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09 MARZO - Interviste

Fenomeno Ivan Zaytsev: “Gioco per vincere sperando di divertirmi”

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Il Pallavolista della Nazionale Italiana e della Sir Safety Perugia si è raccontato parlando di volley ma anche di un lontano futuro in spiaggia…

Ivan Zaytsev ha diverse cose in comune con 007. Uno dei romanzi di Ian Fleming si intitola “From Russia with love” (dalla Russia con Amore): lui, è solo originario del paese caucasico grazie al papà Vjačeslav Alekseevič Zajcev, già pallavolista e campione olimpico, ma è nato a Spoleto. Dalla Russia si porta il titolo di Zar, per la sua classe e la sua potenza fisica. Come l’agente segreto più famoso del mondo che possedeva la “licenza di uccidere” lui ha la licenza di martellare e di fare punti, di vincere. Le Olimpiadi di Rio De Janeiro 2016 non solo hanno consegnato all’Italia la medaglia d’argento ma hanno creato una “Zar Mania“. Da reietto e colpevole della squadra di Mauro Berruto a idolo e uomo simbolo della Nazionale di Gianlorenzo Blengini. Ora, Ivan, ha in testa solo Perugia, la sfida dei playoff, la lotta scudetto e la Champions League, con un futuro da pescatore con i suoi due fari nella notte, la moglie Ashling e il figlio Sasha.

Dall’allontanamento dal ritiro con la Nazionale di Berruto, a trascinatore della Nazionale di Blengini. Quanto è cambiato lo spirito e l’atteggiamento della Nazionale e quanto è cambiato Ivan?

Bella domanda.. anche se a dir la verità non è cambiato nulla né in me né negli altri compagni. Siamo sempre stati lavoratori, dediti al nostro sport che è anche la nostra passione. Siamo sempre stati uniti, complici e amici.. è cambiato solo l’allenatore che con noi non aveva rapporto, feeling, non ci capivamo, non parlavamo più la stessa lingua e non si tratta di libertà (come quella che ci siamo presi con la forza, magari sbagliando) si tratta di quel dubbio che ognuno aveva iniziato a nutrire, remando dalla propria parte senza guardare all’insieme, perché una squadra è fatta di più persone, caratteri e pensieri che non si possono annientare con un colpo di spugna. Si deve parlare, confrontarsi, siamo uomini adulti, abbiamo famiglia o comunque siamo ragazzi che da quando hanno toccato il primo pallone da volley sognano di vincere medaglie, mondiali e Olimpiadi, non ci stiamo a perdere, non ci alleniamo per “partecipare” non è difficile parlare, spiegarsi e rapportarsi con noi, fermo restando che è l’allenatore a prendere decisioni e ad avere in pugno la responsabilità del team. Non ci parlavamo più. Avevamo smesso di ascoltarci. Cosi non vai da nessuna parte, molto meglio scontrarsi, anche litigare, tirare fuori quello che ti logora dentro: far finta che non esista il problema porta solo ad isolarsi, e questo, per me, Berruto non l’ha capito.

Questa medaglia me la tengo stretta,perché è il riassunto di ciò che abbiamo fatto.. Abbiamo condiviso risate,pensieri,bestemmie,sudore,sangue,lacrime di gioia e di delusione.. abbiamo condiviso le nostre anime di persone semplici ed umili,riuscendo a diventare una famiglia.. Sono orgoglioso dei miei compagni e dello staff che ci ha accompagnato in questo percorso perché,anche se il nostro sogno dorato non è diventato realtà, siamo riusciti a trasmettere all'esterno il senso di appartenenza alla maglia.. Mai come oggi sono orgoglioso di essere italiano.. Grazie a tutti,dal più profondo dell'anima.. Vi voglio bene!! #IZ9

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Nei giorni dei giochi Olimpici si è diffusa una sorta di Ivan o meglio Zar Mania. A Perugia come sta andando da questo punto di vista?

Forse, paradossalmente, a Perugia, è molto più sotto controllo la situazione che nel resto d’Italia. Qui gioca da anni un giovane talento, Aleksandar Atanasijevic, un opposto serbo mio compagno di squadra che oltre ad essere un bravissimo ragazzo è anche, e soprattutto, un ottimo giocatore che ha conquistato il cuore degli umbri molto prima del mio arrivo. Mi tengo volentieri il secondo posto, dai, mettiamola cosi…!

Sui Social, si sono scatenate le polemiche dopo le sconfitte (nel girone di ritorno) contro Modena e Civitanova. È intervenuto in tua difesa anche il presidente Gino Sirci. I social sono anche questo, vi sovraespongono,ma come si fa a gestire anche questa pressione?

