17 SETTEMBRE - Gossip / People

Ilaria D’Amico: «Non amo raccontarmi e io e Buffon non stiamo sempre avvinghiati»

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A Corriere della Sera la conduttrice si è raccontata

Ilaria D’Amico da anni è uno dei volti di Sky Sport e da questa sera, martedì 17 settembre, torna con “Champions League Show“. La giornalista si è così raccontata a Corriere della Sera, parlando non solo della sua passione per il calcio ma anche di quella per la politica.

La D’Amico, come lei stessa ricorda, non parla (giornalisticamente) di politica dal 2015 anche se continua a seguirla e a essere uno dei suo grandi interessi. Oggi nella sua vita personale e in quella lavorativa c’è molto spazio occupato dal calcio.

Il calcio è nella mia pelle. Lo racconto a Sky dal 2003 e la scorsa è stata una stagione d’oro. Il problema è che mi diverte ancora moltissimo e il mio editore mi consente di plasmare un prodotto in cui c’è attenzione per ogni dettaglio.

Accanto a lei da alcuni anni c’è l’attuale portiere della Juventus, Gianluigi Buffon con cui spesso è stata paparazzata in vacanza e non solo.

Senza contare che stando alle foto che pubblicano di noi, io e Gigi passiamo la vita avvinghiati. Ci vogliamo molto bene ma non è esattamente così. Che dire, non è che l’abbia presa bene, no. Anche perché non sono mai stata una persona che ama molto raccontarsi: facciamo la nostra vita, usciamo, ma evitiamo i posti mondani e proviamo a vivere una vita piuttosto riservata. A questa indagine costante della mia vita, in cui ci si chiede ogni giorno se sono incinta o no, non mi ci sono ancora abituata. Capisco il gioco delle parti, ma non mi piace.

La D’Amico dice di essere molto riservata e per questo non ha praticamente social:

Per me sarebbe una fatica folle raccontare il mio privato. Poi, dover pubblicare quelle foto finto-naturali o dei momenti di gioia esibita… non fa per me. È quasi sempre una traslazione della realtà non si sa quanto veritiera.

E sul discorso delle donne ritenute alcune volte inadeguate a parlare di calcio spiega che nessuno a Sky, fortunatamente la pensa così e che non dipende dal sesso ma dalle competenze.

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