Alfonso-Signorini
15 GIUGNO - Gossip

Con chi ce l’ha Signorini? “Gli avvoltoi che circondano Berlusconi ci insegnano qualcosa…”

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Alfonso Signorini, il Direttore più legato alla famiglia Berlusconi, parla degli avvoltoi che lo circondano. È già aperta la caccia al totonomi. Oggi Senato e Parlamento in subbuglio. E il direttore ha spento il cellulare.

Una cosa è certa: chi avrà la cosiddetta “coda di paglia” uscirà allo scoperto da solo!

 

Qui l’editoriale pubblicato sul nuovo numero di Chi in edicola da oggi, 15 giugno:

Care lettrici, cari lettori,

che pena mi fanno quelli che sui giornali, o tra loro, parlano o bisbigliano della futura leadership di Forza Italia. Se ne sono stati zitti per tutto il tempo che Silvio Berlusconi ha presenziato a manifestazioni pubbliche; se ne sono stati zitti quando, grazie al suo sostegno, sono stati promossi sul campo; se ne sono stati zitti riguardo al loro futuro, cercando di non pestare troppo i piedi. E ora che il capo deve affrontare seri problemi di salute, addirittura alla vigilia di un delicato intervento chirurgico, non vedono l’ora di occupare quel posto al sole che per tanti anni non hanno potuto (o saputo) occupare. È una storia triste, squallida. Ma è una storia che ci dà anche qualche lezione. Intanto ci insegna a non riporre troppa fiducia nella riconoscenza.

Bisogna dare per il piacere di dare, senza sperare che qualcuno ti dica grazie prima o poi. Il mondo è pieno di persone che hanno la memoria corta e che una volta arrivate a occupare il posto desiderato da una vita si convincono di averlo ottenuto di diritto, per meriti inconfutabili. Meriti che vedono soltanto loro.

Questa storia ci insegna anche che nella vita gli amici, quelli veri, si possono davvero contare sulle dita di una mano. Ma come? Berlusconi è ricoverato, sta per affrontare una prova difficile, non ha annunciato il suo ritiro dalla politica e neppure è morto, e già questa gente nei salotti, a cena, in Parlamento o in segreti tu per tu con i giornalisti delinea scenari futuri del partito che li vedranno, guarda caso, protagonisti? Più che una mancanza di stile è una mancanza di umanità. Mi sembra di assistere alle scene dei tradizionali film all’italiana, o per fare citazioni più colte, a quel Gianni Schicchi citato da Dante e immortalato da Giacomo Puccini, in cui davanti al moribondo i parenti già si spartiscono l’eredità o falsificano il testamento. E allora capisco Berlusconi che di fronte a tante umane miserie prima di andare sotto i ferri del chirurgo si è affidato a Dio, non prima di aver ringraziato tutta la gente comune, anche di orientamento politico diverso dal suo, che ha manifestato vicinanza e affetto nei suoi confronti. Almeno loro non hanno poltrone da conquistare. Almeno loro hanno capito che leader si nasce e non si diventa quando il capo incomincia a perdere i colpi. Alla prossima!

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