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13 NOVEMBRE - Cinema / Spettacoli

Frozen 2, registi e doppiatori presentano il cartoon Disney: “L’amore può veramente salvarci”

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In uscita il 27 novembre, Frozen 2 – Il segreto di Arendelle è stato presentato a Roma dai registi Chris Buck e Jennifer Lee insieme ai doppiatori Serena Rossi, Enrico Brignano e a Giuliano Sangiorgi

 

 

Sembra uscito ieri, ma dalla distribuzione di Frozen – Il regno di ghiaccio sono invece passati sei anni. Dopo aver vinto due Oscar (per il miglior film d’animazione e la miglior canzone) ed essersi distinto come maggiore incasso della storia del cinema nella categoria animata, il cartoon torna adesso nelle sale con un secondo capitolo che fa da apripista all’incetta di film natalizi che arriveranno in sala a dicembre.

Frozen 2 – Il segreto di Arendelle uscirà nei cinema italiani il 27 novembre con distribuzione Walt Disney. E visto che squadra vincente non si cambia, ecco che alla regia tornano Chris Buck e Jennifer Lee, mentre in sala doppiaggio per l’Italia Serena Rossi, Serena Autieri ed Enrico Brignano sono stati confermati come voci di Anna, Elsa e Olaf.

Ma dove eravamo rimasti? Arendelle ha trovato finalmente la pace e con esso le due sorelle Elsa e Anna. La tranquillità del regno viene tuttavia turbata da un richiamo misterioso che solo Elsa riesce a sentire. Le sorelle, insieme a Kristoff, Olaf e Sven partiranno dunque per un viaggio pericoloso ma straordinario verso l’ignoto, per scoprire una verità nascosta circa il passato del regno e delle due ragazze.

Tra giganti di pietra e salamandre di fuoco sono numerosi i nuovi personaggi che il pubblico potrà scoprire in Frozen 2 – Il segreto di Arendelle, così come i nuovi brani musicali originali capitanati da Into the Unknown (Nell’Ignoto) che mira a bissare il successo di Let It Go.

A presentare il film a Roma sono giunti i registi Chris Buck e Jennifer Lee insieme al produttore Peter Del Vecho; i doppiatori Serena Rossi ed Enrico Brignano; Giuliano Sangiorgi che tinge di rock Frozen cantando il brano Nell’ignoto, presente nei titoli di coda del film.

 

Frozen 2 conferenza stampa

 

Che tipo di sfide ha comportato girare Frozen 2?

Jennifer Lee: Abbiamo pensato che ci fosse ancora molto da dire. Per es. ci siamo chiesti da dove vengano i poteri magici di Elsa. Abbiamo ragionato sul futuro delle due sorelle, che con le loro forze possono fare di tutto. Il primo film era basato sulle emozioni e l’importante nel secondo capitolo era mantenerne il medesimo spirito.

Chris Buck: Da un punto di vista musicale, realizzare Frozen 2 è stato come creare il secondo atto di un musical di Broadway. Col primo atto abbiamo presentato i personaggi, col secondo li abbiamo approfonditi.

Peter Del Vecho: Elsa e Anna sono come delle ragazze delle superiori all’alba della propria vita, possono ancora fare tanto.

Frozen 2 mette in campo temi importanti, come la convivenza tra comunità diverse, il genocidio, la morte, il passato.

Chris Buck: Noi ascoltiamo il mondo e quello che accade in esso per poi metterlo nel film. Il potere dei personaggi e quello che essi hanno da dire arrivano ai giovani. Per noi l’importante era veicolare un messaggio potente e di speranza.

Peter Del Vecho: Elsa e Anna sono delle donne “reali”, non sono perfette. Ciò ci consente di sentirci vicini a loro.

Jennifer Lee: I temi cambiano perché la vita cambia. Vediamo le protagoniste affrontare il passato e le responsabilità. Si tratta di aspetti universali che evocano un dibattito e non vogliono indicare agli altri come vivere.

 

Frozen 2

Tra i temi del film c’è anche quello del riparare i torti della generazione precedente. Non è troppo pesante per dei ragazzi giovani?

Jennifer Lee: I ragazzi non assorbono più di quanto siano in grado di fare. Sono orgogliosa di Elsa e Anna, che fanno la cosa giusta. Quello sulle loro spalle non è un peso, quanto piuttosto un’aspirazione. Il loro carattere ribelle emerge e ci si concentra sulla speranza, non sulle preoccupazioni.

Che lavoro è stato fatto sui magnifici costumi?

Chris Buck: C’è stato un intero team dietro a lavorarci. I cambi di abito sono davvero numerosi. Abbiamo creato 4 nuovi costumi per ciascuna delle sorelle, ma per arrivare a questo risultato ne abbiamo prima esaminate 50 diverse versioni. I costumi servono a mostrare come le ragazze sono maturate.

Anche gli effetti speciali sono stupefacenti.

