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16 OTTOBRE - Cinema / Spettacoli

Jesus Rolls – Quintana è tornato!, John Turturro e Bobby Cannavale a Roma per lo spin-off de Il grande Lebowski

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Tra i film di pre-apertura della 14^ Festa del Cinema di Roma, Jesus Rolls – Quintana è tornato! ha scelto la Capitale per la sua anteprima mondiale. Ne hanno parlato alla stampa i protagonisti Turturro e Cannavale

 

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Ve lo ricordate? Codino, retina per capelli, completo da bowling viola e una leccatina alla palla prima di fare strike ed eseguire un balletto vittorioso davanti al Drugo e co. Parliamo di Jesus Quintana, il personaggio interpretato da John Turturro nel cult dei fratelli Coen Il grande Lebowski, la cui apparizione era breve ma indimenticabile. A circa 20 anni di distanza Turturro è riuscito finalmente a condurre in porto un progetto coltivato per almeno due decenni: quello di riportare sullo schermo Jesus in una storia tutta sua.

Ottenuto il permesso dai Coen per utilizzare il personaggio (i due registi non risultano tuttavia coinvolti in alcun modo nella lavorazione) e nonostante qualche ritardo produttivo, il film tanto sognato da Turturro – da lui scritto e diretto, oltre che interpretato – è ora finalmente finito e pronto a uscire nelle sale italiane a partire dal 17 ottobre con distribuzione Europictures, selezionato tra i film di pre-apertura della 14^ Festa del Cinema di Roma.

Jesus Rolls – Quintana è tornato! (The Jesus Rolls) si presenta tanto come uno spin-off de Il grande Lebowski, quanto come un remake del film francese del 1974 I santissimi di Bertrand Blier.
Appena uscito di prigione, Jesus Quintana (John Turturro) si ritrova con l’amico Petey (Bobby Cannavale) per spassarsela. I due non solo si approprieranno di un’auto sportiva parcheggiata davanti a un parrucchiere di lusso (Jon Hamm), ma scapperanno anche con la parrucchiera Marie (Audrey Tautou), vecchia conoscenza di Jesus. La fuga dei tre procederà tra piccole azioni criminali e la nascita di un amore fuori dagli schemi.

 

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La “nascita” di Jesus

A presentare il film sono giunti a Roma lo stesso John Turturro insieme al co-protagonista Bobby Cannavale, accompagnati dalla montatrice Simona Paggi e dall’autrice delle musiche Émilie Simon. Il regista ha tenuto prima di tutto a sottolineare come la paternità del personaggio appartenga a lui e non ai Coen: «Il personaggio di Jesus si ispira a una commedia che avevo portato al Public Theater già nel 1988. L’idea di Jesus piacque molto ai fratelli Coen, che decisero di introdurlo all’interno de Il grande Lebowski. Il personaggio di quello spettacolo era un po’ cubano, portoricano e russo, e il Jesus del mio film in parte vi si ispira.

Sono i Coen dunque ad aver “rubato” il personaggio di Jesus, da me inventato circa 30 anni fa. In Jesus Rolls – Quintana è tornato! mi interessava esplorarlo in una nuova chiave e con Bobby Cannavale accanto, che ho scelto anche per la sua caratteristica di avere sia una forte mascolinità che sensibilità».

 

John e Bobby come Don Chisciotte e Sancio Panza

Proprio il rapporto tra Jesus e Petey è centrale nel film, che si presenta come un on the road caratterizzato da piccole disavventure criminali, incontri particolari, momenti un po’ comici un po’ assurdi. «Il rapporto tra il mio personaggio e quello di Bobby ricorda quello tra Don Chisciotte e Sancio Panza» ha sottolineato Turturro. «Sono due personaggi che cercano la libertà e in grado di vivere il momento, cosa difficile al giorno d’oggi. Non seguono le regole». Si è detto d’accordo Bobby Cannavale: «Jesus è il leader, il mentore. È appena uscito dal carcere, forse il momento più esaltante della sua vita. Il rapporto con Petey è anche un po’ quello tra insegnante e studente. Petey è come l’assistente di Jesus, lo guarda, lo emula e grazie a lui scopre anche cose belle di sé».

