30 SETTEMBRE - Interviste

Samantha Capitoni: “Sarò nel nuovo film di Moccia, ma non vi aspettate lucchetti…”

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L’attrice sarà nel nuovo film di Federico Moccia, ci ha raccontato la sua passione innata per la recitazione, l’interruzione e quanto è importante seguire i propri sogni, restando con i piedi per terra

 

Samantha Capitoni sprigiona emozioni contagiose. Tra una chiacchiera e l’altra l’attrice ha aperto il suo cuore, facendoci affacciare sui momenti più importanti della sua vita. In quelli che la vita gliel’hanno cambiata. In quelli che avrebbe voluto cambiare. Ma non importa, perché come dimostra questa intervista, non è mai troppo tardi per salire su quel treno che porta verso nuove mete. E se un sogno viene abbandonato, ma è quello giusto, trova sempre il modo per ritornare. Ancora più forte di prima.

Qual è stata la prima volta che hai detto “voglio fare l’attrice”?

“Mia madre mi racconta sempre che quando andavo all’asilo la prima cosa che facevo quando tornavo a casa era recitare. Salivo su una sedia e costringevo tutti, da mio fratello a mia nonna ad ascoltarmi! È una passione innata, che poi è stata coltivata ma ha avuto un fermo per gli studi fatti successivamente”.

Come mai non hai interrotto?

“Perché da grande mi sono detta che forse avrei dovuto studiare, così mi sono iscritta all’università e ho studiato Giurisprudenza a Bari e mi sono laureata a 22 anni”.

Hai qualche rimpianto?

“Forse non aver iniziato prima, perché poi mi sono trasferita a Roma quando già avevo 26 anni e probabilmente se mi fossi trovata in un luogo diverso avrei cominciato anche prima a fare questo lavoro, che secondo me è il più bello del mondo”.

E se non avessi intrapreso questa strada, cosa avresti fatto?

“Avevo studiato Giurisprudenza con indirizzo penale quindi avrei sicuramente fatto il magistrato!”.

C’è qualcuno che ti ha fatto appassionare a questo mestiere?

“Ti assicuro di no, è stata una cosa innata. Ho fatto tutto da sola perché dopo la laurea mi sono detta: ‘io voglio fare realmente l’avvocato? Forse no!’. E allora ho fatto l’accademia e sono arrivati i primi provini”.

Cosa ti sentiresti di dire a chi non asseconda le proprie passioni e le fa diventare un hobby?

“Secondo me si possono vivere le passioni come hobby. Puoi avere una passione e coltivarla al punto da farla diventare un lavoro, ma non demonizzo chi la fa rimanere solo un hobby”.

 La scena più difficile che ti è capitata di girare sul set?

“Sicuramente non il rapporto con gli altri attori, perché vado d’accordo con tutti. La scena più difficile mi è capitata sul set di ‘Non avere paura’, una storia sull’amicizia di Karol Wojtyla, abbiamo girato il film in Trentino a 3500 metri di altezza. Alle 3 del pomeriggio mi è venuta la bella idea di scendere a valle, perché quel giorno non giravo ma il regista mi aveva chiesto di stare sul set con loro. Così ho preso la seggiovia da sola, mi è venuto un attacco di panico, durante il quale mi sono autofilmata, dicendo ‘Se non mi vedete più sappiate che vi ho voluto bene’ e nel frattempo ho fatto un casino, ho chiamato il produttore, mio padre e a un certo punto il telefono ha smesso di funzionare. Quindi il produttore ha chiamato tutta la produzione che era sul posto. Una volta scesa a valle, non so con che faccia, ho avuto la freddezza di dire: ‘Ma siete impazziti? Chi vi ha chiamato?!’.

Il consiglio che porti nel cuore?

“Quello di mia madre e di mia nonna, le donne più importanti della mia vita, ma anche un po’ di mio padre…è di fare sempre quello che ti va, quello che ti piace fare, mettendoci  il massimo dell’impegno, ma mantenendo sempre con i piedi per terra. Mia madre mi dice sempre ‘Sami, forse non sarà il tuo caso, ma se un giorno dovessi diventare qualcuno ricordati chi sei stata, ricordati chi sei. Sei soltanto quella bambina che è cresciuta e che ha voluto fare un lavoro, ma sei sempre quella bambina’. Il consiglio è quello di rimanere umili, la superbia non porta a nulla. Se sei umile riesci ad andare lontano e a rimanere in mezzo alle persone”.

Qual è il capo a cui non rinunceresti mai?

“I jeans! L’ultimo regalo che mi hanno fatto per il compleanno è stato un jeans che, messo con una giacca di paillettes è qualcosa di straordinario. Un capo così semplice può diventare super chic. E poi ovviamente le scarpe con i tacchi, anche se ammetto di non saper camminarci!”.

Progetti futuri?

“A novembre inizio un film con Federico Moccia. Lucchetti?! No! Sarà su un tema innovativo, parla di telefonini. È la storia di ragazzini delle scuole superiori che si trovano per la prima volta a dover fare una gita e giungono in un paese dove non c’è più campo. Quindi addio cellulari…Dopo tantissimo tempo si dovranno confrontare con un mondo diverso. Ormai l’era dei social, di Internet, WhatsApp ci costringe a stare continuamente connessi. Così loro dovranno ritrovare quella comunicazione che hanno perduto. Il messaggio è positivo”.

Il tuo rapporto con i social?

“Su Facebook mi avevano creato una pagina ufficiale, ma ho dovuto sospendere l’account quando ho cominciato a ricevere cose assurde, tipo ‘Potresti mettermi da parte le tue scarpe te le pago 7000 euro!’. Devo dire, però, che grazie a Facebook ho ritrovato vecchi compagni di scuola, amicizie passate, però come tutte le cose hanno risvolti positivi e negativi”.

E in amore?

“Non so se esiste l’amore eterno, ma sicuramente esiste l’amore. Io sono innamorata e spero al più presto di avere un bimbo, anzi speriamo che sia femmina! Ho già scelto i nomi quindi se nasce maschio non saprei come chiamarlo!”.

 

E se vi state chiedendo quale nome ha scelto Samantha per la piccola… svela molto della sua personalità: Jaqueline Grace Isabel. “Sono i nomi delle mie icone preferite racchiusi in uno solo: Jacqueline Kennedy, Grace Kelly e Isabella Rossellini, tutti legati al cinema. E aggiunge ridendo: “E poi dicono di Ilary… L’ho battuta alla grande!”.

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