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Cinema

Meryl Streep racconta Florence Foster Jenkins: “Amo recitare, oggi come ieri”

21 Ottobre 16 / Scritto da:

Applausi e ovazioni alla Festa del Cinema 2016 per Meryl Streep. La Divina ha presentato Florence Foster Jenkins di Stephen Frears, ispirato alla storia vera della peggiore cantante mai esistita

 

Mentre l’11^ edizione della Festa del Cinema di Roma vive i suoi ultimi giorni, l’Auditorium Parco della Musica si è animato di entusiasmo per ricevere la leggenda vivente Meryl Streep, accolta da sonore ovazioni del pubblico. Protagonista di un Incontro ravvicinato sulla scia di predecessori quali Tom Hanks, Oliver Stone o Viggo Mortensen, la Divina si è raccontata con gioia e cuore aperto, prima di sfilare trionfalmente sul red carpet della Festa del Cinema. Ma l’attrice americana, la più nominata nella storia agli Academy Awards e vincitrice di tre premi Oscar (per Kramer contro Kramer, La scelta di Sophie e The Iron Lady), non si è presentata “a mani vuote” alla Festa.

 

Meryl Streep in Florence Foster Jenkins

 

Tra i film della Selezione ufficiale troviamo infatti anche Florence Foster Jenkins di Stephen Frears, ispirato alla storia della donna del titolo, soprano statunitense divenuta famosa per le sue scarse abilità canore, nonostante lei credesse sinceramente di avere una bella voce. Ecco allora che seguiamo il suo sogno di esibirsi davanti ad un ampio pubblico farsi realtà, grazie all’appoggio del devoto marito St. Clair Bayfield (Hugh Grant) e del pianista Cosmé McMoon (Simon Helberg). Nessuno osa infatti mettere Florence di fronte all’amara realtà su quelle che sono le sue qualità canore, proteggendone in tal modo l’anima candida e generosa.

Un film raccontato alla stampa dalla stessa Meryl Streep, insieme a riflessioni sulla sua lunga e incredibile carriera.

Cosa pensa del contrasto tra l’avere passione ma anche mancanza di talento?

Meryl Streep: Credo che Florence Foster Jenkins parli di tanti tipi di passione, come quella per il lavoro, ma anche di ciò che si fa per amore… Penso che cantare senza passione sia un peccato grave, come anche cantare senza talento lo è… anche se di certo è più divertente.

Come si è preparata per il personaggio di Florence?

Non ho mai interpretato un ruolo del genere. Mi sono preparata ovviamente, soprattutto dal punto di vista del canto, per capire come Florence sentisse la propria voce dentro di sé.

Cosa ne pensa delle attuali presidenziali americane?

Non credo di dovermi pronunciare più di tanto sull’evidente sessismo della campagna di Trump. Credo proprio vincerà la Clinton.

 

Meryl Streep e Simon Helberg in Florence Foster Jenkins

Florence viene protetta dal marito, che per es. le nasconde le cattive recensioni. A lei è mai capitata una cosa del genere?

Di solito non leggo le recensioni, tendono a nascondere qualcosa di doloroso. Però sì, sono stata protetta dalle critiche da chi mi vuol bene, è un atto d’amore.

Lei sente il peso e la responsabilità di essere un simbolo, un’icona?

Sì, così come avverto l’obbligo di smantellare quest’immagine quando lavoro con altri. La recitazione è fatta di feeling reciproco. Se c’è un muro di separazione a causa dell’importanza di uno, non va bene. Pure Hugh Grant diceva, magari scherzando, di aver paura di me. Capita allora che mi diverta a sbagliare una battuta o un movimento, così da far rilassare chi mi sta intorno, mostrando che anch’io commetto errori.

Come sappiamo lei è molto intonata. È stato difficile stonare per Florence Foster Jenkins?

A tal proposito mi sono preparata in modo divertente. Ho avuto un coach della Metropolitan Opera, che mi ha insegnato prima a cantare nel modo migliore possibile, e poi a far saltare tutto quello che avevo imparato. Quando chi mi è accanto ha riso, ho capito di essere riuscita nello scopo.

 

Meryl Streep e Hugh Grant in Florence Foster Jenkins

A Berlino lei ha fatto un endorsement per Fuocoammare. Lo sosterrà anche nella sua corsa all’Oscar?

Sono molto orgogliosa del premio ottenuto dal film di Gianfranco Rosi a Berlino. Credo sia un’opera unica, in cui Rosi ci fa entrare e poi uscire dall’orrore. Per me ha ottime chance per l’Oscar.

Pensa di aver espresso qualcosa di nuovo col ruolo di Florence?

Florence ha uno spirito infantile che la anima e ha fatto persistere il personaggio. Come quando i bambini vogliono mettere in scena uno spettacolino, tu vorresti ridere ma non puoi perché loro ci credono davvero. C’è qualcosa che tutti perdiamo crescendo. Credo invece che Florence non abbia perso la capacità di coinvolgere, cosa che ritengo fosse ciò che il marito amava di lei.

Per Florence l’arte è una ragione di vita. Per lei invece, ora, che significato ha fare cinema?

Lo stesso significato che aveva quando ho cominciato questo mestiere. Tutte le donne che ho interpretato hanno per me la stessa importanza. Non percepisco in me un calo di entusiasmo o di amore per la recitazione.

Ha mai pensato di passare dietro la macchina da presa?

Alcuni registi che mi hanno diretta direbbero che ci ho già provato. In realtà no, non ho mai sentito questa necessità. Ammiro chi dirige e interpreta, ma io amo immergermi in un personaggio, la soggettività del suo punto di vista. Il mio non lo percepisco come un lavoro, è un piacere colpevole. È qualcosa che ho sempre provato. La curiosità è alla base del recitare. Quando interpreti il dolore altrui, capisci qualcosa del tuo dolore.

 

Meryl Streep in Florence Foster Jenkins

C’è una giovane attrice che ammira, che pensa possa avere una carriera simile alla sua?

Credo di aver aperto la strada a molte attrici, che oggi possono avere una carriera anche dopo i 40 anni. Ai miei tempi invece se avevi tra i 40 e i 50 anni non sapevano che farsene di te. Ora le possibilità sono maggiori, anche grazie alla tv. Un’attrice che ammiro è Alba Rohrwacher, credo sia speciale.

Anche lei nella sua vita, come Florence, ha pensato di essere capace di fare qualcosa e invece era un disastro?

Le illusioni ci servono, credo siano bellezza, arte, importanti. I film stessi sono illusioni. E sì, io sono pessima in molte cose, e i miei quattro figli mi aiutano a ricordarlo.

Ha visto il film Marguerite con Catherine Frot, anch’esso ispirato alla vita di Florence Foster Jenkins?

Ne ho sentito parlare ma non l’ho visto. Una volta avuto il via abbiamo iniziato a girare il nostro film, prima di Marguerite, ma poi ci abbiamo messo più tempo ed è uscito dopo.

C’è un ruolo che ha invidiato a qualche collega?

Sì, avrei voluto girare Sweet Dreams, nel ruolo andato a Jessica Lange. Lei è stata incredibile, ma io non ho mai perdonato il regista Karel Reisz, che è anche un mio amico, per non avermi scelta!

 

L’appuntamento al cinema con Meryl Streep e Florence Foster Jenkins è per il 22 dicembre, con la distribuzione di Lucky Red.