Non si gestisce, si deve evitare il più possibile di leggere, ascoltare le malelingue ed isolarsi.. ma non è cosi semplice, quasi impossibile direi. A me piacciono i social e non mi sembra giusto rinunciarvi per evitare di leggere spiacevoli critiche personali, o anche insulti. Ovvio, che non tutti i tifosi sono così, so che moltissimi mi rispettano e sanno quanto valgo, ma ritengo che bisognerebbe sempre prendere le distanze da certi “leoni da tastiera” perché il concetto che dietro uno schermo si possa scrivere ciò che si vuole è sbagliato, ci sono i nostri figli pronti a prendere esempio da ciò che leggono.

A proposito di Perugia l’inizio di stagione è stato un po’ in salita, almeno rispetto alle aspettative. L’arrivo di Bernardi cosa ha cambiato?

L’inizio e stato in salita perché la squadra non era al completo cosi come si era pensato durante il mercato, mancava Buti, Atanasijevic per via di un’operazione, e noi, reduci dalle Olimpiadi, siamo tornati in campo dopo 5 giorni di pausa. Non abbastanza per scaricare e ricaricare le pile emozionali. Bernardi però è l’ allenatore giusto per Perugia, è abituato a reggere la pressione esterna e riesce a trasmettere calma all’ambiente e nello spogliatoio, tecnicamente poi, inutile che sia io a spiegare quanto sia preparato.

Sir Safety Perugia – Photo Credit Get Sport Media

E ora testa ai Play Off…con il pensiero Final Four di Champions

No no la Champions ha da aspettà… la corsa scudetto è già iniziata e non concede passi falsi, (Perugia ha già conquistato la Semifinale con la vittoria su Piacenza, ndr) la concentrazione deve restare massima..c’è tempo per pensare alle Final4.

Una moglie che ti ha cambiato, un figlio dai capelli biondissimi. Solo loro la tua forza?

Sono la mia metà, come uno dei Re Magi segue la stella cometa, io penso a loro e sono sereno. Torno a casa, mi ricarico e sono pronto a partire di nuovo.

Consiglieresti a tuo figlio di intraprendere la carriera da pallavolista? Visto che, dai video che metti su Instagram sembra già sulla buona strada…

A detta di mio padre, Sasha è già molto più bravo e coordinato di quanto non fossi io alla sua età. Gli auguro di avere la fortuna di fare un lavoro che gli piaccia, sarò orgoglioso di lui qualsiasi cosa faccia, con sacrificio e passione può andare lontano ma non per forza nello sport, anzi! Sogno un’ Italia dove gli sport minori abbiamo più spazio, come nei paesi anglosassoni dove esiste lo sport di bandiera ma gli altri hanno comunque spazio, tifo e successo nel cuore dei tifosi.

Sei appassionato di vini. Altri interessi?

Interessi sì, ma tempo da dedicargli zero. Mi piace moltissimo leggere, andare a vedere concerti dal vivo, viaggiare…ma senza vedere aeroporti e camere di hotel. Da bambino pescavo, chissà forse potrei ripartire da lì….

Hai Partecipato al programma “Selfie – le cose cambiano” di Maria De Filippi. Cosa ti ha convinto? E quanto è stato difficile avere il via libero dalla società?

È stato difficilissimo. Un atleta in Italia deve fare solo “quello” per cui è stato preso e comprato, se ha anche altri impegni o interessi si “distrae”, ma staccare la spina fa bene, parlo per me sia chiaro. Gioco a pallavolo da quando ho ricordi, non gioco per divertirmi, io gioco per vincere sperando di divertirmi: è la sola cosa che conta per me, ma il mio giorno libero, decido io cosa fare, ognuno si rilassa come crede, tu chiedi permesso o vai a dire al tuo capo cosa fai nei weekend quando non lavori per lui? È la stessa cosa, non cambia niente, io ho avuto forse 10 giorni di vacanza quest’anno, tra impegni con la nazionale e il calendario del campionato non mi fermo dal 2010. Siamo controllati in tutto, l’adolescenza non è stata come quella dei miei amici e coetanei, siamo persone con la testa sulle spalle, quelli che si possono “perdere” nella fama li riconosci subito, non sono di certo io. Ho conosciuto Maria De Filippi e sono rimasto piacevolmente colpito dal suo carisma ma anche dalla sua sensibilità, è una donna che ammiro e la ringrazio per avermi voluto nel cast.

Hai detto che giocherai fino a 41 anni. E poi dove ti vedi?

Sulla spiaggia, a prendere, finalmente un po’ di sole (sono bianco cadavere) mentre gioco con mio figlio e con mia moglie che dovrà imparare ad avermi tra i piedi tutti i giorni… e allora riposerò…the end.

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