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27 MAGGIO - Interviste / Musica / Spettacoli

Isabella Turso: “Big Break è la mia rottura con il passato”

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L’album esce il 29 maggio, è stato anticipato dal singolo “Sliding doors”

C’è un luogo in cui il presente, passato, uomo, natura, scelte e destino si incontrano?. Parte da questo interrogativo il viaggio di “Big Break“, il nuovo album di Isabella Turso, una delle compositrici e pianiste più rappresentative in Italia di stile neoclassical new-age, in uscita venerdì 29 maggio.

Con la musica è stato amore a prima vista o una passione nata col tempo? 

“Sicuramente a prima vista! Ero così piccola che nemmeno la ricordo prima volta. Mio padre è sempre stato appassionato di musica, quindi in casa giravano diversi strumenti, c’era di tutto, persino un grande organo. Il rapporto tra padre e figlia, si sa, è un rapporto privilegiato, mi ha trasmesso lui le sue passioni già da piccolina”.

E con il pianoforte?

“Il pianoforte è sempre stata la mia passione più grande. A 9 anni ho iniziato a studiare seriamente. Ho iniziato a fare i corsi, poi il percorso accademico e da quel momento in poi non mi sono più fermata”.

“Big break”: titolo profetico o sono state queste giornate a ispirare il nuovo album? 

“Profetico! Ho sempre indovinato le cose prima che accadessero, ma non pensavo fino a questo punto!. Era nato prima, non volevo assolutamente farlo uscire in questo periodo. A scadere nella retorica ci voleva un attimo. All’inizio mi ero convinta di non farlo uscire, poi mi hanno fatto ragionare tutti e ci sono dei collegamenti alla situazione attuale difficili da non vedere. E così ho detto: Sì, facciamolo uscire“.

La fase di “rottura” che abbiamo vissuto e stiamo continuando a vivere quanto ti ha cambiato? Ti ha fatto scoprire nuove consapevolezze? 

“Assolutamente sì. Questo momento di introspezione mi ha aiutato a prendere delle decisioni sul piano personale e professionale. L’album è nato in un momento di rottura col mio passato artistico, che mi legava a determinati stili, idee e anche persone. Questa rottura mi ha reso più consapevole, forte e autentica. E in questa quarantena mi ha fatto riflettere su quanto sia stato giusto staccarmi dal passato, proiettandomi sul futuro. Alla fine dipende tutto da noi”.

Com’è stato girare il videoclip di “Sliding Doors”? 

“Ho chiamato il direttore del MUSE (Museo delle Scienze di Trento, ndr) che è anche un musicista, e mi ha detto subito sì. Ha capito anche lui la scossa che può dare l’arte, questa è veramente una fase in cui la musica non ha affatto un ruolo marginale, è fondamentale. Passato e futuro insieme, perfetto per quello che volevo comunicare”.

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“Sliding Doors” rappresenta quell’elemento imprevedibile che può cambiare la vita di ognuno di noi, rappresenta il passaggio tra la dimensione reale (il mondo esterno) e la dimensione sospesa, surreale (quella domestica in cui stiamo vivendo). Questa sospensione ci porta a domandarci e riflettere su cosa potremmo fare di realmente diverso, una volta varcata quella porta, per cambiare il futuro. . 💥da DOMANI potrete ascoltarlo su tutte le piattaforme digitali . . Video teaser by @slobodan_zlatkovic #video #teaser #slidingdoors #music #nature #future #landscape #videooftheday #trailer #comingsoon #pianist #pianista #piano #pianoforte #musician #girlpower #moda #fashion #abitiriciclati #scartline #tomorrow #digitalstore #spotify #applemusic #neoclassicalmusic #newage #notsoclassical #closethegap #artist #kawaipiano @kawaipianos @bluebelldiscmusic @wordsforyou_pr

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Che significato ha per te il brano?

Sliding doors incarna un po’ tutto il concetto dietro l’album, è il brano simbolo. È uscito a fine aprile ed era veramente un ‘big break’. La cosa bella è che approfondendo il significato vuol dire non solo ‘grande rottura’, ma anche ‘grande occasione’ e in effetti lo è. Questa è una grande occasione per cambiare le cose”.

Il titolo è ispirato al film omonimo? 

“In un certo senso sì. C’è l’idea di collegamento imprevedibile. Il bivio che ci costringe a prendere delle scelte. L’idea che una nostra scelta possa farci andare in una direzione o nell’altra, a seconda di quello che noi decidiamo… ed è proprio quello che dobbiamo fare adesso”.

Quanto credi al destino? 

“Non sono tanto fatalista. Credo ci sia una grande percentuale di scelta e capacità di far cambiare le cose che dipenda solo da noi. Sono una persona abbastanza iperattiva, ho sempre fatto delle scelte senza aspettare che le facessero altri per me. La velocità di reazione mi ha dato l’input per agire. È vero che l’elemento imprevedibile ci può essere, ma siamo noi a decidere”.

Anche la scelta dei look nel videoclip è stata coerente nel rispetto della natura…

“Quando ho incontrato Andrea Varani, il fotografo che ha realizzato gli scatti, gli ho subito parlato della mia idea. L’elemento naturale convive da sempre con quello che faccio. La mia musica è strumentale. Sono molto legata alle immagini e ho una visione ambientalistica. Il rapporto tra natura e musica è viscerale, mi sembravano due elementi facili da associare. Siamo partiti da una spiaggia bianca, che sembrasse anche un po’ un paesaggio lunare sospeso. Gli abiti sono stati realizzati con materiale di scarto e riciclo, quello della cover era pesantissimo, ma ero seduta quindi va bene, non so se l’avrei indossato per un concerto intero!”.

Ti piace molto sperimentare. L’incontro più divertente?

“Più esaltante e stimolante direi con Dargen D’amico. L’album che avvicina la classica all’hip hop è stato un esperimento innovativo in Italia e anche fuori. Abbiamo cercato di avvicinare tanto le due musicalità. Ci siamo trovati molto anche empaticamente, è stato un momento artistico veramente bello”.

La collaborazione dei tuoi sogni? 

“Mi piacerebbe collaborare con tanti artisti che non ci sono più, di altri ce ne potrebbero essere tanti. Se dovessi sognare in grande, forse, potrebbe esserci un bel connubio con Lady Gaga, mi piacerebbe anche scrivere una canzone per lei. Adesso mi sono stufata degli uomini, cerchiamo di valorizzare l’universo femminile!”.

Nel nuovo album ci sono molti riferimenti cinematografici. Deduco che il cinema è un’altra tua passione?

“Sì. Scrivo per immagini ed è importante per me ideare e realizzare dei concetti in video”.

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