28 APRILE - Interviste / Musica / Spettacoli

In viaggio con Marco Mengoni attraverso il suo “Atlantico tour”

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Un’immersione totale nel mondo del cantante, un viaggio attraverso tutte le sue passioni, i suoi sentimenti, la sua musica

Marco Mengoni è tornato. Più maturo, più consapevole del suo immenso talento, ma sempre più umano. Se la testa va “Dove si vola”, i suoi piedi restano ben piantati a terra. Canta quello che vive e che è. Lo abbiamo incontrato ieri, 27 aprile, alla prima data del suo Atlantico tour, al Pala Alpitour di Torino e abbiamo compiuto con lui quel viaggio attraverso l’Atlantico (e non solo) che lo ha portato fin qui.

Lo show si apre con un arrangiamento di Muhammad Alì. I coristi danno il via allo show celati dal kabuki, poi, a sorpresa all’estremo della passerella, circondato al pubblico, appare Mengoni in total white. In totale sono tre i cambi di outfit durante lo show, realizzati esclusivamente per Marco da Giorgio Armani, che firma anche gli abiti della band e le speciali tute indossate dai tecnici che lavorano allo show.

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Ieri è iniziata così. #MengoniLive2019

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Poi si continua con Voglio e qui viene svelato il palco: i musicisti e i coristi sono in controluce. Su Ti ho voluto bene veramente una cascata di nebbia crea una sorta di barriera che si fonde con un mare in movimento. In Un giorno qualunque, il brano che ha lanciato la sua carriera, Marco appare anche nei visual mentre continua il suo cammino in direzione opposta e contraria a tutto quello che lo circonda. Dove si vola è l’occasione per omaggiare la città che ospita il tour, attraverso la proiezione la sua visione aerea notturna e l’arrangiamento si trasforma sul finale in una emozionante versione di Someone like you di Adele. Con Sai che e  Atlantico lo show decolla.

“Dopo dieci anni di carriera non è stato facile definire la scaletta- ha affermato Marco– Mi sono affidato all’istinto e ai brani che, più di altri, hanno segnato il viaggio di Atlantico e questo mio fortunato momento artistico.” 

Pronto a correre è l’ultimo brano del primo blocco. Appaiono dall’alto tre POD: blocchi luminosi che animano la scenografia di un palco ancora spoglio che, brano dopo brano, si trasformeranno in box estensibili svelando luci e schermi.

Il primo blocco si chiude con un cartone prodotto da Sugo design con la regia di Andrea Gallo e realizzato per “Atlantico tour” da Cristian Eduardo Carlos Caipa e Diego Molina. Il cartoon, nato da un’idea di Marco Mengoni, segue il monologo Sei tutto, scritto dallo stesso Mengoni con Alessandra Scotti, già autrice e collaboratrice nel precedente progetto.

La chiusura del monologo, “Sei fatto per il 60 per cento di acqua. Per il 30 dalle persone che ami e per 10 di quello che ti manca”, cede il passo a La ragione del mondo. Arriva dritto al cuore “Proteggiti da me“, in cui il cantautore mostra l’intimità e al contempo la potenza della sua voce. Toccante anche il secondo monologo, dove la voce di Marco invita a riflettere su titoli forti dei giornali di tutto il mondo che compaiono sugli schermi. La citazione in apertura è dello scienziato James Dewar “La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”. 

Ho capito l’importanza dell’uso delle parole già nel precedente tour. I monologhi vogliono essere uno spunto di riflessione per tutte le persone che mi seguono, ma anche e soprattutto per me stesso.Corriamo sempre, e credo sia importante di tanto in tanto fermarsi e guardare il mondo che ci circonda.”

Con Guerriero Marco si eleva 7 metri sopra il palco e a dedicato agli eroi moderni. La melodia ritmata di Mille lire, scandita da alcune date importanti della vita di Marco, ci porta all’Essenziale dove per la prima volta Mengoni si propone al piano per uno speciale momento acustico. E qui Marco chiama il buio totale e invita il pubblico a dimenticare per un attimo gli smartphone, per godere pienamente il momento dello show dove arriva l’unico medley con 20 sigarette, Le cose che non ho, Non passerai.

Su Esseri umani, Marco scala la parete industriale del fondale, sospeso nel cuore pulsante della scenografia 3D, che batte in synch con i movimenti di Marco. Credimi ancora offre una nuova occasione di mash up con Amazing di Kanye West e Pastime Paradise di Stevie Wonder. Lo show si chiude con Io ti aspetto, successo dell’estate 2017, dove la scenografia raggiunge il suo apice con tutti gli elementi ormai svelati.

Per i bis, una versione riarrangiata de L’Essenziale riporta il palco al minimalismo iniziale e Hola, con Marco che torna al piano, in un trionfo di luci e laser chiude lo show che, in poco più di due ore, ha proposto ventisei brani.

Finito lo show lo incontriamo e nonostante l’adrenalina ci appare piuttosto tranquillo e soddisfatto: “Ho imparato a gestire le mie emozioni. Ricordo che le prime volte mi tremavano le gambe, mi ripetevo che non potevo salire sul palco!” ci confida. E a proposito del palco che cambia sempre spiega: “Avevo bisogno di raccontare tutta la diversità all’interno del disco”. E in effetti “Atlantico tour” è un’immersione totale nel mondo di Marco, un viaggio attraverso tutte le sue passioni, i suoi sentimenti, la sua musica.

Non ci ha detto quando, ma sicuramente in una data ci sarà Tom Walker, con cui canterà Hola.

E dopo aver riempito occhi e cuore di riflessioni ed emozioni ci ricorda di non essere indifferenti:  “Io cerco sempre di fare tutto il possibile per non esserlo. Cerco di vivere con il mondo. Non mi tiro indietro per andare al bar, mangiare una pizza o aiutare una signora investita da una macchina, come è successo davvero l’anno scorso (e non lo ha nemmeno riconosciuto!)…”. Insomma, se il biglietto per l’Atlantico tour lo avete già, vi anticipiamo che tornerete con un bagaglio più pesante, ricco di pensieri, parole, musica, vita.

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Torino, ora. #MengoniLive2019

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Credits:

MONDO_LOON CARTOON Direction ANDREA GALLO // Creative direction SUGO DESIGN // Production ELISA RHO // Character design & animation CRISTIAN EDUARDO CARLOS CAIPA and DIEGO MOLINA

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