02 NOVEMBRE - People

Federica Pellegrini: «Entrare in finale a Tokyo nei 200 stile? A voi non basterebbe»

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La nuotatrice si è raccontata a Corriere Della Sera

Eterna, “divina”, fenomenale, quanti aggettivi per un talento immenso come quello di Federica Pellegrini, la stella del nuoto italiano, fautrice di grandi imprese, vittorie e record del mondo a tal punto che forse bisognerebbe inventare un termine per descriverla.

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Neve ❄️

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L’atleta azzurra, che sta curando la preparazione atletica Livigno, si è raccontata a “Corriere Della Sera”. La nuotatrice veneta ha deciso di partecipare a Tokyo 2020 che per lei sarà la quinta Olimpiade:

È una scelta a due facce. Il bello è che continuo a fare ciò che mi piace. Il brutto sono i riflettori puntati e le aspettative. So che quando ci sono io in acqua non mi regala niente nessuno. A Tokyo, a 32 anni, per me potrebbe essere un trionfo entrare nella quinta finale olimpica dei 200 stile. Però a voi non basterebbe. In Italia il giornalismo sportivo non aiuta i campioni, e non lo penso solo io.

Due anni che lei ha definito “d’inferno”, perché quando fai questo da quando eri adolescente inizia a farsi sentire la stanchezza, le responsabilità pesano eppure, come sempre Federica non se ne pente.

In gara si trasforma, diventando quasi superfede:

In gara, in costume e occhialini, mi trasformo. Non vedo distanza: in entrambi i momenti, privato e pubblico, sono io. Aspetti diversi, ma sempre io. Non mi definirei fragile né insicura, comunque.

Nel cuore di Federica c’è poi stata la delusione sportiva per la mancata medaglia olimpica a Rio 2016, e la Pellegrini ne ha parlato senza remore:

Rio, invece, è stata l’arrabbiatura suprema: essere prontissima e arrivare quarta per un decimo di secondo. Mi ci è voluto un mesetto per metabolizzare.La sera della gara ho detto basta, non voglio più soffrire così per un lavoro di anni buttato. Ma ho accettato i buoni consigli di chi mi sta vicino: prendere sempre le decisioni a mente fredda. Alla fine ha prevalso la voglia di non chiudere con un ricordo così brutto.Avevo tempi eccezionali ogni volta che mi tuffavo, in Brasile ero certa di fare una bella gara. Due giorni prima ho sentito un calo di forza. Il ciclo, che aspettavo appena prima, invece è arrivato due giorni dopo la finale. Di queste cose si parla sempre troppo poco. Ha contato anche quello.Avere il ciclo durante le gare non mi ha mai dato fastidio. Avere le gare la settimana prima, invece, è da evitare. Prima del Mondiale di Budapest 2017 ho preso la pillola ma l’ho subito interrotta perché mi gonfiava e mi toglieva sensibilità in acqua. È andata bene .

E poi c’è l’amore, dopo la discussa fine della storia con Filippo Magnini, Federica ha trovato il suo equilibrio grazie anche alla sua Vanessa, un cucciolo di bulldog comprato da poco:

È un anno e mezzo che sono sola. Ne avevo bisogno. Il silenzio di casa mi ha aiutato tanto. Da quando è morto il mio storico allenatore, Alberto Castagnetti, ho avuto serie difficoltà a dormire da sola. All’inizio facevo intere notti insonni: avevo paura non so nemmeno io di cosa. Sentivo un rumore e saltavo. Totalmente irrazionale. Prendermi i miei spazi mi ha aiutato.

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