05 DICEMBRE - People

Fedez svela tutta la verità sulla lite con J-Ax e Rovazzi: “Erano la mia famiglia”

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Il cantante si è confessato senza filtri in un’intervista di Peter Gomez

In quest’ultimo anno se n’è parlato tanto. Sono state dette tante cose, ma cosa è successo realmente tra Fedez, JAx e Rovazzi? A raccontare tutta la verità è Fedez, ospite a “La Confessione” sul canale Nove. Lo fa con gli occhi lucidi, con piccole pause e ripete più volte che non è stato un periodo facile. È stata una ferita profonda, che non si è ancora chiusa e brucia ancora. Tanto,

“In questo anno e mezzo ho scritto sei canzoni su quest’argomento, ma non le ho mai fatte uscire. Se ne parlo qui è un modo per tirarlo fuori. Come una seduta da un medico, per ritrovare la mia serenità” racconta il cantante a Peter Gomez.

Fedez torna indietro e racconta momenti dolorosi. Parte dall’amicizia con J-Ax, avevano lo stesso manager, da cui decidono di separarsi per dar vita a una loro società: la Newtopia.

Dopo un periodo florido, sia dal punto di vista umano che lavorativo, decidono di fare un album insieme. Inizia così il capitolo “Comunisti col Rolex”. È proprio in quel periodo che conoscono Fabio Rovazzi. “Per me era come un fratello, stavamo insieme 24 ore su 24” afferma Fedez. “Ci avevano accusato di aver creato Rovazzi, ma lui era così, ha un talento e una creatività straordinari”. La crisi inizia, però, quando Fedez si allontana da Milano per stare vicino a Chiara Ferragni, che stava vivendo una gravidanza difficile.

“Quando ero a Los Angeles perché Chiara doveva partorire sono successe tante cose. Ho perso di vista le mie priorità, non sono stato accanto a mia moglie. Una persona importante, che era nella nostra società, stava creando una società simile”. Si trattava del loro legale, che voleva estromettere Tatiana, la mamma di Fedez, dal management. “Non tornavano dei conti, io ero a Los Angeles, ho persino messo in dubbio mia madre” confessa Fedez con evidente dispiacere.

La separazione con Fabio è arrivata a distanza. Da Fabio (Rovazzi,ndr) non arriva nemmeno un messaggio, né quando ha saputo che mio figlio era nato, né quando abbiamo saputo che non aveva superato il test dell’udito”. Lui aveva deciso di spostarsi nell’altra società.

“Poi arrivano le scuse di Fabio, ma in ritardo. Io torno a Milano per il concerto di San Siro e scopro che Ax sapeva tutto. E che fosse d’accordo con questa persona. Prima di salire sul palco ho chiesto la verità ad Alessandro: ‘Ho bisogno di sapere se sto facendo San Siro con un amico. Lui mi guarda negli occhi e mi giura di no. Poi facciamo San Siro, ci abbracciamo, ci mandiamo messaggi fino alle 4 di notte”.

Dopo due giorni, era sabato, ricorda Fedez, “Ax doveva venire a vedere mio figlio per la prima volta, ma non venne mai. Mi chiamò dicendo: ‘Io non vengo, sapevo tutto. Ero d’accordo con loro, non l’ho detto prima perché sennò tu non saresti salito sul palco- e continua con voce sommessa- La cosa più dolorosa è che non mi ha dato l’opportunità di scegliere. Io se avessi saputo la verità non avrei mai fatto San Siro e mi sarei preso tutti gli oneri, avrei pagato. Per me è come se non lo avessi mai fatto”.

Il racconto continua e non con poco dolore, come si percepisce dal tono di voce:

“Sono sempre stato un socio che prendeva le redini in mano- e racconta un episodio, l’unico che gli strappa un sorriso di orgoglio- Quando doveva uscire Comunisti col Rolex ci ha chiamato la Sony, Rolex ci aveva mandato una lettera dicendo che non potevamo usare il loro brand nel titolo. Il disco è come un figlio, io ho detto che dovevamo lottare, anche se Alessandro era reticente. Io ero in America, presi un aereo e nel caso in cui non fosse andata bene la trattativa mi sarei fatto carico degli album e avrei pagato tutte le copie in stampa. A volte sì, mi rendo conto che con lui sono stato duro lavorativamente parlando. Per quanto il mio carattere fosse stato pesante con lui, non avrei mai fatto una cosa del genere”. E continua, senza pause e ancora un po’ incredulo:

“Avevamo una società con 15 dipendenti, seguivamo degli artisti, lui è sparito con tutti senza dare una spiegazione. Per me era ed è una cosa importante, per lui a questo punto era una cosa utile solo per quel momento lí”.

“È la prima volta che io uso voi e non voi me ( riferendosi ai giornalisti, ndr) . Io in un modo o nell’altro dovevo tirare fuori tutto questo per stare meglio” chiude così, Fedez, questo doloroso capitolo della sua vita. La stessa vita che, però, ringrazia per avergli donato l’amore della famiglia, di sua moglie e del loro piccolo Leone. “Lello, spero di poterti donare un futuro che sia meglio del mio passato”.

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