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20 FEBBRAIO - Interviste

Chiara Gamberale racconta “Qualcosa”: “I miei libri nascono da urgenze emotive”

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È nelle librerie l’ultimo libro della scrittrice romana: una favola moderna con le illustrazioni di Tuono Pettinato. Una produzione letteraria che parla di “buchi del cuore” e di vuoti interiori…

C’è “Qualcosa” che arde dentro Chiara Gamberale, le brillano gli occhi quando parla della sua nuova creatura, lo sguardo ride, sornione, consapevole che quest’ultima fatica sta piacendo e sta conquistando tutti, lei in primis.

Qualcosa“, è l’ultimo libro della scrittrice romana, nelle librerie, edito da Longanesi, da febbraio. Parlando con Chiara, si capisce subito che questo è un libro che le piace tanto. È una favola moderna, una forma di narrazione inconsueta, ma non scelta a caso.

Perchè questa scelta?  Passando da “Pinocchio”, “Alice Nel Paese delle Meraviglie” fino al “Piccolo Principe” e al “Visconte Dimezzato” di Italo Calvino, l’obbiettivo era quello di ottenere una semplicità formale che riuscisse in maniera cristallina e senza troppi filtri a parlare di sentimenti, d’amore, di dolore e di vuoti. Una favola moderna con le illustrazioni di Tuono Pettinato: «perché cercavo qualcuno che non assecondasse la scrittura ma mi stimolasse e lui è bravissimo, è nato un vero e proprio dialogo».

Il libro e la sua protagonista, la principessa Qualcosa di Troppo, sono forse una sintesi perfetta della produzione letteraria della Gamberale. Tutti i protagonisti dei libri scritti in passato, sono un po’ contenuti, come una sorta di matrioska russa gigante da Qualcosa di Troppo: «tutti i miei personaggi hanno problemi con l’equilibrio, sono voraci rispetto alla vita». Cavalier Niente che è l’antitesi perfetta alla principessina iperattiva, richiama molto Lorenzo (nome ricorrente nei suoi romanzi) o Riccardo di “Quattro Etti D’Amore Grazie

Domenica mattina con Chiara Gamberale che parla del nuovo #libro "Qualcosa" #chiaragamberale #booklibri #longanesi #brunch #qualcosa

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La Principessa Qualcosa di Troppo è l’emblema dell’esagerazione, vuole sempre qualcosa di più. Eppure quando muore la madre la sua vita ha un cambiamento inevitabile, si aprirà un «buco al posto del cuore». Smarrita, incontrerà il Cavalier Niente che ha vissuto la sua vita fondandola sul “non fare” e sulla noia. I due riusciranno a trovare il giusto equilibrio?

Quell’equilibrio e quel bisogno interiore che ha spinto e spinge l’autrice a scrivere e a raccontare:

Ogni mia urgenza emotiva, si trasforma in una sfida formale. Ad esempio in “Quattro Etti D’Amore, Grazie” (romanzo che vede protagoniste due donne diverse che si spiano la spesa), volevo parlare dell’insoddisfazione dell’essere umano  e finché non ho visto gli scaffali del supermercato non avevo idea di come lavorare al romanzo. Ho proprio bisogno di vedere la forma delle cose per dare voce all’urgenza emotiva che ho.

“Qualcosa” va letto tutto d’un fiato, per percepire la sua essenza e per farsi trasportare in “qualcosa di più“. La Gamberale, con la solita bravura narrativa parla, di dolore e d’amore, di “buchi nel cuore” e di vuoti, che diventano passaggi segreti, di come fare a non farci risucchiare da queste mancanze.

E Ora? Chiara Gamberale non ci vuole pensare, per una volta, come dice lei stessa, ha bisogno di fermarsi e godersi il suo qualcosa perché: «non posso subito rimettermi al lavoro, perché non avrei imparato nessuna cosa dal Cavalier Niente»

 

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