19 OTTOBRE - Interviste

Christof Innerhofer, lo sciatore che ama la moda: “A chi non piace vestirsi bene?”

Scritto da:

Il vincitore di due medaglie Olimpiche a Sochi 2014 si è raccontato a 361Magazine: tra sci, shooting, moda e rispetto per i tifosi…

 

Se ci si fermasse all’aspetto, Christof Innerhofer potrebbe sembrare il classico “bello e impossibile” in realtà dietro quegli occhi di ghiaccio e il fisico statuario si cela un ragazzo gentile, sincero e genuino. Durante la mia chiacchierata con Christof si verifica un siparietto divertente ma emblematico della sua personalità. Alla seconda domanda sulla cancellazione del  Trofeo Topolino (o per lo meno la Disney si è chiamata fuori ma forse la manifestazione giovanile per gli sciatori si terrà comunque), lo colgo di sorpresa, a causa degli allenamenti serrati non era aggiornato, ma non finge di sapere che la Walt Disney abbia deciso di abbandonare l’organizzazione della gara, ascolta paziente e deluso e un po’ triste mi risponde. Innerhofer si è raccontato, tra sport, moda e economia…

 

La stagione sta per ricominciare. Si parte a Sölden con il gigante il 23 ottobre ma so che non prenderai parte alla gara. Come sta andando la preparazione?

“Sì, purtroppo non so se ci sarò perché in Gigante non ho più gareggiato dal 2014, anche se mi spiace tanto. Ho smesso un po’ per problemi fisici ma vorrei tornare a fare questa gara. La preparazione è andata molto bene, non mi allenavo così tanto dal 2010. Ho fatto 40 giorni di sci da aprile fino adesso e mi sono allenato con tanta continuità e devo dire che davvero era da qualche anno che non mi sentivo così bene: dal 2012 ho avuto parecchi problemi con la salute, a causa dei dolori alla schiena, però adesso mi sono allenato bene, mi sento meglio del passato. Sto molto bene, non ancora al 100% come nel 2011 quando ho vinto le tre medaglie, ma siamo vicini”.

Notizia di questi giorni è l’addio della Disney al Trofeo Topolino. Cosa ne pensi?

“Secondo me è un vero peccato, perché, premetto che è stata l’esperienza più bella che ho fatto fino a quando non sono arrivato in Coppa Del Mondo…c’era una qualifica, i primi della regione potevano andare al Topolino Nazionale, poi i primi due potevano andare al Topolino Internazionale e poi i primi tre, sempre sul Monte Bondone, potevano andare a Whistler. Per me era un’esperienza davvero unica me la ricordo ancora oggi come se fosse poco fa. Era il 1997 e quando sono tornato a Whistler 12 anni dopo mi ricordavo ancora parecchie cose, delle piste, dov’era la gara: per me era bellissimo perché era l’unica gara dove si potesse avere un paragone internazionale. Era un’esperienza stupenda”.

Riusciresti a descrivere le sensazioni di quando sei impegnato sugli sci, in particolar modo quando fai la discesa? Percepisci tutta la velocità o per te è normale?

 

innerhofer-sci

“Per me è abbastanza normale, diciamo che fino a 130 km/h non sento tutta questa velocità. È un po’ come quando prendi la patente, all’inizio vai a 70 o 80 km/h  e dici ‘ah è già un bell’andare’, ma a un certo punto vai anche a 100 e oltre, all’inizio ti sembra veloce 80, poi 100 e poi 150 è un po’ la stessa cosa, ti abitui alla velocità e non ti accorgi. Per me è sempre un divertimento, mi diverto facendo discesa, è un po’ come quando da bambino andavi sulle montagne russe è la stessa cosa hai la velocità, i salti, le inclinazioni, è bellissimo non ti manca niente”.

È stato l’anno delle Olimpiadi, sei riuscito a seguire qualche gara? Tu che hai vinto sia un argento che un bronzo olimpico a Sochi 2014, cosa ricordi dei giochi? 

“Sono stati dei bei Giochi, anche se non ho visto tantissimo. Ho tifato davanti alla televisione per le persone che conoscevo, sono sempre gare belle ed emozionanti, per qualche sport hai più passione e per qualcuno di meno. La gara che mi è piaciuta di più è stata quella di bici su corsa, perché sono appassionato, ho fatto un po’ di gare, seguo sempre il Tour De France, il Giro d’Italia. Mi è dispiaciuto per Vincenzo Nibali (caduto a 12 chilometri dell’arrivo, ndr) perché avrebbe potuto vincere l’oro. Per quanto riguarda Sochi, è stato un sogno vincere una medaglia, sono stati dei Giochi bellissimi. Perché è bella l’Olimpiade? Noi uomini, durante tutto l’anno giriamo da soli in Coppa del Mondo, mentre lì sei con gli atleti di tutte le nazioni, conosci tanta gente, conosci altre persone e li vedi allenarsi, perché si è quasi tutti in un’unica palestra. Vedi tanti tipi di allenamento, che ti possono servire. Quando sei lì, soprattutto con i Fondisti o con quelli del Biathlon ti senti fortissimo, il giorno dopo vedi gli atleti del Bob e pensi ‘è meglio se mi nascondo dietro l’angolo!’. Quando ho attraversato la linea del traguardo e ho capito di aver vinto quella è stata una gioia e una felicità incredibile. Hai tanta tensione addosso sai che è arrivato il giorno x, che è ogni quattro annisai che vinceranno solo tre e che devi rischiare. Il nostro è uno sport  dove in un attimo puoi commettere un piccolo errore e hai perso la gara”.

innerhofer-sochi

Ti sei portato a lungo la fama di Don Giovanni, eppure tu sei uno sportivo e dovrebbero contare solo i risultati…Ti infastidisce l’eccessiva presenza mediatica?

