21 NOVEMBRE - Interviste

Un sogno chiamato medaglia e divenuto realtà per Paolo Nicolai: «Non ci potevo credere»

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Il ragazzo di Ortona, alle ultime Olimpiadi, si è messo al collo la medaglia d’argento. Paolo ripercorre i ricordi di quella notte, raccontandosi e parlando del suo rapporto con l’amico e compagno di squadra Daniele Lupo

Una pioggia battente li ha accompagnati sul podio e ha fatto da cornice alla finale delle Olimpiadi di Rio 2016 a Copacabana. In Italia era notte fonda, erano circa le 5 del mattino del 19 agosto 2016, eppure questo non ha fermato tantissimi tifosi, pronti a sostenere il duo del Beach Volley Daniele Lupo e Paolo Nicolai. La favola della “coppia” si è fermata sul più bello, con un meraviglioso e storico argento. «Non siamo perfetti» commenta a mesi di distanza Paolo Nicolai, abbruzzese, ex pallavolista che ormai vive in simbiosi con il compagno – amico. Paolino, come lo chiama Daniele, ha 28 anni , all’apparenza timido e riservato, un classico bravo ragazzo,sempre educato e rispettoso, in campo sa indossare gli abiti del vero combattente.

A volte le parole non bastano…

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Paolo, a Rio2016 hai vinto, nel beach volley, un fantastico argento, in coppia con Daniele Lupo. Puoi raccontarci le emozioni che hai vissuto?

Non ci potevo credere! Abbiamo fatto del nostro meglio e abbiamo dato tutto, fino alla fine. Ovviamente abbiamo commesso degli errori e in alcuni momenti avremmo dovuto sfruttare meglio le occasioni, non siamo perfetti. Ma il nostro obiettivo era una medaglia, e l’abbiamo portata a casa con immensa felicità!

Prima di giocare la finale contro i brasiliani Alison-Bruno Schmidt nella magnifica cornice di Copacabana, quali sono stati i tuoi pensieri?

Sapevo che loro sono la coppia più forte al mondo! Quella sera, e non solo, l’hanno dimostrato. La torcida non ha influito troppo, sono stati molto corretti. Avevamo paura e invece è stato bello giocare in una situazione del genere.

Con Daniele Lupo formi una coppia formidabile. Come vi siete conosciuti?

Ci siamo conosciuti per caso al “PalaBeach” perché io mi allenavo e lui veniva a guardare.

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Come ti sei avvicinato a questo sport?

Giocavo già a pallavolo, ma a 18 anni ho voluto provare il beach per vedere l’effetto che faceva. Mi è piaciuto e ci sono rimasto!

A chi lo consiglieresti?

Lo consiglierei a tutti i bambini durante lo sviluppo e anche dopo. Il mio sport è fantastico perché racchiude in sé una gran dose di divertimento e poi si fa nella location più bella: la spiaggia.

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Qual è la tua giornata tipo?

Mi sveglio, faccio colazione con Daniele, mi alleno, pranzo, mi alleno… Sempre con Daniele! Le uniche cose che facciamo separatamente sono dormire e fisioterapia!

Quali sono i tuoi passatempi preferiti?

Adoro la musica, il cinema e leggere, soprattutto quotidiani con notizie di economia, statistica e tecnologia. Mi piace sempre tenermi aggiornato e studiare anche per quello che farò in futuro dopo l’attività agonistica. La parola formazione, anche nel digitale, è sempre al centro della mia attenzione.

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Dopo le Olimpiadi di Rio, quali sono i prossimi obiettivi?

Tokyo 2020, sicuramente il più grande obiettivo ma prima ci saranno tante gare importanti e sto organizzando un mio tour estivo di beach volley in 4 città italiane insieme al mio sponsor Red Bull. Partiremo proprio dalla mia terra con la tappa di Pescara.

Ph. Credits: Red Bull Content Pool

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