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Marco Carta, il giudice: “L’arresto non è legittimo”

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Clamorosi sviluppi nel caso del furto in Rinascente

Nuova svolta nel caso Marco Carta. Il cantante due settimane fa è stato infatti arrestato per un presunto furto di sei magliette in Rinascente: l’artista è stato poi rilasciato in vista del processo a settembre.

Nelle ultime ore, però, come riporta Ansa l’arresto è stato definito illegittimo. A scriverlo il giudice di Milano Stefano Caramellino nell’ordinanza con cui  non ha convalidato l’arresto per furto. Si parla di “carenza di gravità indiziaria” e “di un arresto che “non può ritenersi legittimo“.

Per il giudice, “l’unico teste oculare“, ossia il vigilante della Rinascente, “ha descritto un comportamento anteriore” di Carta e della sua amica di 53 anni “che ha giudicato sospetto“, ma “gli elementi di sospetto” sono “inconsistenti”, anche perché “è normale che due acquirenti si guardino spesso attorno all’interno di un esercizio commerciale” e l’ipotesi che “essi stessero controllando se erano seguiti da personale dipendente è formulata in modo del tutto ipotetico e vago”.

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E poi aggiunge:

Il fatto che lo sguardo dell’addetto alla vigilanza non sia stato fisso sui due arrestati è riscontrato dal fatto che neanche lui ha affermato di avere visto l’inserimento degli abiti nella borsa, né egli ha precisato in mano a chi fosse la borsa dopo che era stata appoggiata nel ‘camerino’, né egli ha affermato di aver sentito alcun rumore compatibile con la rottura delle placche antitaccheggio.

L’uomo della sicurezza non ha nemmeno visto inserire i capi nella borsa della complice. La verità comunque verrà a galla nel processo del 20 settembre.

 

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