“La presenza mediatica mi interessa e mi ha interessato tantissimo. Se sei uno sportivo hai due scelte: o dire sono uno sportivo e il resto non mi rigaurda oppure sono uno sportivo e mi interessano gli sponsor, le public relations, il marketing…e a me tutto questo è sempre piaciuto. Fin da subito ho cominciato ad andare a eventi e a partecipare a manifestazioni di tutti i settori, era uno stimolo a essere il migliore o essere meglio di tanti altri; cerchi di capire cosa potresti fare, che tipo di marketing, come usare i social network, provi ad avere strategie così come in allenamento. È bello perché è un’esperienza veramente unica poter essere alle sfilate, poter fare shooting per giornali importanti, ti aiuta a staccare a conoscere nuova gente, ha tanti vantaggi”.

@chiaraferragni and me, anche se ci vediamo solo una volta al anno é sempre un piacere incontrarti? . . #intimissimionice #intimissimi #verona #arena #bocelli #carolinakostner #chiaraferragni #christofinnerhofer #falconeri

A photo posted by Christof Innerhofer (@innerhoferchristof) on

Sei stato testimonial ‘Intimissimi’ ora sei brand ambassador di ‘Falconeri’. La moda è una valida alternativa finita la carriera o è solo una passione?

“A chi non piace vestirsi bene? Sono sempre stato fortunato a lavorare con queste aziende. La moda mi piace.. è un altro settore, mi piace curare i dettagli mi piace fare gli shooting o prestarmi come modello, mi diverto! È bello avere belle foto, mi piace mettermi in posa!”.

Ti piace la moda, la velocità sugli sci…e poi? 

“Mi piace l’economia e andare a funghi. Sono molto appassionato al settore economico, seguo sempre la Borsa e gli aggiornamenti, così so sempre cosa succede in tutto il mondo. Abbastanza presto sono stato affascinato da quest’ambito, già a 14 anni ho comprato le mie prime azioni: come cultura generale è bellissimo, impari tanto, sai cosa sono i trend…e cosa succede”.

Molti, sportivi e non, utilizzano i social per raccontarsi. E tu che uso nei fai?

“La cosa bella dei social network è che hai il contatto diretto con i tifosi, mi sento fortunato a vivere nel periodo dove esistono. Puoi condividere tanto, per noi è un vantaggio perché rispetto al passato noi sportivi siamo così più conosciuti. Le persone ti vedono più volte così e risolviamo la problematica di noi sciatori che abbiamo sempre il casco in testa. Condivido momenti o i posti più belli dove sono e i tifosi hanno la possibilità di vedere tutto, dove ti trovi, le manches dei tuoi allenamenti perché io carico anche video oppure possono conoscere e vedere degli aspetti della vita privata”.

Each day is a new life. Seize it, Live it ??? . #tramonto #intimissimi #sonnenuntergang #chile #christofinnerhofer #sunset #buonaserataatutti?

A photo posted by Christof Innerhofer (@innerhoferchristof) on

Da interista, cosa pensi della vicenda Icardi?

“Bisogna sempre stare attenti un po’ a tutto…è un attimo che le cose sono un po’ borderline. È necessario pensare un po’ ai tifosi, personalmente ho sempre cercato di curare i rapporti con i miei fan. Ho il fan club più grande della Coppa del Mondo con più di mille sostenitori, certo…in confronto al calcio fa ridere, ma per me è un onore se un tifoso indossa una mia felpa o t – shirt o berretto. Provo ad avere un po’ di tempo anche per loro, senza i miei tifosi non sarei nessuno o per lo meno sarei molto di meno. Bisogna rispettarli, certo se tu non vai bene loro si arrabbiano ma solo perché sono dispiaciuti, desiderano che tu vinca per te stesso o per la tua squadra e quindi vengono a vederti, a guardarti allo Stadio e mi sembra giusto che tu dedichi del tempo a questo rapporto. In tutte le gare mi porto dietro delle cartoline già autografate che distribuisco, spesso è un lavoro firmarle tutte, all’anno circa 15.000 cartoline vanno via. Penso un po’ a quando ero più piccolo, quando avevo 7 o 10 anni e mi ricordo che incrociavo o vedevo sulle piste altri campioni di sci e per me sarebbe stato un sogno avere un autografo. Ci metti poco a firmare, quindi se distribuisco le cartoline già preparate a casa in un secondo posso far felice un bambino. A qualcuno questo interessa di più o di meno, io cerco sempre di dedicare tutto il tempo possibile”.

Articoli correlati: