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18 DICEMBRE - Interviste / People

Matteo Piano: “Mi manca giocare. Terminata la carriera vorrei lavorare con i giovani”

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Il pallavolista dell’Allianz Powervolley Milano è al momento fermo per una lesione del crociato anteriore del ginocchio sinistro

Credit photo: FIVB, Elena Zanutto

Quando a ottobre di quest’anno gli hanno detto che si sarebbe dovuto operare nuovamente (questa volta per una lesione del crociato anteriore del ginocchio sinistro) Matteo Piano avrà pensato che non poteva essere successo ancora. Rivivere lo stesso iter, lo stesso incubo dopo l’operazione al tendine d’Achille e dopo il secondo intervento alla schiena a soli 5 mesi dai Giochi Olimpici di Rio.

Matteo, però, in Brasile ci è andato e si è messo al collo un prezioso argento e ora, spera, anche se per scaramanzia non si sbilancia, di arrivare anche ai giochi di Tokyo della prossima estate, visto che la qualificazione l’ha guadagnata e sudata sulla propria pelle. Il centrale di Milano, nato ad Asti 29 anni fa non è però, e diverse volte l’ha specificato, “solo” un pallavolista. È un uomo con le sue fragilità e i suoi momenti no affrontati con tenacia e con la voglia di essere “libero”. Oggi, quella agognata libertà l’ha raggiunta e nonostante una effettiva dose di sfortuna, come i gatti che si dice abbiano 9 vite, sta affrontando una nuova fase: libro, riabilitazione e nuove avventura come commentatore per Sky Sport in attesa di tornare a essere “presente” in campo.

Intanto come stai e come sta andando il recupero?

“Sto meglio e la riabilitazione sta procedendo secondo programma, quindi sono contento”.

La tua assenza pesa tra le fila di Milano eppure i tuoi compagni se la stanno cavando egregiamente. Quanto è difficile, per te che sei anche il capitano, vedere la partita dagli spalti?

“Ogni volta è…non più difficile, ma quasi. Mi rendo sempre conto dell’enorme difficoltà di questa situazione. Cerco di avere più entusiasmo possibile, provo a essere sempre carico così da contagiare gli altri, ma non è facile e in alcuni frangenti della partita ho gli occhi tristi. Mi manca molto stare in campo e giocare, durante la settimana cerco di nasconderlo quasi sempre ma è davvero difficile”.

Dove può arrivare Milano?

“Penso che possiamo arrivare dove siamo (al momento quinti a 22 punti, ndr) e possiamo migliorarci e smuovere la classifica per avere una consapevolezza maggiore rispetto agli anni precedenti”.

Il tuo libro si chiama “Io, il centrale e i pensieri laterali”: cosa sono davvero questi ‘pensieri laterali’? 

“I pensieri laterali sono tutti quei pensieri non prettamente di volley, ma di vita. Sono quei pensieri che ti danno delle alternative e che forse sono anche necessari che ti fanno capire che non per forza devi sentirti al centro di tutte le cose”.

Leggi anche: Matteo Piano e il suo libro: “Avevo paura di deludere le persone”

Si parla di rinascita, di paura ma anche di vulnerabilità e libertà: dopo questo percorso e dopo aver passato queste fasi oggi chi è Matteo? E cosa direbbe al sé stesso di 10 anni fa?

“Oggi sto bene, sto bene al mondo e sono contento. Credo che gli direi che la strada scelta deve essere percorsa in nome della libertà che poi è la cosa più importante che c’è, ma anche di essere sempre onesti con sé stessi, di fare quello che veramente si vuole fare e di essere un po’ più capace di ascoltarsi e di non guardarsi troppo con occhi di chi ci vede dall’esterno”.

Qual è oggi il tuo più grande punto di forza sia da uomo che da pallavolista?

“Penso la libertà e il fatto di essere una persona genuina, mentre in campo direi la presenza”.

Hai già fatto le Olimpiadi di Rio, stiamo per entrare nell’anno olimpico: cosa ti affascina di più della manifestazione a 5 cerchi?

“Adesso mi affascina di arrivarci e non come sono ora, è un sogno troppo grande, è bellissimo. Sicuramente dovessi arrivarci lo affronterò in maniera diversa e con una maggiore consapevolezza”.

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Mood Nipponico . Grazie Ragazzi. Grazie Italia. Con questo pass olimpico posso anche continuare la mia vita senza bicipiti. Auguri nonna 🥳 Per ora va bene cosi, felice e frastornato , un giorno vi racconterò 😘 Credit @elez83 ❤️❤️

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A proposito di Olimpiadi e di Nazionale, all’ultimo Europeo vi siete fermati ai quarti: cosa vi manca per essere ancora più competitivi?

“Non è proprio una mancanza, perché comunque abbiamo vinto il torneo di qualificazione olimpica per Tokyo 2020: c’è da fare un discorso più ampio. Credo che possa essere utile ed è questo l’obiettivo che possiamo prefiggerci, trovarci e cercare una maggiore amalgama a livello di squadra con un unico obiettivo che dobbiamo volere e sentire tutti allo stesso modo”.

Solo per elencare alcune cose che fai e hai fatto: la radio, la linea d’abbigliamento, giornalista per gazzetta, commentatore per Sky: tutte queste attività ti hanno aperto delle valide alternative quando smetterai ma cos’è la cosa che ti diverte di più?

“Direi sicuramente la web radio e tutto quello che c’è legato alla linea di abbigliamento o ancora il Revolution Volley Camp e quindi lavorare con i ragazzi: queste sono le cose più belle. Le altre attività sono tutte cose che sto provando ma la Radio Brodo di Becchi (con l’altro pallavolista Luca Vettori, ndr) e il camp sono le “mie cose” quelle al di là della pallavolo”.

Dove ti vedi una volta terminata la carriera da sportivo?

“In tutta onestà non so dove mi vedo, mi vedo “nomade”. Mi piacerebbe avere l’opportunità di girare, di viaggiare per il mondo, mi piacerebbe continuare a fare radio, lavorare con i ragazzi e magari unire, come ho iniziato a fare con il libro, l’ambito sportivo e quello della psicologia in una chiave didattica, sarebbe bello stare a contatto con i più giovani e lavorare nelle scuole.

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Sei anni di @revolutionvolley #camp . Porto e portiamo avanti con gioia ed orgoglio questo modo di fare camp, dove ognuno è importante, dove puntiamo l’attenzione nella qualità dei rapporti con i singoli ragazzi e anche con le loro famiglie che riusciamo a conoscore sempre un po’ di più. Grazie a tutto lo staff, ai miei amici grandi che si sono presi a cuore il revolution e lo hanno fatto loro, grazie a voi ragazzi #yellowpower che vi fidate e rendete tutto questo possibile. Il revolution è fatto da più persone, è frutto del lavoro di tutti coloro che ci sono in queste foto! Grazie perché il nostro insieme forma quello che è il #revolutionvolleycamp . Ci incroceremo ai revolution day e ci vedremo al prossimo anno con la speranza che altri miei grandi amici possano divenire parte di tutto questo. (Grazie proprio a questi amici che ci hanno donato un po’ di materiale da regalare ai revolutioners ). ✌🏼✌🏼✌🏼 Teo #volley #pallavolo #volleyball #sport #friends #amici #cascia #fiuggi #civitanova #pool #radio #summer #estate

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