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18 NOVEMBRE - News / People

Gerry Scotti: “Ho visto 24 persone intubate, pregavo per loro”

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Il conduttore è reduce della degenza in ospedale 

Gerry Scotti è da poco uscito dall’ospedale: il conduttore Mediaset è stato ricoverato a causa della positività al Covid – 19 e di diversi valori sballati.

Ora si dice, come ha spiegato a “Deeejay Chiama Italia”, pronto a tornare in tv appena si negativizzerà per poi però godersi le vacanze natalizia con la nipotina.

Il conduttore ha raccontato cosa è successo in ospedale: “Quando ti accorgi che il sistema casalingo non basta, devi andare da quelli che hanno la pratica. La pratica se la sono fatta sul campo questi ragazzi in questi mesi. Ti devi fidare, non ti devi spaventare. Sono rimasto in ospedale 13 giorni ma gli ultimi 3 li hanno chiamati di svezzamento perché uno deve tornare a camminare, muoversi e respirare la vita normale”.

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In un’altra intervista a “Corriere della Sera” ha parlato della situazione degli ospedali e della sua esperienza, vicino all’essere ricoverato in terapia intensiva.

I medici mi dicevano di non spaventarmi: non la mettiamo in terapia intensiva ma in una stanza a fianco perché abbiamo bisogno di attaccare al suo corpo una serie di strumenti per monitorarla, per sapere se la sua macchina, il suo corpo, ha bisogno di cure particolari. Ero in una stanzina, di là c’era la sliding door della vita di tantissime persone. Con due altri pazienti ci strizzavamo l’occhio, dai che ce la fai. Ho appurato — stando lì, due notti e un giorno — che quella era l’ultima porta. Se decidevano di aprire quel varco… Io li vedevo tutti, vedevo 24 persone immobili, intubate, come nei film di fantascienza. Pregavo per loro invece che pregare per me. Quando ho raggiunto lo stadio massimo di necessità di assistenza mi hanno fatto indossare il casco salvifico, è l’ultimo step indolore della terapia prima che ti intubino. Per un paio di giorni a orari alterni ho dovuto indossarlo anche io, è stato un toccasana. L’avevo visto in tv, letto suoi giornali, mi sembrava fantascienza. Ricordo lo slogan: il casco ti salva la vita. Adesso ho capito bene di che casco si tratta… Poi una mattina hanno girato indietro il letto e mi hanno riportato nella mia stanza.

Scotti ha poi ringraziato tutti per l’affetto ricevuto e ha raccontato di aver avuto anche uno scambio di messaggi con Carlo Conti che proprio negli stessi giorni era stato ricoverato in ospedale a Firenze sempre a causa del virus.

 

 

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