04 OTTOBRE - Interviste

‘Switch’: il doloroso percorso di Damiano Sergio Massaro alla scoperta di sè

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“L’idea di scrivere questo romanzo nasce dall’esigenza che avevo di condividere e comunicare una dicotomia interiore che credo fortemente sia comune a tutti”

 

“Switch” firma l’esordio narrativo di Damiano Sergio Massaro. Con la collaborazione di Arianna Adamo nasce questo libro con l’esigenza di di raccontare un viaggio all’insegna della ricerca continua di quella libertà tanto sognata.

Abbiamo incontrato l’autore in esclusiva per 361 Magazine.

Switch

Come nasce l’idea di scrivere il tuo libro?

L’idea di scrivere questo romanzo nasce dall’esigenza che avevo di condividere e comunicare una dicotomia interiore che credo fortemente sia comune a tutti. Questa esigenza, unita all’incontro con la giornalista Arianna Adamo che già conoscevo dal 2009, ha trasformato questa idea in un progetto condiviso. Alla base di tutto c’è la necessità di essere liberi, togliersi le maschere “pirandelliane” che la società ci getta addosso, sbrigliarci delle reti che ci intrappolano fatte di religione, razza e politica di cui Joyce scriveva velatamente ed esplicitamente in ogni suo scritto, o ancora abbandonare quella posa tanto amata quanto falsa che era adorata da Wilde.
Insomma questo libro è inno all’autenticità, ai sentimenti quelli veri, all’amore quello puro fatto di rispetto per se stessi e per il prossimo. Un tentativo delicato quanto deciso e crudo di sdoganare cliché, credenze e stereotipi esistenziali basati su congetture a oggi ridicole e pregne di mera ignoranza.
 

È una tua biografia?

È sicuramente una storia vera basata su fatti realmente accaduti e ispirata alla mia vita. La decisione, di comune accordo con l’autrice, di trasformare e modificare, seppure parzialmente, alcuni degli eventi narrati è legata alla buona riuscita del romanzo. A volte è bene dosare ciò che si vuole trasmettere. L’esasperazione di un dolore non sempre ispira comprensione, come l’ostentazione di una gioia non genera sempre voglia di condivisione.
L’idea di parlare di argomenti legati alla mia vita ma comuni a tutti, grandi e piccoli, genitori e figli, uomini e donne, sta rendendo questo romanzo fruibile a molte tipologie di persone che a modo loro ne stanno traendo spunti di riflessione e crescita.
È stato definito, ad oggi, romanzo di formazione e  informazione, e abbiamo motivi di credere che la formazione a cui va incontro chi lo legge dipenda proprio da come viene informato di fatti e vicende che facilitano l’immedesimazione dello stesso.
 

Hai mai ricevuto discriminazioni?

Assolutamente si!  Mi è capitato sia in prima persona imbattendomi in persone e situazione che discriminavano me o gli omosessuali in genere, ma anche di assistere a situazioni in cui erano altre le persone discriminate e per motivi che non avevano nulla a che fare con la loro sessualità. È importante riflettere e questo libro cerca di insegnare a farlo, su quanto “discriminare”, che letteralmente significa differenziare e distinguere sia un’atteggiamento ignobile e non solo perché di per se poco umano ma anche e soprattutto perché si può definire una reazione stupida, dettata dalla non conoscenza, dalla scarsa curiosità e da una ben strutturata congettura che va a far incasellare le persone come fossero le formine triangolari, quadrate o tonde di un gioco per bambini di pochi mesi. Beh la vita, la libertà e il rispetto andrebbero valutati e semmai “giudicati”  con strumenti che vanno ben oltre la semplice supponenza e la superficiale apparenza.
switch-damiano massaro
 
Cosa sogni per il tuo futuro?
Per il futuro sogno tante cose, è il mio mestiere preferito sognare! Alcune di quelle che ho desiderato più ardentemente durante la stesura di questo romanzo potrei dire che si sono sorprendentemente avverate a pochi mesi di distanza dopo la pubblicazione. Ciò che vorrei si realizzasse con maggior affermazione è la consapevolezza dell’uomo. “Saggio è colui che sa di non sapere” ha sancito Socrate e allora è un po di saggezza che vorrei. Desidero che le persone si facciano delle domande prima di darsi delle risposte, e che imparino a farsene ancora di più quando a dare loro le risposte è qualcun altro. Oggi spesso si vive di verità preconfezionate e impacchettate da usi e costumi della società, dai social network e dai Più, che come sono arrivati ad esserlo non ci interessa. Beh è proprio su quelle risposte che dobbiamo farci delle domande, incuriosirci e trovare la nostra verità quella che abbiamo toccato e assaporato da vicino e che a motivarla sono emozioni e sentimenti vissuti in prima persona mai a distanza dietro un “BlackMirror”.

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