Peter Del Vecho: L’ambiente costituisce un altro personaggio. Tutta la crew ha collaborato molto per risolvere ogni genere di sfida: dalla realizzazione del cavallo d’acqua alla salamandra di fuoco fino ai giganti di pietra.

Jennifer Lee: Abbiamo sfidato le nostre stesse aspettative.

 

Frozen 2

Il successo del primo Frozen è dovuto anche al modo in cui ha interpretato il movimento delle donne nel mondo?

Jennifer Lee: Quando iniziammo a lavorare al film Chris ebbe questa intuizione di vedere l’amore in veste familiare e non romantica. Tutti noi dobbiamo risolvere da soli i nostri problemi. Queste sorelle portano sulle proprie spalle molte responsabilità. Spetta a noi fare delle scelte. L’idea del crescere e del non mollare mai sono state di grande ispirazione.

Durante la progettazione di Frozen 2 si era parlato di un possibile amore omosessuale per Elsa. La cosa è stata davvero presa in considerazione?

Jennifer Lee: In Frozen 2 ci siamo occupati di conoscere meglio Elsa. Lei però deve pensare alla sorella e al regno, è troppo concentrata su questo per pensare ad altro. Non era pronta per un rapporto sentimentale.

I personaggi a cui toccano le figure più deboli sono i personaggi maschili. Come mai?

Chris Buck: Sono Elsa e Anna i personaggi principali, allontanandoci da loro ci si distrae. Ma questo non vuol dire che gli uomini non siano presenti: Kristoff è molto simpatico e canta un brano che è un tributo al rock anni ’80. Abbiamo poi il padre delle sorelle o il luogotenente Mattias che aiuta molto Anna.

Jennifer Lee: In un film non possiamo trovare proprio di tutto, bisogna fare delle scelte. In Frozen 2 gli uomini aiutano le donne ed esprimono i propri sentimenti. Non sono dei deboli.

Jennifer Lee, lei oltre a essere regista e sceneggiatrice del film è anche direttrice creativa della Walt Disney Animation Studios. Come è stato raccogliere l’eredità di John Lasseter?

Jennifer Lee: John Lasseter aveva messo su un team fantastico. Durante il periodo di transizione dalla sua direzione alla mia abbiamo discusso molto del percorso migliore per arrivare a realizzare il migliore film possibile. La chiave per arrivarci è avere un rapporto stretto e buono con gli artisti e usare i punti di forza di ciascuno di loro.

 

Frozen 2

Parlando invece del doppiaggio, cosa potete raccontarci della vostra esperienza?

Serena Rossi: La storia di Frozen 2 è veramente potente. Da donna sono orgogliosa di poter raccontare ai più piccoli la forza, l’amore, i difetti, le fragilità e le paure di due giovani donne. La cosa che mi commuove di più e in cui credo fermamente è che l’amore può davvero salvarci. L’amore per noi stessi innanzitutto ma anche l’amore che ci viene dato dalle persone che abbiamo intorno, che siano la famiglia o gli amici.

Per noi che siamo attori e non nasciamo come doppiatori è stato un lavoro pieno di gioia ma anche di difficoltà. Sono stata guidata dalle emozioni che venivano fuori con forza. Ho pianto moltissimo in sala doppiaggio, in alcuni momenti ero davvero distrutta, perché ci credi davvero in quello che dici.

Enrico Brignano: Tra il provino che feci per dare la voce a Olaf e il suo doppiaggio è nata mia figlia, il che mi ha completamente cambiato e stravolto. Perché all’improvviso sapevo che non stavo più facendo un provino per la Walt Disney, ma per mia figlia. Il primo Frozen lei lo sta vedendo adesso e tutti i giorni su Google mi cerca come “Brignano Olaf”, mi vede mentre canto e con le cuffie si mette a sua volta a cantare la mia canzone.

Quando si è ripresentata l’occasione di doppiare Olaf la cosa mi ha devastato psicologicamente. Credo che se mi avesse chiamato un regista a girare a Los Angeles forse sarei stato meno emozionato. Siamo rimasti incantati per la bellezza di un racconto di questo tipo che va a toccare delle corde fanciullesche che spesso dimentichiamo. Frozen 2 parla all’anima e alla coscienza. Sono orgoglioso e onorato, felice ed emozionato di poterlo vedere con mia figlia Martina.

 

 

Giuliano Sangiorgi: Penso di aver accettato di partecipare a Frozen 2 per due motivi: per amore e per vendetta. Per amore perché sono diventato padre anch’io e farò vedere a mia figlia Frozen. Dovrà pensare che suo padre è ovunque e che lavora per la Disney. La vendetta invece risale al primo Frozen, quando mia nipote Sole durante le mie trasferte in macchina voleva ascoltare all’infinito la colonna sonora del film. Sono quindi felice di vendicarmi di questi ascolti infiniti in quanto da oggi in poi sarò io con la mia voce a entrare nelle orecchie di tutti massacrandole come hanno fatto con me per anni.

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