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Iconize: ”Vi racconto la mia dipendenza dai social”

30 Novembre 20 / Scritto da:

“Ho capito che la ricerca spasmodica di conferme mi stava logorando”

L’allontanamento dal web e il ritorno sui social dopo un difficile percorso introspettivo. Marco Ferrero, in arte Iconize, partecipa a una nuova challenge ma, stavolta, la sfida è con se stesso.Marco Ferrero, conosciuto dai media come Iconize, è un giovane Video Maker e Art Director, diventato popolare sul web grazie ai suoi video accattivanti e alle diverse collaborazioni con brand e star della televisione, nazionali e internazionali.Una vita apparentemente perfetta, quella di Iconize, fatta di feste e viaggi oltreoceano, di divertimento e precoce notorietà, di good vibes e messaggi positivi.Un mondo patinato, ovattato e virtuale, da cui per molto tempo, l’influencer riesce a tener fuori tutti i drammi della sua vita: il rapporto conflittuale con il papà, i sacrifici di una mamma dolce e premurosa, l’incapacità di gridare al mondo la sua vera identità e, non ultimo, l’estenuante dipendenza dai social, croce e delizia di Marco e causa scatenante di una serie di vicissitudini che lo hanno visto protagonista di un’inevitabile bomba mediatica.

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Una bomba che, paradossalmente, riesce a dare una svolta alla sua vita.La scintilla si accende all’interno della casa più spiata d’Italia, quando la show girl brasiliana Dayane Mello, confida a Tommaso Zorzi (ex fidanzato di Iconize) che l’influencer avrebbe finto un ‘aggressione omofoba per acquisire maggior popolarità sul web.Il caso diventa mediatico e, iconize, dopo settimane di critiche e messaggi minatori, scoppia e confessa: “è vero, ho finto un’aggressione omofoba! Ho sbagliato e chiedo scusa, ma c’è molto di più dietro tutto questo”.Poi, decide di prendersi una pausa dal lavoro e dai social, lascia Milano e inizia un difficile percorso introspettivo a Biella, città in cui è nato e cresciuto.Mi vergognavo tanto di ciò che avevo fatto – racconta Iconize – ero impaurito e pentito. Quando ho scoperto ciò che era stato detto all’interno della casa del GFVip, sono andato nel panico e ho aspettato che i tempi fossero maturi per poter chiedere scusa pubblicamente. Volevo essere pronto, fare chiarezza con me stesso e chiedere scusa a mente lucida, senza filtri o sovrastrutture”.

Pensi di esserci riuscito ad essere compreso dal pubblico e dalle persone che si sono sentite prese in giro da te?

Penso di no! Non ero abbastanza pronto per mettermi a nudo, avevo passato un anno infernale a causa di un ex fidanzato dal quale subivo vere e proprie violenze psicologiche. Era un vampiro energetico ed io facevo di tutto per compiacerlo, ero innamorato, pieno di insicurezze e i vuoti che mi lasciava il rapporto con lui ho cercato di colmarli attraverso i social: sono passato da una dipendenza all’altra, con conseguenze inevitabili!”.

Dipendenza affettiva e dipendenza dai social, una problematica comune a tanti giovani millennials: come hai capito che ti trovavi davanti ad una vera e propria patologia?

Non solo gli influencer sono dipendenti dai social, è un problema comune a tanti ragazzi, soprattutto tra i giovanissimi! Il desiderio di integrarsi, di essere visti come un punto di riferimento dai propri coetanei, di avere consensi continui, porta a compiere atti estremi e, nel peggiore dei casi, anche mortali. Sono centinaia i casi di cronaca nera a cui abbiamo assistito negli ultimi anni e tutti con un comune denominatore: like, follow, views. In una parola, popolarità!.È questa la dipendenza di cui parlo – continua Iconize – ci si spinge al limite per avere uno spettro più ampio di visibilità. Nel mio caso, è stato un susseguirsi di dinamiche, tra cui l’essere “smascherato” pubblicamente, a sbattermi in faccia la verità e a darmi una scossa! Dopo la delusione, la tristezza e il pentimento, mi si è acceso qualcosa dentro. Ho capito che la ricerca spasmodica di conferme mi stava logorando e che avevo bisogno di aiuto, di ritrovare me stesso. Era il momento perfetto per dare una svolta alla mia vita e mettere in discussione tutto, dalle mie amicizie alle mie relazioni sentimentali. Ho smesso di assumere psicofarmaci e di bere, ho lasciato Milano e il mio lavoro e sono tornato a Biella, dalla mia famiglia e dagli affetti di sempre”.Oggi, Iconize, torna sul web con una nuova identità e con una maggiore consapevolezza: utilizzare i social come uno strumento per veicolare i suoi lavori e condividere messaggi positivi e vere “good vibes”.È questo il messaggio che vogliamo veicolare insieme ad Iconize, soprattutto per più giovani e per tutti quei ragazzi che, pur di integrarsi, sarebbero disposti a tutto.Il video di Marco qui: video.mov