Alessia Trost
05 APRILE - Interviste

Alessia Trost: “Ho pensato di mollare, ma adesso guardo a Rio”

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Ha 23 anni è una studentessa e una saltatrice in alto. Eppure è una semplice ragazza con le fragilità di tutti e con determinazione si prepara alle Olimpiadi di Rio 2016

Ha pensato di mollare, eppure è stato solo un pensiero fugace: ora Alessia è arrabbiata e determinata e qualcosa dentro di lei è scattato, dopo il settimo posto ai Mondiali Indoor di Atletica a Portland (USA). Quando patisci una grossa delusione, le soluzioni sono due: arrendersi o tirar fuori il meglio di te e Alessia ha scelto questa seconda strada. Alessia Trost sarà una delle nostre speranze alle Olimpiadi di Rio 2016. Lei, la nostra principessa del salto in alto avrà l’occasione di diventare regina in Brasile e di suggellare la sua breve ma già ricca carriera (due volte campionessa europea under 23 – nel 2013 e 2015 – e argento ai Campionati Europei Indoor di Praga 2015). È il momento di fare il salto di qualità superando quell’asticella, mentalmente e fisicamente.

Alessia Trost

Dopo la gara di Portland, hai esternato la tua delusione mediante i social network: “Ho perso un’occasione enorme. Non ho scuse per me stessa e faccio fatica a pensare di ripartire. Ma riparto, lo giuro.” Stai ripartendo? Quanto è difficile reagire? 

È molto difficile ripartire quando sai di aver fatto tutto a modo, di non aver lasciato da parte nulla e di aver investito molto nell’atletica e nel tuo lavoro. Quando sono uscita dalla pedana a Portland, per un momento, ho sinceramente pensato di mollare, di non farcela, ma già qualche ora dopo questa sensazione si era trasformata in rabbia e determinazione. Non avevo mai sentito questo desiderio così intenso: adesso guardo a Rio e sono del tutto concentrata.

Oltre gli allenamenti e le gare che affronterai prima di Rio, stai curando anche l’aspetto mentale?
Sì, in una disciplina come il salto in alto è molto importante rimanere concentrati durante tutta la gara ed è questo l’aspetto sul quale stiamo lavorando con Mindroom (azienda specializzata nella cura della psicofisiologia): il mantenimento dell’attenzione e il controllo dei segnali fisiologici del corpo.

Fin dai 15 anni hai ottenuto risultati significativi. Com’è stato crescere con la consapevolezza di avere queste potenzialità e soprattutto vedendo i tuoi coetanei svolgere una vita un po’ diversa?
Non è stato semplice, per un lungo periodo ho sentito la responsabilità verso me stessa e verso gli altri di dover saltare, mi sono sentita una predestinata. C’era “la Ale” che aveva già ottenuto dei risultati e “la Ale” che voleva e vuole fare dei risultati più importanti: credo finalmente di essere riuscita a creare le condizioni per salire più in alto a testa leggera.

Tu, Gianmarco Tamberi, Gregorio Paltrinieri, solo per fare alcuni nomi, siete la speranza, il presente e il futuro dell’Italia. La vostra giovane età e la spensieratezza possono essere un’arma in più?
La giovane età penso possa essere un vantaggio, avere dei buoni risultati presto penso significhi accelerare i tempi di quel processo che ci porterà ad essere atleti del tutto maturi. La spensieratezza, credo, riguardi ognuno di noi individualmente, ma so per certo che siamo tutti molto determinati, viviamo al cento per cento il percorso e ci alleniamo per arrivare alla gare che conta e tirare fuori il centoventi per cento. We push!

Cosa ami del tuo sport? C’è un atleta che in qualche modo ti ha ispirato?
Dal punto di vista tecnico mi piace molto la russa Anna Chicherova (campionessa olimpica di salto in alto a Londra 2012), credo sia molto elegante. Del salto in alto amo la sensazione che si ha correndo in curva, mi piace pensare che il volo sia solamente il risultato delle spinte completate a terra.

Hai qualche rituale che segui prima delle gare?
Nessuno, cerco di slegarmi dalla scaramanzia. ?

Ti piacciono le sfide, non solo sportiva, ma anche studentessa: frequenti la facoltà di Mediazione Culturale a Udine. Come procede la carriera accademica?
Faccio sempre più fatica a conciliare le due cose, soprattutto perché fare l’atleta oggi non significa solamente allenarsi e gareggiare, ma credo sia una parte importante della mia persona, non riesco ad immaginarmi senza un libro da leggere e qualcosa di nuovo da imparare. Un esame alla volta, ma vado avanti.

Parliamo di Alessia, la ragazza non la sportiva. Nel poco tempo libero a disposizione cosa fai?
Esco con gli amici e il mio ragazzo, leggo, vado al cinema, easy.

So che il tuo piatto preferito è la Pizza. Che dieta devi seguire per mantenerti in forma?
Durante la stagione agonistica seguo la dieta mediterranea, la nostra. La pizza del sabato sera non me la leva nessuno!

Giuliana Lorenzo
Ph. Credits: Red Bull Content Pool

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