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22 GIUGNO - Interviste

Fiordaliso parla alle donne: “Abbiate il coraggio di lasciare chi non vi ama”. E a proposito dei The Kolors…

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Abbiamo chiacchierato con Fiordaliso della sua esperienza all’Isola dei famosi, del suo nuovo album e delle sue battaglie per e con le donne. 

 

Partiamo dalla sua esperienza sull’Isola. Un insegnamento che porterà nel cuore?

“Non si è mai troppo forti. Io pensavo di essere una donna forte, pensavo di andare là e spaccare il mondo, ma un insegnamento che ho appreso è non avere mai troppa fiducia di se stessi”.

Quindi si è messa molto in discussione?

“Sì e va fatto sempre. L’Isola mi ha sbarellato completamente, io pensavo di poter andare contro i tornado e invece mi sono scoperta psicologicamente una donna molto fragile, perché non ho retto non tanto la forza fisica o la fame o che ci dormiva i paguri i testa. Io non ho retto la noia e questa cosa mi è molto dispiaciuta, non la sopporto”.

Pensa che la colpa sia stata anche dei compagni di viaggio?

“No, ho provato anche ad analizzare questo, ma è stata colpa mia. Mi sono lasciata abbindolare da questo gioco, ma nel senso buono della parola. Se adesso dovessi rifarla la rifarei con un altro spirito perché sono andata incontro a questa avventura pensandola più una prova di forza fisica e invece è molto psicologica. Specialmente nella prima isola dove eravamo, dove non c’era nulla. Per me è stata una sconfitta e ne ho sofferto molto, mi piaceva e l’ho sempre voluta fare e invece è stata una ciambella che non mi è riuscita col buco”.

Una persona che ha riscoperto sull’Isola?

“Mummy è stato uno dei miei compagni col quale sono subito andata d’accordo. Mi teneva molta compagnia con i suoi racconti, era un bel parlare, quindi mi ha aiutato molto lui a parlare di cose belle. Poi amo molto la storia, era come leggere un libro che mi mancava lì sull’Isola. Magari se avessi avuto dei libri sarei rimasta di più, ma stare immobile lì a non fare niente mi ha ‘preso male'”.

Passiamo al suo ultimo album. Cosa vuol dire il titolo?

Frikandò vuol dire fritto misto nel mio dialetto emiliano. L’ho scelto perché è un album che non ha un filo musicale logico, né di scelta di brani. Sono tutte canzoni che io amo. Ci sono due inediti e poi l’80% sono delle cover mondiali per la prima volta cantante in italiano. A parte ‘Sognando’ che è una canzone degli anni ’70 di Don Backy, le altre sono canzoni conosciute nel mondo. Avevo fatto tanta ricerca e fatica per poterle cantare, per avere i permessi. Specialmente per Malo, la canzone di Bebe che parla di violenza domestica, è stata una grande battaglia”.

A proposito di ‘Malo’, perché ha scelto proprio questo tema?

“Tratta un tema molto delicato e noi abbiamo mantenuto lo stesso testo. Io l’ho voluta fare perché è molto forte questa canzone. C’è un verso in particolare che dice ‘picchiami piano perché sennò si sveglia il bambino’. É molto forte e molto triste, ma è una grande realtà. Le donne pur di salvare i bambini nascondono loro tutto, ma in realtà non sanno che rimanere con un compagno che ti picchia danneggia i tuoi figli, perché loro vedono e sentono tutto. Dopo crescono insicuri, possono usare violenza credendo che sia una cosa normale. Non si deve stare insieme per i figli, è sbagliato. Se hai un uomo che ti picchia lo devi mandare a quel paese e devi prendere in mano la tua vita. Ci vuole coraggio”.

Sono circa 60 le vittime note dall’inizio dell’anno…

“Io sono molto attenta a questo tema e da fine maggio fino al 9 giugno ne hanno già ammazzate 5. Sono arrabbiata, incazzata, schifata perché la nostra legge non ci tutela. Perché un uomo che ammette di aver ucciso per passione la sua donna prende al massimo 16-20 anni. Ad esempio Parolisi ha preso 20 anni e per buona condotta dopo 7/8 anni esce. Ti sembra giusto?

In una società che ha tutto, è cambiato il modo di amare?

“No. La violenza c’è sempre stata, solo che ora si sa prima. Io sono stata una femminista e quando si andava a protestare per avere gli stessi diritti degli uomini nessuno parlava di violenza domestica. Era un tacito benestare. Era normale che un uomo picchiasse la donna. Non è cambiato niente, eppure siamo nel 2016 e sarebbe bello che cambiasse qualcosa. Addirittura ci sono dei centri antiviolenza che stanno chiudendo perché lo Stato non li sta aiutando e sovvenzionando. Ci sono state oltre 60 vittime e vogliono chiudere anche i centri antiviolenza, andiamo indietro come i gamberi, ma non sono una politica e più di mandare segnali con la mia musica non so che fare”.

Pensa che arrivino a chi la ascolta?

“Nel mio piccolo a me basta che una donna ad un mio concerto senta la mia canzone e abbia il coraggio di lasciare il suo uomo. A me basta di averne convinta solo una e ho già vinto. Io cerco di fare questo, sono una formichina. Quando faccio i concerti e canto Malo c’è una presentazione particolare e vengono in tante a ringraziarmi e a dirmi che si sono ritrovate in queste parole. Io ho già vinto, vuol dire che non canto solamente per far vedere che so cantare. Canto anche per mandare dei messaggi”.

C’è una donna da cui trae ispirazione?

“Da me stessa. Me ne sono capitate così tante che non ho bisogno di prendere esempio da qualcun altro”.

Com’è cambiata la discografia negli ultimi tempi?

“La discografia è un disastro. Internet ha rovinato tutto. È molto bello perché ti permette senza fatica di stare vicino a tanta gente. Ad esempio puoi rispondere ai tuoi fan su Facebook, cosa che prima era impossibile, però c’è l’altro lato della medaglia e oramai la musica è morta perché si scarica gratis, le radio hanno un loro monopolio perché si sono messe d’accordo e mettono solo la musica che vogliono loro. A volte fa uscire degli emergenti, ma la musica in generale, purtroppo, è abbastanza morta”.

C’è qualcuno su cui scommetterebbe?

“A me piacevano molto i The Kolors ma dopo quello che è successo l’altro giorno (il riferimento è all’episodio di cui abbiamo parlato qui, ndr) mi è cascato un mito anche lì. Il fatto che non abbia ritirato un premio ci sta anche, perché fare una protesta è un atto di coraggio. Il problema è che non si sputa, quella è maleducazione, sfregio verso il tuo pubblico o verso il cameraman che non c’entravano nulla. Posso capire il carattere irruenti, ma se mio figlio sputava addosso a qualcuno non sarebbe più uscito di casa. Hai mai visto uno che sputa? Per me è molto grave. Neanche un pastore degli anni ’30 sputava, è la prima cosa che ti insegnano. Un altro ragazzo che mi piace molto è Marco Mengoni”.

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