07 FEBBRAIO - Interviste

Luca Barbarossa: “Il dialetto romano? È un modo di includere tutti”

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Il cantante ha portato in gara “Passame er sale” 

Luca Barbararossa ha portato a Sanremo una canzone in dialetto romano, “Passame er sale“, una scelta non casuale, voluta e che si ritrova nell’album in uscita venerdì 9 febbraio, “Roma è de tutti“.

Il brano ha anche conquistato, questa mattina, il premio Lunezia come miglior testo

La scelta dell’interprete potrebbe essere giudicata come erronea o non adatta a tutto il pubblico o essere considerato solo un mero omaggio alla capitale dell’Italia.

L’adrenalina è ancora in circolo, grandi emozioni sul palco dell’Ariston! Da oggi trovate il lyric video di "Passame er sale", realizzato da Roberto Biadi 😉 Link in bio ⬆️⬆️ #sanremo2018 #romaèdetutti #passameersale @sonymusicitaly @redblue_musicrelations @otrlivefamily

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Perché il nome “Roma è de tutti?”

Perché è vero le cose belle sono di tutti siamo un paese straordinariamente forte non tanto per quello che facciamo noi ma quello che hanno fatto quelli che ci hanno preceduto. Ci deve essere rispetto per i nostri monumenti, le strade e i centri. Roma è un patrimonio, dire “Roma è di tutti” , perdere Roma sarebbe come una sconfitta per tutti, come per Venezia o per la valle dei templi. Tanti pensano che un disco in dialetto sia per pochi, invece è per includere,  anche il nome “Passame er sale” è per includere tutti,  una espressione che racchiude la pigrizia espressiva dell’intimità.

Nel disco ci sono due collaborazioni, come mai la scelta di Fiorella Mannoia e Ornella Vanoni?

Sono due talenti e amici romani straordinari. Al mio debutto, a Sanremo nel 1981, la Vanoni cantava “Caffè nero bollente” e Fiorella ha seguito questo disco dall’inizio, un disco scritto a raffica come non facevo da anni:registravo con il telefono e mandavo tutto a lei. Per Alessmannarino un po’ la stessa cosa, gli sono grato per aver sdoganato la lingua romana.

Nel disco c’è anche una canzone che si chiama “Dieta” come mai tutti questi riferimenti all’alimentazione?

Non si può fare un disco romano senza parlare dell’alimentazione. Una parte importante della nostra cultura è la cucina locale. In “Dieta” si mischia il cibo con l’amore con una assenza importante, c’è una descrizione dei piatti dalla cacio a pepe alla picchiapò (carne ripaassata con cipolla e pomodoro) termine che viene dalla muratura, se non hai i soldi per ristrutturare casa, a Roma, chiedi il muro alla picchiapo. Nell’album così ci sono una serie di piccole curiosità.

Hai detto che sei qui a Sanremo per amore: tra tua moglie e Roma chi ami di più?

Ho una moglie metà francese e metà catalana i nostri figli hanno un po’ di sangue romano, io ho un nonno abruzzese, uno napoletano: in ognuno di noi scorrono tantissimi tipi di sangue e questa è una cosa bellissima e ho detto che, sì, sono qui a Sanremo per amore di Roma. Questa è una canzone che dimostra l’amore per qualcosa. Le donne sono sacre e facciamo fatica a imparare che lo sono, ci danno la vita e ci mettono al mondo e la cosa strana …è che ho dedicato due canzoni a due donne straordinarie “Portami a Ballare”, a mia mamma,  e canto “Passame er sale” a mia moglie che di vite me ne ha date 4, la nostra insieme e i nostri 3 figli: è una confessione di voler passare la vita con lei.

TESTO:

Passame er sale
di L. Barbarossa

Passame er sale er sale fa male
Passame er tempo er tempo non c’è
Passame armeno i momenti che ho vissuto co’ te
Passame er vino lo mischio cor sangue
Passame i sogni je metto le gambe
Passano stelle che inseguono er giorno
E nun sanno dov’è
Se semo amati feriti traditi e accarezzati
Se semo presi lasciati pentiti
E aritrovati
Pe’ ogni fijo amato e cresciuto n’avemo fatte de notti
Mo li vedi anna’ in giro ner monno coi nostri occhi
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti
Nun è robba pe’ me
Ah si me chiedi l’amore che d’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te
Guardace adesso, t’aspettavi de più?
Gniente è lo stesso ma più bella sei tu
Che manco a ‘na stella cadente avrei chiesto de più
Se semo persi inseguiti impauriti
E in lacrime riconquistati
Se semo offesi difesi colpiti
E pe’ tigna mai perdonati
N’avemo fatta de strada e de strada ancora ce n’è
Ogni fiato ogni passo che resta vojo fallo co’ te
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti
Nun è robba pe’ me
Ah si me chiedi l’amore che d’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te

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