08 OTTOBRE - Gossip / People

Ambra Angiolini: “Mi sono innamorata di Massimiliano perchè è un tipo fuori moda”

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Il 9 ottobre sarà al cinema con “Brave Ragazze”

Ambra Angiolini sarà presto al cinema, il 9 ottobre, con il film “Brave Ragazze“. L’ultimo numero di Vanity Fair è così a lei dedicato con un racconto di come la sua vita sia cambiata da quando ha debuttato con “Non è la Rai”.

Quando ero bambina, in quinta elementare, avevo un diario titolato Cenerentola in cui scrivevo che la cosa che volevo fare da grande era la mamma. A 14 anni, quando ovviamente non capitò, mi sembrava strano. A 18, dopo Non è la Rai, non essere madre mi fece scoprire per la prima volta il volto della depressione. Il dottore mi disse di partire per il Brasile. Così presi l’aereo e andai a Rio per iniziare la mia esperienza come volontaria con un medico dell’Ospedale San Camillo di Roma che operava i bambini. Fu bellissimo e travolgente. Ma la vera sensazione di sazietà fu quando rimasi incinta di mia figlia. Era come se fossi stata affamata d’amore per tutta la vita e improvvisamente ero sazia.

Ambra, racconta, di aver vissuto momenti difficili. Tra il 2011 e il 2012 ha svelato di avere iniziato ad aver paura di tutto, anche di prendere l’ascensore. Una mattina così ha capito di dover ripartire e ricominciare tutto.

Per farlo si è rivolta a una psicologa dell’Ospedale Civile di Brescia. E così ha iniziato a fare volontariato nel reparto di oncologia infantile.

Al primo incontro faccio quello che so fare, una lezione di teatro. Dico: ora camminate come se ci fosse il sole. Ora come se facesse freddissimo. Ora con una gamba sola. Tutti partecipano tranne due ragazze. Me la prendo con una e le dico “perché non partecipi?”. Lei mi risponde: non ho più una gamba, non riesco a camminare. Volevo morire, sparire, dileguarmi. Invece la psicologa dell’ospedale mi dice: “Brava, li hai conquistati!”. Avevano capito che ero imperfetta come loro. Come la loro malattia. Come la vita. Ma la cosa più bella doveva ancora succedere. C’era un’altra ragazza, in un angolo, che mi guardava con sfida. Si chiama Silvia. È respingente. Sbruffoncella. Antipatica. Mi colpisce subito perché è come uno specchio: è uguale a me. Maschera il suo oceanico bisogno d’amore sotto un’aria da dura. Impariamo a conoscerci. M’innamoro di lei. Prima diventiamo sorelle, poi divento sua zia. Il percorso è lungo e duro però dopo alcuni mesi guarisce. Appena esce dall’ospedale, si ammala sua madre. Cinque mesi e non c’è più. Ma Silvia è una leonessa. Oggi è parte della mia vita. Non potrei vivere senza Silvia. Mi ha salvato da me stessa.

E poi tra le persone che l’hanno salvata c’è anche Massimiliano Allegri, l’ex allenatore della Juve è il suo nuovo compagno dopo la separazione dal cantante Francesco Renga.

 La cosa che mi salva dai momenti dolorosi è la sensazione di poter giocare con lui anche da adulta. E la cura che ha nei confronti della mia esistenza, di quella dei miei figli, della mia ex storia. Non c’è un solo passaggio della mia vita che Massimiliano non rispetti. Mi sono innamorata di lui perché come me è un tipo fuori moda. Mi sono accorta subito che mi piaceva perché siamo due sbagli. E due errori come noi, se si incontrano davvero, generano una cosa che sarebbe veramente stupido non affrontare. Quella cosa è la ripartenza dell’amore.

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