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25 SETTEMBRE - Spettacoli / Televisione

1994: i protagonisti raccontano il capitolo conclusivo della serie Sky, dove tutto cambia

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È stata presentata alla stampa la serie 1994, che arriverà dal 4 ottobre su Sky Atlantic

 

1994 serie Sky

 

Dopo l’anno della rivoluzione e quello del terrore, tocca all’anno della restaurazione. 1994 è il terzo e ultimo capitolo della serie Sky Original prodotta da Wildside (parte di Fremantle), che già in 1992 e in 1993 ha raccontato gli anni che hanno cambiato l’Italia a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica. 1994 con i suoi 8 episodi chiuderà la trilogia e andrà in onda ogni venerdì alle 21.15 a partire dal 4 ottobre su Sky Atlantic e in simulcast su Sky Cinema Uno, poi disponibile anche su Sky On Demand, Sky Go e in streaming su Now Tv.

Presentata in anteprima alla stampa che ha avuto modo di guardare gli episodi 5 e 6, 1994 tornerà a raccontare nel suo mix di realtà e finzione le vite dei personaggi già iniziati a conoscere nelle stagioni precedenti, la loro corsa per il potere e le difficoltà nel mantenerlo. Il tutto sullo sfondo della scesa in campo di Silvio Berlusconi. Ritroveremo il Leonardo Notte di Stefano Accorsi, il Pietro Bosco di Guido Caprino, la Veronica Castello di Miriam Leone, il PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro interpretato da Antonio Gerardi. Ma anche il Silvio Berlusconi di Paolo Pierobon e il Paolo Pellegrini – il neo-onorevole che vive adorando il Cavaliere – di Maurizio Lombardi.

 

1994 serie Sky

Persone comuni per la Storia recente

Creata da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, 1994 ha l’obiettivo di raccontare un anno cruciale della storia del nostro Paese attraverso le vicende di persone comuni fittizie, che vanno a intrecciarsi con quelle di personaggi reali della scena politica del periodo. Due sono i registi per questa stagione, Claudio Noce e Giuseppe Gagliardi. Quest’ultimo in particolare ha cercato di dare un segno preciso a ciascuno dei quattro episodi da lui diretti, come nel caso della quinta bella puntata caratterizzata dall’uso di lenti vintage anamorfiche: «La cosa bella di questa stagione è che cambia tutto ma rimane la coerenza dei personaggi, quindi ogni episodio è un discorso a sé stante».

«In quest’ultimo capitolo abbiamo voluto aumentare rischi e ambizioni» racconta alla stampa Ludovica Rampoldi. «E lo abbiamo fatto anzitutto cambiando la struttura narrativa: le stagioni precedenti avevano una struttura corale, quest’anno invece abbiamo deciso di focalizzare ogni episodio su un singolo personaggio. In alcuni episodi poi abbiamo preso singoli fatti storici dentro i quali abbiamo intrecciato le vicende dei personaggi. Per es. racconteremo la sfiancante trattativa tra Berlusconi e Bossi in Sardegna o il primo dibattito televisivo politico».

«Siccome il nostro racconto si basa sulla storia politica italiana, sapevamo fin dall’inizio che la terza stagione sarebbe stata la più succosa – prosegue Stefano Sardo – perché molte linee narrative si sarebbero incontrate. Sul piano delle scelte narrative è stato anche difficile scegliere cosa sacrificare. Tutta la campagna elettorale ad esempio alla fine è ridotta al dibattito Occhetto-Berlusconi».

 

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Leonardo e Veronica

Ma che fine fa il personaggio di Leonardo Notte? Lo avevamo lasciato a terra agonizzante e ora lo ritroviamo in uno studio televisivo. Spiega Stefano Accorsi, anche ideatore del progetto della serie: «In questa stagione Leo Notte è un personaggio morto che resuscita. Vince le elezioni e arriva a realizzare un sogno covato da più di due anni. La cosa interessante però è che arrivando al potere la natura dei personaggi non cambia, ma piuttosto è come se si amplificasse. Da parte di Leo Notte non c’è un problema di tipo morale circa la gestione del potere, anzi tutto è lecito ancora di più. È una gestione del potere cinica».

Grandi cambiamenti di vita invece per Veronica Castello, come racconta Miriam Leone che in conferenza stampa sfoggia un’inedita chioma bionda in quanto sarà Eva Kant per il film dei Manetti Bros. su Diabolik: «In questa stagione Veronica scende dal suo palcoscenico di lustrini e da soubrette trova un seggio in parlamento. Questo la cambia, sin dall’abito. Le giacche che le vediamo indossare sono delle specie di armature che attestano il suo potere. Pur non perdendo la sua femminilità deve affermarsi in un mondo maschile, che la guarda con diffidenza e la mortifica. Ma lei troverà solidarietà in un gruppo di donne che lavora a favore delle donne. Anche lei vive nel cinismo, d’altronde Leo Notte è il suo mentore. Ma il suo cuore è romantico e di una purezza un po’ maledetta che le fa fare passi avanti, ma sempre logorata dai conflitti.

Nell’approcciarmi a Veronica ho evitato di giudicarla, perché laddove ci fosse un giudizio ci sarebbe anche un fallimento nell’interpretazione. Sarebbe impossibile interpretare un personaggio che agisce con questo cinismo e autolesionismo, per quanto anche con la forza di rinascere dalle ceneri».

 

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Realtà e finzione

La materia trattata da 1994 è sempre stata supervisionata da due studi legali, ma per ora non ci sono state grosse rimostranze da parte dei personaggi reali rappresentati nella serie. L’attenzione è piuttosto alta anche all’estero, tanto che 1994 è già stata venduta in 100 paesi. Non si stupisce Nicola Maccanico (Executive vp area programming di Sky): «L’Italia di quegli anni presenta una storia che in altri paesi non si è vista, nella quale si incrociano politica, giustizia e illegalità. Piaccia o non piaccia, questa crea attenzione in giro per il mondo. Il personaggio di Berlusconi poi è un moltiplicatore di attenzione. Ma alla fine ciò che davvero conta e fa la differenza è come si racconta una storia, l’impianto produttivo e l’idea.

Sky ha una connessione strutturata con la nostra Storia. Quello che è accaduto in quegli anni è stato una cesoia netta nella storia italiana, perché è cambiato il rapporto tra i poteri. Un altro aspetto importante della serie è il suo mettere insieme realtà e finzione, il che ha portato gli spettatori inizialmente ad aspettare l’arrivo dei personaggi veri, mentre nella terza stagione realtà e finzione sono la stessa cosa, sono due mondi completamente diversi ma nello stesso territorio e non ci si chiede più cosa sia vero e cosa no, ci si gode semplicemente la storia».

Se il produttore Lorenzo Mieli è fiero di come 1994 sia riuscita a raccontare «il meccanismo di come fallisce una rivoluzione», per Stefano Accorsi «la serie vuol raccontare l’uomo nuovo, l’uomo non politico che ha l’ambizione di occuparsi di politica. La serie ha elementi che raccontano di riflesso il nostro presente e che ci possono far riflettere».

Appuntamento dunque su Sky dal 4 ottobre.

 

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