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22 GIUGNO - Spettacoli

12 curiosità sulla serie animata di Jem e le Holograms

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In attesa dell’uscita italiana della versione live action di Jem e le Holograms, abbiamo deciso di rendervi un po’ nostalgici raccontandovi qualche curiosità della serie animata con protagonista la rocker dai capelli rosa

 

Jem e le holograms

Il regista Jon M. Chu l’ha desiderata e sostenuta credendoci fermamente, e finalmente eccola pronta a sbarcare anche nelle sale italiane a partire dal 23 giugno. Parliamo della versione con attori in carne e ossa di Jem e le Holograms, che porta su grande schermo le avventure rock e glitterate della serie animata anni ’80 Jem, tra le più seguite nei pomeriggi per ragazzi di Italia 1 a partire dal 1987 per tre stagioni. Chi non ricorda infatti tra gli ex bambini di allora la sigla interpretata da Cristina D’Avena che esordiva con l’indimenticabile “Il mio nome è Jem!”?.

Chiome folte e colorate, trucco marcato e abiti sgargianti secondo la moda glam rock del periodo, la serie raccontava di Jerrica Benton, che grazie all’eredità del padre diveniva proprietaria della casa discografica Starlight Music e di Synergy, un computer olografico con personalità umana che grazie a degli orecchini speciali permetteva a Jerrica di trasformarsi nella cantante Jem, suo alter ego e leader del gruppo delle Holograms. Tra i comprimari figuravano Rio, innamorato di Jerrica ma non indifferente al fascino di Jem, ed Eric Raymond, rivale discografico di Jerrica che lanciava sulla scena musicale il gruppo delle Misfits capitanato dall’insidiosa Pizzazz.

 

Jem e le holograms film live action

Questa la trama del cartone, che viene invece aggiornato dal film live action Jem e le Holograms ai giorni nostri rendendolo adatto alla YouTube generation e di fatto annullando il fascino anni ’80 della serie animata. Ecco quindi che la storia si trasforma in quella di una ragazza di provincia (Aubrey Peeples) catapultata dal mondo dei video underground a quello delle superstar mondiali, insieme alle sue tre compagne d’avventura (Stefanie Scott, Aurora Perrineau, Hayley Kiyoko).

In attesa che il nostro Paese decida se apprezzare o no questa versione di Jem e le Holograms per il grande schermo (già bocciata al box office americano) abbiamo dunque deciso di rendervi un po’ nostalgici raccontandovi qualche curiosità della serie animata, che continua a vantare anche a distanza di 30 anni una nutrita schiera di fan.

 

Jem e le Holograms bambole

1. La serie di Jem nasce su commissione della ditta di giocattoli Hasbro, che intendeva in questo modo pubblicizzare le bambole di Jem e le Holograms distribuite dalla società. Mentre in America la prima serie di bambole uscì circa sei mesi dopo il cartone, in Italia furono i giocattoli i primi a comparire.

2. Nella linea di bambole ideata da Bill Sanders con Barbara Hyland e Joe Hyland, Jerrica inizialmente doveva chiamarsi Misty (poi divenuto Morgan) mentre Jem sarebbe stata semplicemente “M”. Una singola lettera dell’alfabeto non poteva tuttavia essere protetta da un trademark, ecco perché alla fine si optò per Jem.

3. L’ispirazione al mondo del rock è venuta a Bill Sanders soprattutto perché in questo modo si sarebbe creato il pretesto perfetto per i numerosi cambi d’abito dei personaggi.

 

Jem e le holograms abiti

4. Autrice della serie e quindi dei background dei personaggi è Christy Marx, già sceneggiatrice per la serie di G.I. Joe sempre per Hasbro. La Marx ha sceneggiato 23 dei 65 episodi di Jem. Visto che il cartone sarebbe andato in onda a cavallo di due serie animate per ragazzi, all’autrice venne chiesto che le storie per certi aspetti fossero appetibili anche per un pubblico maschile: da qui l’importante presenza di scene action o di cliffhanger che collegavano un episodio all’altro.

5. La prima puntata di Jem è stata mandata in onda negli Stati Uniti il 6 ottobre 1985. 15 sono stati gli episodi della prima stagione, della durata di 5 minuti ciascuno compresa la presenza di una canzone a puntata. Tali episodi sono poi stati raggruppati con modifiche e allungamenti per raggiungere il minutaggio standard degli episodi, che divenne di 20 minuti a partire dall’anno successivo. Anche nella versione italiana, che ha debuttato l’8 marzo 1987 su Italia 1, furono mandati in onda i primi 15 mini episodi, poi montati tre per volta per costituire la prime 5 puntate italiane.

 

Jem e le holograms jerrica

6. Per i cognomi di alcuni personaggi, Christy Marx si ispirò alla realtà. Se il cattivo della serie, Eric Raymond, porta il nome del fratello di Christy, il cognome di Shana Elmsford si rifà a una cittadina molto attiva nello studio degli ologrammi. I cognomi di Jerrica e Kimber Benton, Aja Leith e Phyllis Gabor (vero nome della Misfits Pizzazz), riprendono quelli dei primi scienziati che si sono occupati di ologrammi.

7. Nonostante la serie sia americana, l’animazione venne affidata alla giapponese Toei Animation.

8. Jem è stata citata da numerosi show televisivi come South Park, I Griffin, The O.C. o Robot Chicken. La cantante Gwen Stefani ha dichiarato che Jem è stata ispiratrice per la sua carriera solista. Nel video Sorry di Madonna si vede una ragazza afroamericana indossare una t-shirt del cartone.

9. Nella versione italiana alcuni nomi subiscono una variazione insensata. Pizzazz diventa Pizza, Raya si trasforma in Raja, Jetta viene pronunciato Yetta e Synergy diventa Energy. Sempre nell’adattamento in italiano, il tormentone nonché sottotitolo della serie e della linea di bambole “Truly Outrageous!” (“Davvero Strepitosa!”) va a perdersi.

 

Jem e le holograms misfits

10. Sono 151 le canzoni originali di Jem, non fini a se stesse bensì volte a portare avanti l’azione o esprimere le emozioni dei personaggi, proprio come in un musical. Ecco perché Jem potrebbe essere considerata la prima serie musicale della tv. Non esiste una vera e propria colonna sonora del cartone, tuttavia nel 2013 un fan ha trovato in Sud America un master con circa 20 incisioni originali, che potete ascoltare su YouTube.

11. I video musicali che vediamo nella serie, che sono 187, sono diretta conseguenza del successo di MTV all’epoca. Le voci cantate differiscono da quelle doppiate.

12. Le storie pubblicate dalla Panini a partire dal 1987 nel mensile Jem Magazine non sono originali americane, visto che fino al 2015 non è esistito un fumetto ufficiale di Jem, bensì furono realizzate dalla casa editrice britannica London Editions Magazines.

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