fbpx
Cinema

Smetto quando voglio – Masterclass: Sydney Sibilia e il cast presentano il film

25 Gennaio 17 / Scritto da:

smetto-quando-voglio-masterclass

In uscita il 2 febbraio, Smetto quando voglio – Masterclass si rivela un (primo) sequel travolgente e spassoso. Ne parlano Sydney Sibilia e il cast

 

Smetto quando voglio Masterclass

 

Nel 2014 è stato un piccolo grande caso cinematografico, e ora è pronto a bissare il successo di pubblico e critica con il primo dei due sequel programmati. Parliamo di Smetto quando voglio, che torna in sala dal 2 febbraio con il secondo capitolo Smetto quando voglio – Masterclass grazie a 01 Distribution. E visto che squadra vincente non si cambia, al massimo si amplifica, la banda dei ricercatori (poi ricercati dalla legge) torna al completo con qualche new entry. Alla regia ancora una volta Sydney Sibilia, anche co-sceneggiatore con Francesca Manieri e Luigi Di Capua.

In Smetto quando voglio – Masterclass, l’intera banda viene riunita per creare una task force al servizio dell’ispettore Paola Coletti (Greta Scarano), così da fermare il dilagare delle smart drugs. In cambio, Pietro Zinni (Edoardo Leo) e i suoi colleghi otterranno la libertà e la pulizia della fedina penale. Per riuscire nello scopo, vengono reclutati dal gruppo anche dei “cervelli in fuga” che vivono all’estero. Tra inseguimenti e incidenti, la banda vivrà situazioni e disavventure folli e rocambolesche.

Pur non creando l’effetto sorpresa del primo, Smetto quando voglio – Masterclass si rivela un felicissimo e travolgente sequel ricco di divertimento, ritmo e molta azione, con un occhio al cinema americano. Sydney Sibilia e soci vincono ancora una volta la partita grazie a un gruppo di attori affiatato e a una sceneggiatura curata che non si è rilassata dopo il successo del primo film ma anzi ha alzato il tiro, con più di una sequenza destinata a rimanere impressa negli anni a venire (vedi l’assalto al treno).

Dal 30 gennaio sarà inoltre distribuito in edicola con la Gazzetta dello Sport il fumetto ispirato al film, uno spin-off scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Giacomo Bevilacqua, con quattro copertine variant tra cui scegliere ad opera di ZeroCalcare, Riccardo Torti, Bevilacqua e Recchioni.

 

Smetto quando voglio Masterclass fumetto

A presentare il film alla stampa, in attesa di sapere come si concluderanno le vicende della banda nel terzo e ultimo capitolo di questa trilogia cinematografica che avrà il nome di Smetto quando voglio – Ad Honorem (girato coraggiosamente contemporaneamente al secondo), si è presentata la squadra al completo. Dal regista Sydney Sibilia (che dopo il terzo film ha dichiarato si dedicherà a un altro progetto), ai produttori Domenico Procacci e Matteo Rovere, dal cast originale Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero De Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo Lavia, Pietro Sermonti, Valeria Solarino, alle new entry Greta Scarano, Luigi Lo Cascio, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli.

 

Smetto quando voglio Masterclass conferenza stampa

Come si è arrivati a Masterclass?

Sydney Sibilia: Il primo film era chiuso, non era pensato per avere un seguito. Sull’onda dei riconoscimenti, si è pensato a una trilogia. Il momento più faticoso ma anche entusiasmante è stato quello della scrittura, tutti i film dovevano avere una dignità cinematografica unica ma con degli agganci agli altri capitoli.

Smetto quando voglio – Masterclass è una commedia girata come un film d’azione. Potremmo definirla un’action-comedy.

Sydney Sibilia: L’idea era quella di conciliare l’azione con un certo tipo di commedia all’italiana, che è molto verbosa. Come tradizione italiana abbiamo bisogno di parlare molto per far ridere. Sono molto orgoglioso di tutto il film e della sequenza del treno, perché riesce a conciliare questi due aspetti.

Edoardo Leo: Noi italiani siamo abituati a copioni più “normali” rispetto a quelli americani, dove in mezzo possono esserci alieni o altro. Quindi non si può dire di no quando ti trovi a leggere una sceneggiatura dove ti si chiede di fare a cazzotti su un treno con Luigi Lo Cascio, o di guidare un sidecar nazista sulla Cristoforo Colombo. A quel punto tiri fuori il tuo Io adolescente che guardava Indiana Jones fare cose incredibili, e pensi che stavolta è toccato a te.

