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16 OTTOBRE - Cinema

2night: Matilde Gioli, Matteo Martari e Ivan Silvestrini alla Festa del Cinema│Incontro

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Regista e protagonisti hanno raccontato 2night all’11^ Festa del Cinema di Roma, unico film italiano in concorso nella sezione Alice/Panorama

 

conferenza stampa 2night di Ivan Silvestrini

 

È notte, la musica alta e la voglia di divertirsi palpabile nell’aria. Lei, bellissima e disinibita, nota lui, affascinante ma più introverso. Basta una breve chiacchierata e un gioco di sguardi per farli volare in macchina verso casa di lei per vivere l’avventura di una notte. Peccato che non riescano a trovare un parcheggio. Tra le strade buie ma cariche di promesse di una Roma liquida, lui e lei parlano, giocano, si conoscono. Le maschere cadono e un nuovo livello di intimità inizia a legarli.

Si chiama 2night il nuovo film diretto da Ivan Silvestrini, unico italiano in concorso ad Alice/Panorama all’interno dell’11^ Festa del Cinema di Roma (dove abbiamo incontrato anche Tom Hanks e Oliver Stone). 2night si ispira all’omonimo film israeliano del 2011 diretto da Roi Werner, con la scelta da parte degli sceneggiatori Antonio Manca, Antonella Lattanzi e Marco Danieli di cambiare l’originale città di ambientazione Tel Aviv con la Città Eterna.

Protagonisti sono Matilde Gioli e Matteo Martari, entrambi al debutto come protagonisti assoluti. Una grande responsabilità visto che 2night si basa quasi interamente sull’agire dei loro due personaggi e la location è perlopiù l’interno di una macchina in quasi costante movimento.
Atteso in sala dal 14 febbraio 2017 con la distribuzione di Bolero Film, 2night nelle intenzioni di Ivan Silvestrini vuol «raccontare con cruda delicatezza i pensieri, i dubbi e le paure dei trentenni occidentali di oggi».

Protagonisti e regista hanno parlato di 2night in conferenza stampa a Roma in occasione della presentazione del film alla Festa del Cinema, tra riflessioni lavorative e personali.

 

Matilde Gioli e Matteo Martari in 2night

Come è nato il film? Cosa ha colpito della pellicola originale iraniana del 2011?

Ivan Silvetrini: Il mio coinvolgimento nel progetto è iniziato quando le produttrici mi hanno proposto di leggere una sceneggiatura già adattata. Nel film originale avevo già visto che c’era tanta materia che mi interessava raccontare, in quanto i temi affrontati erano molto universali. Ho subito capito che il film sarebbe stato una sfida tecnica e che ci sarebbe stata l’opportunità di raccontare e comprimere all’interno di una notte tante fasi di una relazione di coppia. 2night comincia infatti con un’attrazione istintiva, quella passione che contraddistingue i primi mesi di una relazione ma che poi evolve, nel tentativo di resistere come coppia mano a mano che il tempo va avanti.

In qualche modo vi siete immedesimati in questa generazione che racconta il film?

Ivan Silvestrini: Abbiamo dovuto trovare una sorta di sentire condiviso, perché non era detto che il modo in cui questi personaggi si dovevano comportare fosse uguale al nostro vissuto. È stato bello trovare molti punti in comune sia con il modo in cui vedo che la gente si comporta in Italia (simile a come veniva rappresentato nel film originale ambientato a Tel Aviv), sia a livello personale. Per es. Matteo ha un vissuto diverso dal mio ma ci capivamo al volo sulle questioni principali.

 

Roma in 2night

Matilde e Matteo, voi non siete romani ma nel film si parla di Roma. Qual è il vostro pensiero sulla Città Eterna?

Matilde Gioli: Io sono di Milano, dove vivo, a Roma vengo solo per lavoro. Preferisco vivere nella città meneghina, forse perché sono mammona e amo stare vicino alla mia famiglia. Roma è una città parecchio complicata. Quando però ho girato 2night ho avuto l’opportunità di stare un po’ da sola con lei. Abbiamo girato tanto di notte e visto la città addormentarsi, le persone entrare nelle case. Roma era tutta per noi. Questo rapporto più intimo con la Capitale mi ha permesso di scoprirne la bellezza e il fascino. Roma parla e abbiamo fatto bei dialoghi. Forse in futuro potrei decidere di viverla di più, passarci più tempo.

