22 FEBBRAIO - Interviste / People

Francisco Porcella: “Io surfista viaggiatore con la passione per la moda”

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Lo sportivo ha partecipato anche a due trasmissioni tv

17 anni vissuti alle Hawaii si sentono anche quando parla con un accento che oscilla tra il sardo e l’americano. Il surfista italiano (nato a New York da mamma americana e papà sardo) Francisco Porcella ha sempre le valige al seguito con tanto di tavola. Il mare è il suo elemento e rappresenta appieno la sua vita vissuta al massimo all’inseguimento dell’onda perfetta (nel 2017 ha vinto ai “Biggest Wave Award” dopo aver cavalcato l’onda più grande di tutte, a Nazarè, in Portogallo).

Il grande pubblico lo ha conosciuto grazie a programmi come “Pechino Express” e “Ballando con le Stelle“, perché Francisco ama mettersi alla prova e cambiare con la Sardegna e una tavola da surf sempre nel cuore.

Come spiegheresti e descriveresti il tuo sport a chi non lo conosce?

È un modo di riconnetterti alla natura, agli elementi: è uno stile di vita, perché se ti ci abitui e lo fai spesso, vuoi sempre surfare e entrare in acqua ed è quasi un modo di sentirsi libero, è staccare da tutti i problemi quotidiani. Quando esci dall’acqua, sei sempre più felice, con il sorriso…e questo è un modo per rilassarsi e tornare alla quotidianità più tranquillo: questo è il surf.

Cos’è per te il mare?

Il mare (sorride, ndr) è gran parte della mia vita, mi ha dato moltissimo ed è sicuramente un punto di riferimento ed è l’ambito su cui voglio focalizzarmi, come atleta, come rappresentante e ambasciatore della natura. Penso che sia molto importante, non solo per me, ma per tutti noi e tengo molto a far parte della salvaguardia del mare e dei posti che ci circondano: dobbiamo tenere bene l’ambiente.

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Good to get a few fun ones back home on Maui 💚🌴 Ieri un paio di ondine divertenti a #Honoluabay #Maui #Hawaii #COUNTRYBUILDERSHI • • 💧📸 @1more808 ⛰📷 @erikaederphotography

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Il surf per molti è uno stile di vita, per te cos’è? Dov’è che inizia l’agonismo?

Sì è uno stile vita è il modo in cui vivi il mare e le onde anche quando magari fai altro nella vita e cerchi sempre una occasione per entrare in mare a surfare. Come agonismo…si arriva dal divertimento a quando inizi ad allenarti per le gare e da quelle iniziano le competizioni locali e poi quelle internazionali e la Coppa del Mondo. Quando inizi a gareggiare e girare il mondo lì passi il confine e il tutto si trasforma in agonismo piuttosto che divertimento. Viaggiare è bello, ma è anche un po’ tosto a volte, specialmente quando devi anche portare un po’ di tavole con te..girando per gli aeroporti e per il mondo.

Siete sempre alla ricerca dell’onda perfetta…quando ti sei avvicinato a questo momento?

L’onda perfetta.. è una onda grande ma anche una piccola, dipende da cosa tu stia cercando. Per noi atleti, impegnati nelle gare e che facciamo anche la Coppa del Mondo e che andiamo alla ricerca delle onde perfette…sono grandi, ma allo stesso tempo ‘tubolari’, creano una sorta di tubo e ti permettono di entrare in quella che noi chiamiamo “Green Room”(solitamente è lo spazio di un teatro o luogo simile che funge da sala d’attesa per gli artisti prima e dopo una performance, ndr). Per grande intendo onde di 10/15 metri!

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This feeling 👀 🌬 Questa sensazione.. High risk=High reward ~ ~ ~ 📷 @richardhallman_photo #Peahi #Jaws #hawaii #ocean #mana #intimissimiuomo #surfing #waves #BigWaveSurfing #COUNTRYBUILDERSHI

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Dal 2020 la vostra diverrà una disciplina olimpica. Tu ci sarai?

Personalmente devo vedere se riesco ad entrare nella squadra italiana, perché ci sono stati dei grandi cambiamenti in questo ultimo anno per chi si qualificherà alle Olimpiadi. In questo ambito l’Italia è considerato anche un paese piccolo in confronto alle altre Nazioni e sarà difficile avere più atleti. Ci saranno poi, sia uomini che donne, creando una ulteriore divisione. Mi auguro che ci sia Leonardo Fioravanti, spero davvero che ci sia per rappresentare il nostro Paese e poi, se riuscissi a fare delle buone gare e dei buoni risultati a tal punto da qualificarmi, be’ sarebbe un sogno! In ogni caso sarò lì a supportare il team anche se non dovessi farne parte. Essere ai Giochi Olimpici è davvero un passo grande per il surf e che darà visibilità mondiale a chi magari non conosce questo sport.

 Rifaresti l’esperienza a Ballando Con le Stelle?

Ballando con le Stelle” si può fare solo una volta, perciò davvero no. È stata un’esperienza pazzesca, bellissima che non mi dimenticherò mai, perché è stato sempre un punto interrogativo nella mia vita la possibilità o meno di essere in grado di ballare e di essere tranquillo in quelle situazioni. Forse con il senno di poi avrei fatto qualche allenamento in più, perché ho davvero iniziato da zero e non è stato semplice.

Una volta chiuso il capitolo dell’agonismo, hai mai pensato di intraprendere la carriera da cronista o commentatore sportivo? Tuo padre è giornalista…

Mio padre è stato un bravissimo cronista e penso che quello sia davvero il lavoro per lui. Io, da atleta sono un ragazzo forse più focalizzato sullo sport e sull’immagine. Sto prendendo più la strada da testimonial o da “modello” piuttosto che da cronista. Comunque non si sa mai, sono aperto a tante possibilità e sono uno che, come si è visto, ha provato mondi totalmente diversi: sono un viaggiatore, forse “Pechino Express” (ha partecipato nel 2018 con Andrea Montovoli, ndr) è l’ambito dove mi sono trovato più a mio agio, mi piacerebbe far parte sempre del mondo della tv e poter essere anche un modello, un esempio per chi vuole seguire i propri sogni

Qual è il tuo rapporto con la moda?

A me piace tantissimo, sono un po’ diverso visto lo sport che pratico, mi piace vedere tutti questi stili diversi e i modi diversi di vestirsi: è un mondo dove un girono mi piacerebbe vivere e magari perché no… salire anche sulla passerella!

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Lo sguardo prima di mettere la muta bagnata per andare a surfare. 🐧🥶🌊 @intimissimiuomo #intimissimiuomo #warmcotton

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