Paolo Calabresi: Pur essendo un’action comedy, il film non va mai sul grottesco o sul surreale, due istanze su cui si tende a finire quando non si sa come far ridere. Qui invece si punta alla veridicità, per quanto paradossale.

Marco Bonini: Ho affrontato otto mesi di una durissima dieta a cui mi ha sottoposto Sydney, insieme ad allenamenti e arti marziali. La forma fisica ottenuta poi ovviamente l’ho persa immediatamente dopo le riprese. Ringrazio Sidney perché almeno adesso, se scordo le chiavi di casa, so come scavalcare il cancello.

Lorenzo Lavia: Alcune scene erano un po’ pericolose. In parte le abbiamo girate noi in parte gli stunt. Sono state scene stancanti ma anche divertenti. Il container non sembra ma è veramente alto, nei miei occhi si poteva leggere il terrore di cadere di sotto.

Matteo Rovere: È un film complesso per la cinematografia italiana, ma l’azione si fonde con una comicità basata sui dialoghi. C’è stata una lunga preparazione per cercare di portare sullo schermo tutta la sceneggiatura. Ha aiutato il fatto di girare il secondo e terzo film insieme.

Domenico Procacci: Il vero rischio del film non è in questa duplice natura, ma proprio nella sua concezione, nella creazione di una saga. Io sono molto contento del risultato.

 

Smetto quando voglio Masterclass

Nel film c’è un tipo di azione che riconduce ai film americani.

Sydney Sibilia: La parte d’azione con i veicoli ricorda Indiana Jones e l’ultima crociata e i film anni ’70. Quello che vedete nel film è molto realistico, è stato ridotto l’uso della CGI.

Edoardo Leo: I film americani però hanno set lunghi chilometri per la scene, noi avevamo la Cristoforo Colombo, con la gente che ci guardava ad occhi sgranati.

Qual è il messaggio del film?

Sydney Sibilia: Il messaggio, decodificabile del tutto col terzo film, è che c’è ancora speranza, nonostante quanto visto alla fine del primo film.

Greta, cosa puoi dirci del tuo personaggio?

Greta Scarano: Il mio personaggio è credibile, lo si vede nella sua evoluzione. Paola Moretti è una ragazza in carriera ma sola in un mondo del lavoro che è schiacciante. Vedrete di più nel terzo film.

Si parla molto della rinascita del cinema di genere italiano. Qui c’è parecchio genere, filtrato attraverso la commedia. Come è stata pensata questa commistione?

Sydney Sibilia: Quando si parla di rinascita del cinema penso ci sia dietro un graduale cambiamento di gusto del pubblico e degli autori. La commedia è il genere ad ora che mi è più congeniale, ma in futuro le cose potrebbero cambiare.

 

Smetto quando voglio Masterclass

L’impianto musicale dà molto ritmo e non è esagerato.

Sydney Sibilia: Per questo film immaginavo musiche più strumentali, da action, che dessero epicità. Con Michele Braga però ci siamo resi conto che non dovevamo marcare sulla commedia, ma prenderci più sul serio. La musica ha un potere fortissimo nel cinema. La scena dell’inseguimento ha un basso anni ‘70, altre scene sono più citazioniste di un certo tipo di cinema americano più epico. È una musica che non parteggia per la banda, ma per tutti. Poi c’è la musica di repertorio che è parte integrante di Smetto quando voglio.

Come avete pensato la scena delle armi?

Sydney Sibilia: La scena delle armi era una citazione di James Bond, quando va in missione e prende i gadget. È stata la più complessa da scrivere. Dovevamo avere realismo, non potevamo inventare le armi, ma dovevano anche essere armi utili alla trama. C’erano cose bellissime a cui abbiamo rinunciato, come una bici volante… peccato che il volo durasse solo 1 minuto e mezzo!

L’idea del fumetto come nasce?

Sydney Sibilia: Il film rispetto al primo prende una deriva un po’ fumettistica nella narrazione, quindi sembrava naturale fare un episodio spin-off disegnato. Si tratta di qualcosa di inedito, un episodio al centro delle vicende di Masterclass. È la natura dell’universo espanso.