Matteo Martari: A Roma vivo poco, per lavoro più che altro. Se 2night fosse stato girato nella mia Verona non si sarebbe potuto fare il film, in quanto il parcheggio si sarebbe trovato in un attimo! Roma è sicuramente una città magica, con i suoi pro e i suoi contro. Sto imparando ad amarla e a viverci, a rispettarla.

 

Matilde Gioli e Matteo Martari in 2night

Il film inizia in maniera edonistica ma finisce in modo romantico. Voi nella vita reale che approccio avete?

Matilde Gioli: Questo andamento tra l’edonistico e il romantico nel mondo reale si incontra facilmente. Ho assistito spesso ad approcci che finiscono in un modo e terminano in un altro. Quello dei protagonisti del film è un bel percorso, per niente noioso, è un viaggio. Il mio approccio alla vita è abbastanza “strong”, ma capita che dopo un po’ mi sciolgo in un modo di fare più romantico.

Matteo Martari: Io personalmente avrei parcheggiato in doppia fila!

Come avete girato le scene all’interno della macchina? Alcune riprese erano molto belle.

Ivan Silvestrini: Quando abbiamo iniziato il film, con il direttore della fotografia Davide Manca ci siamo seduti e abbiamo scritto un elenco di tutte le inquadrature fattibili all’interno della macchina, a seconda della posizione dei personaggi. Durante le riprese poi comunicavamo per codici. Certo, abbiamo scelto una macchina spaziosa che ci permettesse soluzioni extra, come riprese dal retro. È stata una sfida. La cameracar si è rotta il primo giorno, quindi abbiamo capito subito che avremmo dovuto adottare un approccio diverso. Matteo ha guidato effettivamente in mezzo al traffico una macchina circondata da attrezzature che gli occultavano la vista. Per questioni di sudorazione dovevamo anche tenere il finestrino aperto, motivo per cui i ragazzetti in motorino che ci si affiancavano dicevano a Matilde di tutto.

 

Matilde Gioli e Matteo Martari in 2night

Matilde e Matteo, come avete retto la pressione del fatto che il film dipendesse quasi esclusivamente da voi due?

Matilde Gioli: Era una grossa responsabilità. Sul set tendenzialmente sono giocosa, perché è il mio approccio alla vita. Sul set di 2night invece sono diventata più seria, perché a un certo punto mi sono resa conto che non c’era possibilità di distrazione, perché noi due reggevamo tutto quanto. È stata un’importante occasione di crescita.

Matteo Martari: Sono d’accordo, è stata una grande occasione e tutto un gioco di equilibri.

Ivan Silvestrini: Senza contare la fatica di girare tutto di notte, invertendo il proprio bioritmo…

Come sono stati scelti i due protagonisti?

Ivan Silvestrini: Matteo lo considero un po’ una mia creatura. L’ho diretto nel suo primo lavoro di finzione sul web due anni fa. Mi ha subito colpito non solo perché era un figo ma anche perché dentro aveva tutto un mondo suo. Un tormento che gli dà fascino, insieme alla sua voce particolare. Volevo tornarci a lavorare, magari in un contesto in cui potesse dare di più. 2night ho pensato potesse essere l’occasione per sfruttarlo appieno. Sono contento che saremo sempre legati dal fatto di aver girato insieme il suo primo film da protagonista. Matilde invece l’avevo vista ne Il capitale umano di Virzì, e ho continuato a seguirla. Aspettavo di vederla in un film da protagonista, ma visto che non mi piace aspettare, quel film l’ho girato io. Mi è subito stato chiaro che Matilde era una persona speciale, ma non sapevo quanto sarebbe stata generosa con questo film. Ora però non posso che ringraziare entrambi per quanto si sono dati a 2night.

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