09 GENNAIO - Interviste / People

Gigi Buffon: «Ero depresso pensavo importasse solo il campione non l’uomo»

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Il 28 gennaio è il compleanno del portiere

Il 28 gennaio Gianluigi Buffon compirà 41 anni. Un traguardo importante per uno dei campioni e dei portieri più forti di sempre. Icona prima e capitano della Juventus poi la nuova esperienza a Parigi, perché anche a 40 anni ci si può mettere in gioco.

L’ex numero uno bianconero si è raccontato a Vanity Fair, svelando anche alcuni retroscena sul suo passato. Non sempre essere campioni e uomini è facile non sempre essere impeccabili e controllare le proprie emozioni è scontato e così “Gigi” ha ammesso di aver sofferto di depressione e di aver avuto dei momenti di difficoltà:

Per qualche mese, ogni cosa perse di senso. Mi pareva che agli altri non interessassi io, ma solo il campione che incarnavo. Che tutti chiedessero di Buffon e nessuno di Gigi. Fu un momento complicatissimo. Avevo 25 anni, cavalcavo l’onda del successo e della notorietà. Un giorno, a pochi minuti da una partita di campionato mi avvicinai a Ivano Bordon, l’allenatore dei portieri, e gli dissi: “Ivano, fai scaldare Chimenti, di giocare io non me la sento”. Avevo avuto un attacco di panico. Non ero in grado di sostenere la gara  – e svela di aver condiviso con i compagni l’episodio – Se non avessi condiviso quell’esperienza, quella nebbia e quella confusione con altre persone, forse non ne sarei uscito. Ebbi la lucidità di capire che quel momento rappresentava uno spartiacque tra l’arrendersi e fare i conti con le debolezze che abbiamo tutti. Non ho mai avuto paura di mostrarle né di piangere, una cosa che mi capita e di cui non mi vergogno affatto.

Nella carriera di Buffon, nonostante un Mondiale vinto (Berlino 2006) c’è il rimpianto per non aver giocato quello in Russia 2018 e così ha parlato dell’ex C.T della Nazionale, Giampiero Ventura:

Che noi calciatori lo abbiamo osteggiato è una balla colossale. Ventura ha avuto la nostra massima disponibilità e lo abbiamo difeso in ogni occasione. A un certo punto, è vero, si è sentito solo. Ma forse un sostegno diverso avrebbe dovuto averlo da chi di dovere. Evidentemente molte cose non hanno funzionato come avrebbero dovuto. Come insegnante di calcio, a me Ventura è piaciuto tantissimo.

 

 

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