Ma come mai la scelta di abbinare Jesus alla commedia francese I santissimi? Ha spiegato Turturro: «Adoro il cinema di Bertrand Blier e il fatto che si tratti di una commedia libera, così come amo le connessioni tra il mondo maschile e quello femminile. In Jesus Rolls – Quintana è tornato! vengono raccontati gli esseri umani che non hanno potere. Gli uomini risultano un po’ più stupidi, mentre le donne sono celebrate come esseri umani più profondi. Sono però uomini che cercano di capire le donne, che cadono per poi rialzarsi».

«Anch’io amo molto la generosità che viene fuori dai personaggi di questo film» ha aggiunto Cannavale. «Si va anche a toccare il tema degli emarginati. I personaggi cercano qualcosa ma non sappiamo cosa. C’è ottimismo, Jesus e Petey si aiutano tra di loro e poi incontrano Marie, con la quale formano un trio con risvolto comico. Quando John mi ha chiamato per il film ho accettato subito».

 

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Il femminile

Se Jesus e Petey costituiscono la costante del film, gli incontri dei due riguardano più che altro il mondo femminile, a partire dalla Marie di Audrey Tautou. Ha spiegato Turturro: «Il personaggio di Audrey non è abituato ad essere rispettato, ma quando incontra Jesus e Petey loro si impegnano a trattarla bene e questo per lei fa la differenza. I due poi nel corso del film scoprono di non poter fare a meno di Marie e ciò si evince soprattutto quando entra in scena il personaggio interpretato da Susan Sarandon. Marie è un po’ il cervello del film e il personaggio che cresce di più. Insieme i tre formano una piccola famiglia. Il film inizia anche con un altro riferimento familiare, l’incontro con la madre di Jesus. Questi tre personaggi femminili – Marie, la madre di Jesus e il personaggio della Sarandon – in realtà rappresentano un unico personaggio».

Sentimenti, musiche e sessualità

In Jesus Rolls – Quintana è tornato! gli spettatori potrebbero stupirsi di come non si punti semplicemente a strappare una risata, ma di quanto i sentimenti siano centrali. Caratteristica sottolineata dalle musiche di Émilie Simon, conosciuta soprattutto per la colonna sonora de La marcia dei pinguini, che ha raccontato: «Lavorando al film mi è piaciuto poter parlare di sentimenti. I personaggi possono anche apparire persi e disperati, ma non perdono mai di vista il loro obiettivo, che è quello di cercare sé stessi. Con la musica che ho composto ho tentato di tirare fuori la loro vulnerabilità e a volte goffaggine, con romanticismo ma senza mai perdere di vista il personaggio di Jesus.

Per le musiche siamo partiti dai Gipsy Kings, che sono un po’ nel DNA di Jesus, e da lì siamo andati ad aggiungere elementi del mango o della salsa, ma anche influenze del flamenco. Ho sperimentato e messo insieme generi. Ci sono musiche che ricorrono per i vari personaggi, il mio intento è stato quello di guidarli nelle emozioni a seconda della musica che sceglievo per ognuno di loro».

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Sentimenti dicevamo, ma anche parecchia sessualità, esplorata senza machismo. Secondo Turturro: «Quello che accade agli uomini è che spesso immaginano di poter soddisfare le donne, ma non sempre ci riescono. La sessualità all’interno del film è fluida. Jesus e Petey sono come dei fratelli che trovano in Marie una sorella. La sessualità rappresenta una grande parte della nostra vita, ed è bello giocare con la sessualità che ci caratterizza».

«Tutti i personaggi del film sono alla ricerca della libertà» ha concluso il regista. «Fanno cose stupide, ma poi tornano in sé. La loro natura non è meschina. Magari non riescono ad arrivare a fine mese ma hanno comunque caratteristiche positive».
Lucidate dunque le vostre palle da bowling. Quintana è tornato e vi aspetta in sala.

 

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