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19 GIUGNO - Interviste / Musica / Spettacoli

Dj Matrix, esce “Musica da giostra Vol. 7”: «Ecco com’è nato il mio format»

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Esce oggi il settimo capito del nuovo album che vi farà scatenare

Esce oggi, venerdì 19 giugno, “Musica da giostra Vol. 7” (Sony Music) di Dj Matrix.  Il disco contiene il nuovo singoloFaccio La Bravacon Cristina D’Avena e Amedeo Preziosi e la hit invernale “Courmayeur” con Carolina Marquez e Ludwig (prodotta da Gabry Ponte). Il settimo capitolo di “Musica Da Giostra” esce dopo il grande successo dello scorso anno diMusica Da Giostra vol. 6”, entrato direttamente al primo posto nella classifica delle compilation più vendute FIMI/GfK Italia. Il format, creato da Dj Matrix nel 2015, coniuga la musica dance con vari generi musicali particolarmente apprezzati tra i giovani. Volume dopo volume, “Musica Da Giostra” ha visto di anno in anno aumentare gli appassionati di musica dance, diventando un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti del genere musicale.

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MUSICA DA GIOSTRA VOL 7 È FUORI OVUNQUE ! (Link in bio)

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Hai spento da poco 33 candeline, che cosa ti sei autoregalato? 

“Mi sono autoregalato la macchina nuova, dovevo cambiarla e ho pensato di farlo proprio per il mio compleanno. E poi l’uscita dell’album, quello è il mio vero regalo, l’ho messo in quella settimana in modo da festeggiare due cose insieme, altrimenti mi toccava bere due volte!”.

Quando è arrivata la passione per la musica? 

“Diciamo che non l’ho scoperta io, ma mia mamma. Mi hanno regalato una tastierina e suonavo le sigle dei cartoni animati senza averlo mai fatto prima. Da lì l’intuizione è stata di mia mamma: ‘Dobbiamo assolutamente fargli studiare musica!’. I primi anni, però, l’ho odiata perchè era legata alla parola studiare e quella non mi è mai entrata nella testa. Devo ringraziare mia mamma per tutto quello che è successo dopo. È iniziata la passione, mi sono avvicinato al mondo della discoteca e l’ho fatto mio! Ho capito che la musica mi piaceva con quella veste lì”.

Ti sei esibito accanto a dj di fama internazionale. Chi è stato quello che ti ha emozionato di più?

“Ho avuto la fortuna di essere stato l’unico dj italiano ad aprire un concerto di Avicii. Quando ho smontato dalla consolle mi ha stretto la mano, nessuno nella vita mi ha stretto la mano così forte, con una sicurezza tale da sentire una scarica di energia. Io credo molto nell’energia.  Poi mi sono informato in maniera approfondita su di lui, e penso sia stata la più grande perdita che abbiamo avuto nella musica degli ultimi tempi, anche per le battaglie che stava facendo conto la violenza sui bambini. Era veramente un grande. Mi dispiace solo averlo capito tardi”.

Con chi sarebbe la collaborazione dei sogni? 

“Sicuramente con J-Ax!. Per adesso ce l’ho fatta a produrre un pezzo per lui, La mia hit, è già uscito, ma adesso sogno di portare lui in un mio pezzo!”.

Oggi esce “Musica da giostra volume 7”. Com’è nato il titolo? 

“Sono andato a suonare in una discoteca in Spagna e mi hanno letteralmente buttato giù dalla consolle, mi hanno detto una frase in spagnolo che non ricordo. Il manager che mi ha portato lì, però, mi ha spiegato che mi hanno fatto scendere perchè facevo la musica delle giostre. E da quel giorno lì mi hanno dato l’idea. Ho pensato: ‘Cavolo, è vero, io faccio le canzoni delle giostre!‘. Da lì è nato questo format, che adesso è la cosa che funziona di più in discoteca”.

L’intento di dividerli in più volumi c’è stato dall’inizio?

