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26 OTTOBRE - Cinema

RomaFF13, Viggo Mortensen racconta Green Book: “Una bella storia del passato che può aiutarci a capire il presente”

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La vera storia di Tony Lip è al centro di Green Book, presentato alla Festa del Cinema di Roma dal protagonista Viggo Mortensen

 

Green Book Viggo Mortensen Festa del cinema di roma

 

Vincitore del Premio del pubblico al Toronto International Film Festival 2018 e al Mill Valley Film Festival, Green Book è sbarcato anche alla 13^ edizione della Festa del Cinema di Roma, dove è stato presentato all’interno della Selezione Ufficiale accompagnato dalla presenza di Viggo Mortensen.

Diretto da Peter Farrelly – in pausa dalle commedie spesso scorrette che lo hanno reso celebre in coppia col fratello Bobby – Green Book si ispira alla storia vera dell’italoamericano Tony Lip (padre di uno degli sceneggiatori del film, Nick Vallelonga, e nel film interpretato da Viggo Mortensen) che nel 1962, chiuso uno dei club di New York in cui lavorava, da buttafuori si ritrova a fare da autista al pianista afroamericano Don Shirley (Mahershala Ali, Miglior attore non protagonista agli Oscar 2017 per Moonlight). In un tour lungo due mesi per il profondo sud degli Stati Uniti, dopo i contrasti e i pregiudizi iniziali, tra loro si instaurerà un forte legame.

Green Book uscirà nei cinema italiani il 31 gennaio 2019 con Eagle Pictures.

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Green Book Viggo Mortensen Festa del cinema di roma

 

Viggo, Green Book è tratto da una storia vera. Come è venuto a conoscenza del progetto?

Ho letto la sceneggiatura e l’ho trovata incredibile. È una storia che mi ha fatto ridere, piangere, riflettere, ha una grande intensità drammatica. Ero molto nervoso all’idea di interpretare Tony, io non sono italoamericano ed ero consapevole dei miei limiti. Cercare di non fare una caricatura di una persona reale è una grande responsabilità. Un grande aiuto in questo l’ho ricevuto dalla famiglia Vallelonga. Green Book è un film speciale, perché non ti dice cosa devi pensare, vedere o ascoltare, è piuttosto l’invito a fare un viaggio, a ridere, a riflettere sui limiti delle prime impressioni. È una bella storia del passato che può aiutarci a capire il presente.

 

Sono i film come questo ad essere importanti di questi tempi.

Sì, ma non solo di questi tempi. Film di questo genere sono importanti sempre. Le storie che ci aiutano a diventare meno ignoranti avranno sempre la loro necessità e utilità. Mette molta paura quando persone in posti di responsabilità, che dovrebbero saperne più di altri, si dimostrano ignoranti o fanno finta di esserlo per i propri obiettivi.
Questa è una storia che non ti dice come pensare, ma ti invita a pensare. Anche se poi sono i piccoli gesti che compiamo ogni giorno a renderci umani e ad essere importanti.

 

Green Book Viggo Mortensen Festa del cinema di roma
Viggo Mortensen sul red carpet della Festa del Cinema di Roma

 

Come ha lavorato per costruire il personaggio di Tony?

Ho dovuto mettere su una ventina di chili, è stato facile e piacevole, ne valeva la pena. Anche se nel film mi si sente parlare in italiano non ho avuto un dialect coach, parlo di mio un po’ di italiano. Il padre di Tony veniva dalla Calabria, e parlava un dialetto non più usato nel suo paese, il suo italiano era un mix un po’ strano, anche con parole inventate. Per costruire Tony ho fatto riferimento alla famiglia Vallelonga, che ho conosciuto e mi ha rimpinzato di cibo. Ho cercato di essere fedele allo spirito del padre. Volevo davvero cercare di fare le cose per bene.

 

Visto che parla un po’ di italiano, le piacerebbe recitare in un film del nostro paese?

Sarebbe una sfida ma anche bello. Per es. ho incontrato per caso Tornatore ed è stato molto piacevole parlare con lui.

 

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