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19 NOVEMBRE - Interviste

Cristina Chirichella: «Io, principessa terribile… ma solo in campo!»

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“Fuori dal campo sono una persona molto tranquilla e riservata”

Photo Credit: Fabio Cucchetti e Lorenzo Baroncelli

Il politico romano Appio Claudio Cieco diceva “Homo faber fortunae suae” ovvero l’uomo è artefice del proprio fato. A lungo ci si è interrogati sulla questione, è vero o c’è un destino già scritto? Difficile dare una risposta, eppure Cristina Chirichella sembra che il suo destino se lo sia scritto e che continui a goderselo appieno.

Centrale della Igor Gorgonzola Novara e Capitana della Nazionale Italiana di Pallavolo a soli 24 anni viene considerata ormai una veternana anche se a lei questo temine fa quasi ridere, come la fa sorridere l’appello “Principessa”.

Effettivamente in campo, nonostante la sua altezza, è elegante e leggiadra e lontano da muri e schiacciate è posata e molto tranquilla ma allo stesso tempo determinata. Protagonista della cavalcata azzurra fino alla finale del Mondiale 2018, Cristina è una certezza per Nazionale e per il suo Club, è una ragazza semplice, affezionata alla sua famiglia ma anche pronta a divertirsi e a godersi la sua età.

A un mese da quella finale Mondiale persa al tie break, cosa rimane delle tue lacrime a fine partita e cosa ti ha lasciato l’esperienza in Giappone?

Sicuramente rimane tanta soddisfazione perché comunque abbiamo portato a casa una medaglia d’argento e siamo salite sul podio cosa che nessuno mai avrebbe detto. Siamo state brave a dimostrare quello che noi sapevamo di essere. Per quanto riguarda le mie lacrime…eh quelle ormai le ho dimenticate…non completamente in realtà. È una sensazione che non vorrei mai più rivivere. Se mai dovessi ritrovarmi, e spero succeda, in una situazione del genere come una finale Mondiale, mi auguro di ricordarmi di quelle lacrime…spero mi possano dare qualcosa in più. In ogni caso c’è comunque più consapevolezza.

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Un infinità di emozioni ha trasmesso questo Mondiale ,sia per noi giocatrici sia per chi ci ha seguito. Un Argento indimenticabile per il percorso compiuto , tra risate e lacrime, tra gioia e delusione, tutto racchiuso in una medaglia 🥈. Grazie Donne per questa meravigliosa esperienza in cui eravamo indubbiamente le protagoniste 😘!! #japan2018 #leragazzeterribili #italyteam #neabbiamoforeveryone🔥🔥🔥

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Cristina a 24 anni è già capitana di queste terribili ragazze:… e tu di terribile cos’hai?

Io di terribile ho ben poco in realtà, perché sono una persona molto pacifica. In campo, però, sia io che le mie compagne ci “trasformiamo”, tiriamo fuori la grinta. Ecco più che terribili, grintose…però sì è azzeccato come aggettivo!

Un capitano è un leader, una figura molto sicura. Cristina fuori dal campo è così?

Fuori dal campo sono una persona molto tranquilla e riservata, ciò non toglie che mi piace ridere e scherzare, mi piace stare in compagnia… e fare anche un po’ la stupidona (ride, ndr), ma ripeto rimango una persona parecchio tranquilla.

Com’è stato il rientro in Italia e com’è stato ripartire subito con Novara?

Il rientro in Italia è stato molto bello, proprio parlando letteralmente dell’arrivo dal Giappone in aeroporto: è stato davvero bellissimo, grazie a tutte le persone che sono venute a salutarci.

Per quanto riguarda l’inizio di campionato con la Igor Novara..bello anche se faticoso, però è normale, ormai è un qualcosa che fa parte della nostra routine..o almeno della mia da un bel po’ di anni. Devo anche dire un grazie a Massimo (Barbolini, allenatore della formazione piemontese, ndr) che ci concede del riposo e riesce a gestire il gruppo e gli impegni in maniera ottimale.

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Supercoppa 2017/2018✔… È nostra !!! 😍 #igornovara #igorvolley #vittoria #emozioni #ignoranza

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Ti chiamano la Principessa del volley italiano. In cosa sei principessa e in cosa invece no?

Per quello che mi hanno sempre detto mi chiamano così per i movimenti, perché in realtà io proprio principessa non mi ci sento. Però se gli altri mi vedono così va benissimo, almeno nascondo un po’ la vera me!

Sia con la Nazionale che con l’Igor Novara sei abituata a viaggiare per il Mondo e per l’Europa. Ti manca casa tua?

Sento ogni giorno la mia famiglia, visto che loro vivono giù (a Napoli, ndr). Sono sempre molto presenti e appena possono vengono a vedere le partite e quindi, tra virgolette, mi sento sempre un po’ come se fossi davvero a casa. Anzi, ammetto che alcune volte sono io che dico “ciao mamma, ciao papà, ci sentiamo domani!”

Durante la finale Mondiale, tua mamma Sonia ha svelato di incrociare le dita durante le azioni, come rito scaramantico. Tu hai qualche rito?

Assolutamente sì. Non solo io ma quasi tutte le mie compagne di squadra: arrivati a determinati momenti hai tantissimi riti in testa da fare ma alla fine se ne attui uno è già tanto: prima delle partite c’è tantissima adrenalina, si è pieni di emozioni.

Hai detto più volte che da piccola ti sentivi a disagio a causa della tua altezza. Com’è oggi il tuo rapporto con il tuo corpo?

Oggi ho un rapporto positivo, mi piace molto prendermi cura di me stessa, ho sempre i miei prodotti. Sì è vero da piccola ho un po’ sofferto ma devo dire grazie alla pallavolo che mi ha aperto gli occhi facendomi capire che la mia altezza piuttosto che una cosa brutta è stata un vero dono, qualcosa che i miei genitori mi hanno regalato. Adesso sto bene con me stessa e sfrutto la mia altezza nel miglior modo possibile.

Hai mai pensato a cosa saresti diventata se non avessi fatto la pallavolista?

No, assolutamente no. Non ne ho la più pallida idea, sono onesta. Probabilmente sarei rimasta a casa, avrei continuato gli studi, iscrivendomi all’Università un po’ prima… forse ma non lo so, magari sarei già laureata. Davvero non ci ho mai pensato, ho preso questo treno e ho vissuto appieno tutto questo percorso. È come se fosse stata una strada già scritta perché a casa non avrei saputo cosa fare.

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