“Sì, l’ho chiamato subito “Musica da giostra Volume 1″ proprio perchè inconsciamente sapevo che sarebbe arrivato il 2. Poi è arrivato anche il 3, ora siamo al 7 e mi sono posto come obiettivo il 10. Mi sono messo come traguardo per il 10 di fare disco d’oro. L’anno scorso ci sono arrivato vicino, quest’anno non lo so, non riuscendo a fare i live in discoteca, né i firmacopie, sarà un’edizione molto stream. Non so se riuscirò a fare i numeri degli scorsi anni, ma saranno numeri che valgono doppio!”.

Quanto è stato difficile lavorare all’album in lockdown? Hai pensato di rinviare l’uscita?  

“L’uscita arriva proprio da un rinvio. L’album era completamente diverso, parlava di assembramenti, di festa, di casino, ho dovuto riadattare tutte le tracce. Ne ho rifatte molte. Praticamente ho rifatto l’album in 3 mesi…”.

Nel disco in uscita ci sono anche Gabry Ponte, Ludwig, iPantellas, Cristina D’avena… vi siete incontrati fisicamente o sono state collaborazioni ‘virtuali’? 

“Il pezzo con Cristina (D’avena, ndr) era già in programma, l’abbiamo ultimato in quei dieci giorni in cui siamo potuti tornare in studio e nasce proprio dal legame tra il mio pubblico e quello di Cristina, perchè chi ascolta la musica dance è cresciuto con le sigle di Cristina, ho unito le due cose ed è venuta fuori questa cosa pazza!. Con Ludwig, invece, è nata la collaborazione perchè ho detto ‘Ma possibile che fanno musica come la mia solo al nord?!’ e mi hanno subito fatto il nome di Ludwig, che la faceva a Roma. È stata una grande scoperta, penso sia davvero un grande e ha il fascino romano. Sicuramente è stata la collaborazione più divertente insieme a quella di Amedeo. Invece con Gabri Ponte è una collaborazione consolidata ormai da tempo”.

Qual è il brano del nuovo album che ti fa scatenare di più? 

“Devo essere onesto, io sbaglio sempre le tracce. Quelle che piacciono a me non funzionano mai! Quelle che reputo più deboli, invece, sono sempre quelle che funzionano di più. Di questo album mi piacciono molte tracce, però, riconosco che ce n’è una che potrà funzionare molto: Sono arrivati i caramba. Ti lascio immaginare perchè…!”.

E quello del passato a cui sei più affezionato? 

Fanno bam, perchè è una canzone a cui ho creduto solo io, ma ora è quasi vicina al disco d’oro. Quindi posso dire che è stata una scommessa vinta, anche perchè ogni volta che un brano dance fa oro è una conquista. A parte i miti come Gigi D’Agostino e Gabri Ponte sono pochi i brani con la cassa in 4 quarti che diventano oro”.

Questa che estate sarà per te? 

“Sarà un’estate di preparazione al matrimonio. I live saranno fatti entro i limiti di ciò che sarà possibile fare, ma ne approfitterò per andare avanti sperando che in inverno non torni il virus e si possa lavorare. Mi porto avanti sul 2021″.

L’idea di non poter ballare in discoteca o di mantenere le distanze come la vedi?

“Ho letto una frase sul profilo di un politico americano famoso, di cui non farò il nome (ride, ndr), in cui diceva: ‘Non abituatevi a una nuova realtà, recuperate le vecchie abitudini’. È stata una frase che mi ha colpito molto. La vivo come come una cosa passeggera, come una gamba che si rompe, una frattura che si aggiusterà. Non voglio pensare che si possa andare avanti così e che questa sia la nuova normalità. E poi penso che sia meglio aspettare, se si lasciano le discoteche aperte con tutte le restrizioni, si rischia di tornare d’accapo e nel caso di un ritorno non vorrei che si dica che la colpa sia nostra. Quindi è meglio aspettare che farsi male”.

 

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