccare la memoria di qualcuno – sottolinea – ma la verità è che a nessuno piacerebbe dimenticare le persone a cui si è voluto bene. Non mi fa piacere l’idea che i miei genitori non si ricordino di me, o che un giorno io possa non ricordare i nomi dei miei figli. Quando la sera ci mettiamo a letto, i nostri ricordi ci fanno come da cuscino, ci appoggiamo ad essi».

Appuntamento dunque al cinema per Criminal (distribuito in 300 copie), nella speranza covata da Costner che, almeno questo film, non possa davvero essere dimenticato dal pubblico.

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