06 DICEMBRE - Beauty / Interviste / Make-up / People

Clio Make-Up nel suo pop-up store: “Sponsorizzo solo i prodotti in cui credo!”

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Com’è cambiata la percezione del beauty nei dieci anni che hanno reso Clio la beauty guru più famosa? A raccontarcelo è lei stessa

La bellezza nell’era digitale. Incontrato Clio Zammatteo, che per tutti è semplicemente Clio Make-Up nel suo pop up store a Milano. E la prima cosa che ci colpisce è la sua straordinaria dolcezza. Nonostante i 2,7 milioni di followers è molto timida. È rimasta la ragazza che dieci anni fa ha iniziato a fare video su YouTube dalla sua cameretta.

Non avevo una grande stima di me stessa– racconta Clio- Ho sempre vissuto il domani con il terrore di finire, anche perché nella mia vita ho deciso di fare un lavoro che non era affatto semplice, ho portato all’interno anche la mia famiglia e quindi ho sempre pensato che se fallivo io fallivano tutti e ci trovavamo sulla stessa barca… Però dopo dieci anni sento molto affetto da parte di chi mi segue. Soprattutto quando faccio eventi, come l’apertura dei pop-up store, quando vedo le persone capisco che ho fatto le scelte giuste!”.

Oggi mondo digitale e reale sono strettamente connessi. Tramite app possiamo far arrivare comodamente a casa cibo, taxi, medicine, ma anche oggetti più futili. Era impensabile qualche anno fa pensare che si potesse fare lo stesso con i cosmetici, e invece senza il punto vendita fisico è nato il brand Clio Make Up. Inizialmente disponibile solo su e-commerce. Oggi, però, Clio è un’imprenditrice a tutti gli effetti.

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Da una case history mostrata nel corso dell’evento è emerso che oggi gli utenti che popolano i social network hanno posizioni tutt’altro che acritiche. Seguono le persone per curiosità, intrattenimento, gossip, ma poi hanno loro idee e visioni precise.

Molti utenti hanno riconosciuto che tra le cosiddette influencer del mondo beauty molte non fanno altro che pubblicizzare svariati prodotti, senza averli effettivamente testati e, soprattutto senza credere veramente a quello che loro stesse dicono.

“La chiave è andar piano, non abbiamo avuto nessun finanziamento, abbiamo sempre fatto tutto con le nostre forze. Le decisioni partono da noi, non dobbiamo dar conto a nessuno e questo è il nostro punto di forza. Rispetto ad altre aziende questo ci permette di mettere in primo piano la qualità” afferma Clio.

“Faccio veramente poche collaborazioni, perchè io devo fare test, devo provare bene i prodotti. Ci sono persone che hanno ogni giorno pubblicità sul loro canale, io ne avrò massimo due al mese, questo però viene riconosciuto dalla community che poi si fida. Non sponsorizzo qualsiasi cosa, c’è dietro la ricerca e il credere nel prodotto. Se ogni giorno sponsorizzi qualcosa è come se non sponsorizzassi nulla alla fine!”.

 

Il termine influencer è sbagliato, perchè parte dal presupposto che le persone siano influenzabili, come il topolino di Pvalov che reagisce solo se stimolato. Ritengo corretto pensare che gli utenti abbiano capacità di interpretare il messaggio, nel momento in cui riconosci l’altro lo rispetti. Sta alla curiosità, alla capacità di scelta di chi segue Clio. Dal punto di vista commerciale questa sua attività di engager porta le intention to buy. Non esistono solo le piattaforme digital, viviamo una vita reale. La piattaforma più importante resta il territorio. Quindi la presenza di store fisici è importante, soprattutto in posti come l’Italia in cui il digital divide è ancora imponente, per raggiungere più persone possibili in un territorio molto articolato, molto complesso come quello italiano”, interviene Elena Midolo, CEO Clio Make Up.

Classifica beauty influencer Novembre: 

  1. Clio Make Up

  2. Chiara Ferragni 

  3. Giulia De Lellis

  4. Paola Turani 

  5. Belen Rodriguez 

 

 

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